L’intervista, Marchegiano: "La presidenza del consiglio non può essere l’arma di una maggioranza chiusa in sé stessa".

PER LA RUBRICA "PAROLA AI CAPIGRUPPO"

 

Abbiamo incontrato l’ex candidato sindaco Giorgio Marchegiano, capogruppo di "Ortona Rinasce", un gruppo consiliare creato per rafforzare il ruolo di opposizione insieme al consigliere Emore Cauti (capogruppo di "Ortona Cambia"). A soli ventotto anni è arrivato al ballottaggio con una coalizione di liste civiche, sconfitta da Leo Castiglione per meno di cinquecento voti. 

 

 

Giorgio, le amministrative di quest’anno verranno ricordate sicuramente come delle elezioni “storiche” per i risultati, nonché per la presenza di giovani. Personalmente sei soddisfatto del risultato?

 

Sinceramente all’inizio non pensavamo di poter arrivare a perdere di 470 voti. Piano piano abbiamo acquistato consapevolezza vedendo che il nostro progetto diventava il catalizzatore di alcune personalità come quella di Domenico di Francescantonio, che si è messo fin da subito a nostra disposizione e che è stato sicuramente un valore aggiunto per noi. Grazie alla qualità del progetto siamo riusciti ad attrarre altre persone che hanno garantito agli occhi della città la qualità della nostra iniziativa e che ci hanno dato forza e reso competitivi. Alla chiusura delle liste eravamo molto fiduciosi di arrivare al ballottaggio e sarebbe stato un dato sorprendente per noi non arrivare almeno secondi. Tuttavia nel secondo turno è iniziata un’altra partita e abbiamo acquisito la consapevolezza di poter vincere e sapevamo che il risultato sarebbe stato in equilibrio. 

 

Gli entusiasmi e i punti di forza della vostra campagna elettorale sono emersi chiaramente davanti agli occhi di tutti. Tuttavia il risultato non vi ha premiati fino in fondo con la vittoria: c’è qualcosa che cambieresti? Ci sono stati anche dei punti di debolezza che, col senno di poi, avresti cercato di elimare?

 

Avevamo delle aree senza candidato, come Bardella, San Leonardo e il Foro. Questo aspetto, collegato al fatto di essere meno conosciuto di Castiglione, ha rappresentato il mio punto debole. Infatti in molte aree della città in cui non ero conosciuto, avere dei candidati del posto al consiglio comunale, avrebbe potuto incidere sul nostro risultato al ballottaggio.

 

Il ballottaggio ortonese per il fatto di avere avuto come protagoniste due coalizioni civiche è stato salutato da molti già prima del voto come una vittoria per Ortona a prescindere da quello che sarebbe stato il risultato. Forse è il segno che se si fosse cercata una unione fra le varie anime civiche, il risultato sarebbe stato ancor più storico?

 

Nella fase pre-elettorale c’erano due personalità forti e abbiamo ottenuto consenso per motivi differenti. La fusione non avrebbe portato a una somma aritmetica dei voti, in quanto la maggior parte di chi ha votato per me lo ha fatto perché sono un giovane di ventotto anni, non ho mai ricoperto ruoli in amministrazione e sono portatore di determinate visioni di comunità e di città. Altri hanno sostenuto Leo perché è una persona con grande esperienza amministrativa, molto conosciuta, che aveva già ricoperto il ruolo di assessore al sociale. 

 

Dunque eravate incompatibili?

 

Non eravamo incompatibili, ma ognuno legittimamente ha ritenuto di dover dare un terminale elettorale a diversi bacini elettorali. Quindi non so quanti giovani si sarebbero candidati con Leo e quanti presidenti delle pro loco con me. Non esiste un solo tipo di civismo: nei contenuti, nelle pratiche, nei metodi e nei messaggi che abbiamo mandato alla collettività a mio parere siamo stati profondamente diversi. È giusto che la vicenda elettorale sia andata così, eravamo portatori di temi che non c'erano nell’altra coalizione, come innovazione, internazionalizzazione della città e una prospettiva legata all’Unione Euroopea. 

 

Eppure ci sarà qualche punto di contatto.

 

Dopo le elezioni è già successo. Un esempio su tutti è la mozione sullo streaming dei consigli comunali, una cosa piccola ma dagli effetti notevoli ed un primo elemento che per il bene della città può essere approvato insieme. Noi non avremo mai i numeri per approvare da soli qualcosa e per questo porteremo le nostre proposte in consiglio comunale. Al prossimo consiglio presenteremo il nostro progetto per l'istituzione dei comitati di quartiere e una modifica del regolamento per farli eleggere democraticamente.

 

La maggioranza però vi accusa di fare ostruzionismo, in special modo riguardo alla recente questione delle commissioni consiliari. Come rispondi a queste critiche?

 

Ostruzionismo significa rallentare un iter e noi non abbiamo rallentato nulla. Anzi, con l’elezione dei presidenti delle commissioni consiliari è stata la maggioranza a rallentare le procedure non rispettando il regolamento. È stato necessario l’intervento del segretario comunale a dirimere la questione. Nonostante questo si è deciso di seguire un’altra strada. Su questo farò un esposto al prefetto perché non è tollerabile che un Presidente del consiglio, figura di garanzia, diventi arma nelle mani della maggioranza. Eventualmente sarò costretto a fare ricorso al TAR. E anche sull'errore nella convocazione dell’ultimo consiglio: non siamo stati noi a fare ostruzionismo ma sono inciampati loro da soli. 

 

Allora l’"errore" è stato a monte nell’elezione del Presidente del consiglio? 

 

No, chiunque può essere eletto Presidente del consiglio ma sono i fatti che ne dimostrano l’idoneità o meno. Quello della convocazione del secondo consiglio è stato un errore e in alcuni articoli apparsi sulla stampa, mai smentiti, si è fatto riferimento ad una carenza di personale nell’ufficio notifiche o ad un clamoroso errore dei messi comunali. Non a caso, più volte è passato il messaggio che l’errore fosse dei dipendenti del Comune. Solo dopo la conferenza stampa tenuta da me ed Emore Cauti, dove chiedevamo alla Presidente Simona Rabottini di assumersi le responsabilità dell’accaduto è stato ammesso l’errore in consiglio comunale. La questione infatti non può essere legata alle tempistiche di consegna della convocazione da parte del messo comunale ma al ritardo col quale viene data mansione al messo stesso.

 

Non sarebbe forse più opportuno superare certi metodi obsoleti?

 

Sarebbe il caso che il Comune si dotasse di un sistema "PEC" (posta elettronica certificata, ndr).

 

Tornando sulla questione delle commissioni consiliari. La maggioranza da parte sua fa valere il fatto che il parere del Segretario comunale abbia lasciato spazio anche ad altre possibili interpretazioni e che dunque le loro operazioni sono state legittime. Immaginiamo che tu non condivida con questo.

 

Ribadisco: quella delle commissioni è stata una forzatura in quanto c’è un regolamento sufficientemente chiaro. La maggioranza si è aggrappata alle ultime righe del parere del segretario dove afferma che la formulazione della norma può avere altre interpretazioni, nonostante prima ne abbia data una propria. Le interpretazioni difformi rispetto al parere devono essere motivate. Cosa che non è stata fatta dal Presidente del consiglio. La forzatura più grave però è avvenuta nell'elezione del Presidente della terza Commissione dove nemmeno con il criterio del voto ponderato avrebbero potuto eleggerlo, dato che erano presenti soltanto due membri della maggioranza su quattro. Anche qui la Presidente Rabottini ha utilizzato il ruolo da garante come arma a disposizione della maggioranza.

 

Cambiamo argomento. Durante il secondo consiglio comunale hai parlato di social media policy. Quali sono quindi le linee guida che l’amministrazione dovrebbe seguire?

 

Bisogna dare la possibilità a chi interloquisce con le pubbliche amministrazioni di sapere esattamente con chi si sta parlando e ciò riguarda anche la gestione dei social media. C’è una direttiva del 2009 con cui il Ministero ha invitato tutte le amministrazioni a dotarsi di una policy  che definisca con chiarezza i ruoli nella gestione degli account. Questo discorso è legato anche al tema della sicurezza. Nel caso in cui, per esempio, il gestore della pagina del Comune di Ortona dovesse risultare negligente, sarebbe importante poter risalire al responsabile. 

 

Proprio in questi giorni, rispondendo in forma scritta alla tua interrogazione, il sindaco si è preso la responsabilità della gestione della pagina Facebook. Sei soddisfatto della risposta?

 

Anche se il sindaco si è assunto la piena responsabilità, tutti abbiamo visto che in realtà non può essere così dato che la pagina risulta essere aggiornata perfino mentre lui stesso risponde alle interrogazioni in consiglio. La policy è necessaria quando si hanno più soggetti che utilizzano lo stesso account e non hanno una rilevanza esterna, ed è sicuramente questo il nostro caso. 

 

A cosa dovrà puntare secondo te l'amministrazione nel lungo periodo?

 

Bisogna ricucire il rapporto con tutta la comunità, diventare il punto di riferimento della città. Ad Ortona si è sgretolato il tessuto sociale e il primo passo per ricostruirlo secondo noi sarebbe il comitato di quartiere, che a differenza della pro loco è un organismo pubblico, quindi "contendibile". Inoltre, bisogna indicare in modo chiaro le traiettorie di sviluppo: ad esempio, un aspetto che noi avremmo affrontato da subito sarebbe stato quello della rivalutazione di Terravecchia, in quanto dal punto di vista delle economie urbane (turismo, cultura, commercio ecc) è l’unico luogo che può indurre persone che non sono di Ortona a "spendere" ad Ortona. A causa del caro affitti dei locali commerciali, alcune attività del Corso si stanno spostando infatti in via della Libertà, "delocalizzandosi" quindi dal centro. Dal punto di vista dell’economia interna questo è ininfluente, perché all’ortonese non cambia nulla tale delocalizzazione. Cambia però per chi non è di Ortona, che quando decide dove spendere i suoi soldi, scegliendo in base al contesto, non opterà mai per il nostro centro città. Infatti, molti paesi che hanno riqualificato delle aree di pregio stanno crescendo (ad esempio zona merci a Pescara e il borgo di Guardiagrele). Quindi per ridare vigore all’economia urbana bisognerebbe riqualificare i luoghi caratteristici di Ortona, in primis Terravecchia. Secondo noi di "Ortona Cambia" andrebbe quindi effettuato un intervento di pedonalizzazione permanente in queste aree, in quanto nessun imprenditore investirebbe all’interno delle odierne isole pedonali temporanee. Facendo questo si eliminerebbero dei posti macchina ma, tale sacrificio apporterebbe un miglioramento alla qualità della vita e gli immobili incrementerebbero il proprio valore. Altra cosa da fare è inserire Ortona nei circuiti e nei tavoli decisionali legati al turismo. Bisognerebbe entrare a far parte di un sistema, fare alleanze con l’entroterra e con i parchi. Ciò ci darebbe la possibilità di essere ben inseriti in un circuito virtuoso, dato che Ortona ha un casello autostradale, un porto di rilevanza regionale ed è ben collegata all'interno e sulla costa dagli assi della Maruccina e quello adriatico, che la rendono potenzialmente lo snodo di tanti tipi di turismo. Andrebbe creato infine un sito di promozione turistica i cui costi di realizzazione potrebbero essere recuperati facilmente re-inquadrando la nuova figura dell’addetto stampa dalla categoria "D" (full time ndr.) alla categoria "C" (part-time ndr.). È necessario portare Ortona fuori da Ortona. 

 

Notte bianca. In molti sono rimasti sorpresi per l'annullamento dell'evento. Tu cosa ne pensi?

 

La notte bianca è un evento che va certamente riorganizzato. Sui contenuti ogni amministrazione può avere la sua idea legittima da condividere con la città e con gli operatori, ma è inaccettabile che non condividendo l’idea dell’amministrazione precedente, si annulli l’evento. Noi l’avremmo probabilmente organizzata con un budget molto ridotto ma con un taglio personale che sarebbe stato coltivato nel tempo. Eliminare l’evento è stata la scelta più semplice, che richiedeva meno sacrifici. Sicuramente il tempo per il cartellone non c’era, ma per fare degli eventi singoli sì, trovando degli sponsor e una linea comune: questo è l’unico cartellone del mondo che non ha uno sponsor. 

 

Oggi i comuni devono confrontarsi con i livelli superiori di governo per non restare ai margini. Come credi ci si debba muovere in tal senso?

 

Bisogna partire dal dato di fatto che esistono costanti e variabili: le variabili sono il governo regionale e il governo nazionale, che cambiano in base alle maggioranze politiche; la costante è invece la città. Bisogna quindi avere la consapevolezza degli obiettivi e di come raggiungerli, non esponendosi alle contingenze politiche. Ci sono due elementi che non vanno trascurati: la legge e il buon andamento della pubblica amministrazione, partecipando ai vari bandi con dei progetti credibili e strutturati bene.

 

Pensate che dall'opposizione potrete dare un contributo in merito alle politiche europee, dato che sono state un cavallo di battaglia della vostra campagna elettorale?

 

Ortona deve tornare ad avere un ruolo extra comunale, quindi il sindaco deve iniziare a parlare a nome di un area come quella della città metropolitana (Pescara, Chieti, Francavilla, Montesilvano), con Ortona come porto commerciale. Serve una maggiore credibilità dell’amministrazione comunale e dei suoi progetti: a quel punto diventeremmo un interlocutore credibile. Riguardo i bandi europei la nostra figura di riferimento è quella di Domenico Di Francescantonio, che gestisce ogni anno 40 milioni di euro di budget per la sua azienda, di cui riesce ad ottenere coperture finanziarie con fondi europei per il 43%. Ora l’assessore alle politiche europee è Roberta Daloiso, aspettiamo per vedere quale sarà il suo operato.

 

Non sarebbe forse il caso di istituire un ufficio che si dedichi esclusivamente alle politiche europee?

 

Noi avevamo immaginato una riorganizzazione della struttura amministrativa con un settore dedicato alle politiche europee e, nel nostro staff, avremmo scelto persone preparate e con esperienze all'estero. In giunta, per esempio, oltre a Di Francescantonio, avremmo inserito il dott. Nicola Di Ciano, il quale si sarebbe occupato di agricoltura alla luce delle esperienze fatte in Canada, in Argentina e in Australia. 

 

A proposito, Di Ciano e le altre personalità che avresti nominato nella tua ipotetica giunta, avranno una parte attiva da oggi ai prossimi cinque anni? E "Ortona Cambia" cos'è attualmente? 

 

Le professionalità che avevo scelto sono tutte a disposizione e lavoriamo tutti insieme. Tutto quello che abbiamo fatto finora è stato condiviso e a breve costituiremo un’associazione vera e propria dal punto di vista giuridico. Stiamo cercando la sede, che sarà un laboratorio per dare prosecuzione a quello che volevamo fare come amministratori di questa città e che invece faremo da cittadini impegnati in politica.

 

Abbiamo visto nell'ultimo consiglio comunale che a fronte di una maggioranza molto compatta c’è invece un’opposizione molto serrata: pensi che le cose possano cambiare? Secondo te c’è spazio per un dialogo costruttivo tra maggioranza e minoranza?

 

Le premesse sono negative. È mancata completamente qualsiasi apertura nei nostri confronti. I primi passi di questa amministrazione sono stati orientati all'autosufficienza. In consiglio comunale non c’è nessun tipo di interlocuzione ed il segnale più forte è giunto soprattutto dall'ultima vicenda legata alle presidenze delle commissioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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