L’intervista, Montebruno: "L’opposizione è ancora scottata dalla sconfitta elettorale. Da noi c’è totale apertura".

PER LA RUBRICA "PAROLA AI CAPIGRUPPO" 

 

Ci siamo messi in contatto telematico con Saul Montebruno, il quale da Piacenza, dove lavora, ci ha inviato le sue risposte. Consigliere di maggioranza, capogruppo del Comune delle Idee, nonché delfino del Sindaco Leo Castiglione, Montebruno (26 anni) alle ultime elezioni amministrative ha riportato 143 voti, piazzandosi quinto all'interno della lista omonima del gruppo consiliare che presiede.

 

 

Saul, le ultime elezioni ortonesi conserveranno nel tempo sicuramente un carattere “storico”. Cosa pensi dell’esito delle elezioni? Che tipo di vittoria è stata per voi? 

 

Le elezioni appena concluse hanno sicuramente determinato un capovolgimento del tradizionale modo di fare politica. Per anni i partiti tradizionali sono stati il traino per le vittorie elettorali e le liste civiche quasi sempre venivano usate come riempitivi delle coalizioni. Questa volta è accaduto il contrario. E il successo di Castiglione, sostenuto da tre liste civiche “pure”, frutto cioè dell’associazionismo coltivato nei mesi precedenti e soprattutto sganciate da qualsiasi riferimento partitico, è stato l’arma vincente rispetto a qualsiasi altra proposta politica.  

La nostra vittoria ha determinato inoltre un fatto insolito: non solo è stata completamente rinnovata la maggioranza di governo, ma anche la minoranza, rappresentata oggi da volti nuovi al 99%. 

 

Al primo turno avete sorpreso tutti col vostro risultato per via dei molti volti inediti all’interno delle vostre liste di cui evidentemente non si conosceva il peso elettorale: è stata proprio questa l’arma segreta?  

 

La vittoria è stata una sorpresa per molti addetti ai lavori ma non per noi. Giorno dopo giorno sentivamo crescere il supporto attivo di tanti cittadini desiderosi di dare il loro contributo. Siamo stati felicemente “costretti” a presentare tre liste civiche perché non avevamo più spazi per candidare tutti quelli che volevano metterci la faccia. Ricordo che su quarantotto candidati, quarantasette erano tutti alla prima esperienza. Questa è stata a mio avviso la vittoria più grande: in un periodo di totale ribrezzo generale verso la politica tante persone sono tornate a fare politica in prima linea, non delegando più ad altri questo compito. Noi siamo stati i primi ad intercettare e dare sostanza a questa latente voglia di partecipazione e la Città ci ha premiato. 

 

Alla prima esperienza amministrativa sei capogruppo e il sindaco sembra avere un’ottima considerazione di te: com’è stato l’impatto con questa nuova responsabilità? 

 

Seppure alla prima esperienza in una competizione elettorale, da anni ormai frequentavo quasi tutte le sedute dei consigli comunali e questo mi ha sicuramente permesso di capire le dinamiche interne e il funzionamento della macchina amministrativa. La mia vicinanza all’allora consigliere di minoranza Leo Castiglione è stata poi decisiva per la mia formazione “politica”, dandomi la possibilità di imparare a scrivere in concreto atti amministrativi.  A 26 anni mi trovo ad essere capo-gruppo della prima lista in assoluto della città e questo sicuramente mi onora ma al tempo stesso mi carica di responsabilità verso i tanti cittadini che ci hanno dato fiducia e verso i colleghi consiglieri che hanno visto in me la persona ideale per ricoprire questo ruolo. 

 

Che tipo di azione di governo vorreste portare avanti?  

 

Come detto in campagna elettorale, ripartiremo dall’ordinario e lo stiamo già facendo. I primi due anni di amministrazione saranno dedicati a questo. Non è stato un caso che la prima azione amministrativa è stata quella di partire dalla pulizia dei tombini. Ripartiamo dalle cose semplici che per troppo tempo sono state sottovalutate ma di cui i cittadini vivono il disagio quotidianamente. Fino alla fine dell’anno avremo pochissimi spazi di manovra in quanto il bilancio è già stato tutto “impegnato” dalla precedente amministrazione. A partire da gennaio faremo una precisa scaletta di interventi dandoci delle priorità: completamento delle reti fognarie, metanifere e di illuminazioni saranno sicuramente tra queste. Ovviamente non mancherà uno sguardo attento alla programmazione sul futuro della nostra Città e sulla direzione che dovrà intraprendere. Ma per fare questo è necessario ripartire prima dalle fondamenta.  

 

Cosa pensi del lavoro svolto dall’amministrazione fino ad ora? Cosa è stato fatto? 

 

Queste prime settimane di amministrazione sono state a dir poco frenetiche. Il Sindaco è presente in Comune non meno di dodici ore al giorno e per come è fatto lui vorrebbe poter risolvere qualsiasi problema immediatamente. L’amministrazione si è immediatamente attivata sia sul fronte GPL (aprendo tavoli di coordinamento con il MISE e con il CTR) sia su quello ospedale (collaborando con il Comitato per far sentire la nostra voce nel comitato ristretto dei Sindaci).  

 

Come volete presentarvi alla città alla prova dei primi cento giorni d’amministrazione? 

 

Si sta viaggiando spediti verso la conclusione dell’iter per il nuovo Piano Regolatore Portuale, sono stati stanziati fondi per la viabilità rurale per garantire accessi più sicuri agli agricoltori in vista dell’imminente vendemmia, è stata trovata una soluzione temporanea per il mercato coperto in assoluta condivisione con i commercianti. Da ultimo si sta lavorando per consentire ai cittadini, nel più breve tempo possibile, di seguire in streaming tutte le sedute del consiglio comunale. Il nostro rapporto con la città dovrà essere stretto e i loro umori saranno la misura costante del nostro operato.  

 

Quali sono i problemi principali che l’amministrazione dovrà affrontare in concreto in questi 5 anni? 

 

Ortona sta vivendo una fase di isolamento territoriale che si ripercuote a cascata su tutta l’economia cittadina. L’Abruzzo sembra finire a Francavilla e ripartire da San Vito. È prioritario invertire la rotta ma non cercando di correre dietro a quelle realtà. La sfida è quella di tornare ad essere i capifila tra i comuni della Marrucina tornando ad essere un punto di riferimento come lo siamo stati in passato. Un esempio per tutti: la salvaguardia del nostro Ospedale è necessaria non perché Ortona ha il cruccio di voler avere a tutti i costi un ospedale, bensì perché quella struttura rappresenta il fulcro di una intera area geografica che abbraccia un bacino di utenza molto vasto. E cosi per tante altre questioni. Immagino una pista ciclopedonale che parta da Ortona e vada verso la montagna, attraversando il territorio della Marrucina e le sue innumerevoli Cantine. La realizzazione di questi progetti deve passare primariamente dal tornare ad essere il punto di riferimento tra i Comuni a noi limitrofi. 

 

Oggi i comuni devono confrontarsi con i livelli superiori di governo per non restare ai margini. Come credi ci si debba muovere in tal senso? C’è un piano amministrativo d’azione? 

 

In virtù di quanto appena detto, risulta prioritario far sentire la voce di Ortona non come Comune singolo ma come capofila di un bacino territoriale vasto in tutte le sedi sovra comunali. Un conto è se a rivendicare qualcosa è il Sindaco del Comune di Ortona, altro è se a chiedere la stessa cosa sono dieci Sindaci, con a capo il nostro.  

 

Estate ortonese. C’è stata un po’ di confusione sull’individuazione degli organizzatori del cartellone. Ci può chiarire brevemente la situazione? 

 

Sull’estate ortonese la situazione è semplice. Il Commissario prefettizio prima di lasciare il suo incarico ha affidato ad un Comitato l’onere di organizzare il cartellone estivo attribuendo una cifra allo stesso di 25 mila euro. La proclamazione del Sindaco e l’insediamento della giunta è avvenuta agli inizi di luglio, non in tempo utile per poter pensare di rimettere mano a tutta l’organizzazione. Quindi ci siamo limitati a recepire il programma presentato dal Comitato.  

 

Notte bianca. In molti sono rimasti sorpresi dell’annullamento. Perché è stato deciso in tal senso?  

 

Siamo convinti che questo evento debba essere completamente ripensato. La nostra scelta è maturata dopo un confronto con i titolari degli esercizi commerciali che ci hanno manifestato tutte le loro perplessità attorno ad un evento organizzato in quel modo. Continueremo a confrontarci con le associazioni di categoria per trovare una nuova formula per questo evento da proporre nei prossimi mesi. 

 

Abbiamo visto nell’ultimo consiglio comunale che a fronte di una maggioranza compatta c’è invece un’opposizione molto serrata: pensi che le cose possano mutare? Se no, siete pronti a fronteggiare cinque anni di decisa opposizione? 

 

Chi vorrà contribuire attivamente al rilancio di questa città potrà farlo insieme a noi: non avremo preclusioni di sorta e nel primo consiglio comunale operativo abbiamo già dimostrato la nostra apertura condividendo e supportando alcune proposte di una parte della minoranza. E cosi faremo nel futuro. Ci spiace però constatare che un’altra parte di essa, fortemente scottata dalla pesante sconfitta elettorale, stia interpretando questo ruolo con rancore e astio perdendo un’occasione per poter essere utili alla città.  

 

In campagna elettorale era percepibile un certo entusiasmo fra le vostre fila. Esiste ancora?  

 

L’entusiasmo è ancora alto e non può che essere così. A settembre l’Associazione “Il Comune delle Idee” riprenderà le tante attività associative, organizzeremo nuovi convegni e corsi di formazione. Inoltre l’associazione sarà un vero e proprio laboratorio politico che affiancherà l’amministrazione. Verrà riaperto il tesseramento per il nuovo anno e ci sarà una grande assemblea dei soci chiamata a votare per il rinnovo del direttivo. A tal proposito invito tutti coloro che vogliono far parte di questa importante realtà ad avvicinarsi a noi.  

 

Una delle critiche più forti che viene mossa alla vostra struttura politica è quella di avere un uomo solo al comando con un gruppo di consiglieri comunali pronti ad alzare la mano ad ogni evenienza. Cosa ti senti di rispondere a queste critiche in qualità di capogruppo? 

 

Quasi sempre le critiche vengono mosse da chi poco o nulla sa. Abbiamo la fortuna di avere un Sindaco capace, presente in Comune e disponibile in qualsiasi ora del giorno, coadiuvato da un gruppo di nuovi amministratori di altissimo profilo, provenienti dalla società civile. In passato si assistevano a consigli comunali condotti solo dalla maggioranza, dove ogni singolo partito “di governo” utilizzava spesso lo spazio riservato alla minoranza per rivendicare cose o poltrone e mettere in difficoltà il Sindaco. Oggi non è più cosi: andiamo in consiglio comunale con le idee chiare e con progetti pronti da votare, frutto del nostro confronto interno. A questo serve e servirà la realtà dell’associazione. Il consiglio comunale tornerà invece ad avere la funzione per la quale è nato: il luogo dove sottoporremo i nostri progetti alla città e alla minoranza, cercando la più ampia condivisione.  

 

L’ultima polemica ha riguardato l’elezione dei presidenti di commissione. La maggioranza vi ha accusato di prevaricazione e di non rispettare le regole.  

 

C’è un regolamento che prevede che le commissioni siano composte rispecchiando il principio di proporzionalità rispetto alla composizione del consiglio comunale, rispettando quindi l’esito delle elezioni. Questo principio è rispettabile facendo pesare il voto dei membri di maggioranza maggiormente rispetto a quelli di minoranza: principio che il regolamento (all'art. 11, ndr) sembra non prevedere circa l’elezione dei presidenti delle commissioni. Questa è a nostro avviso e di alcuni esperti che abbiamo interpellato una mancanza del regolamento di cui abbiamo dato quindi un’interpretazione logico-sistematica, anche alla luce del parere del segretario comunale Colaiezzi che ha giudicato quella norma foriera di dubbi e diverse interpretazioni. Anche se l’opposizione fa finta di non aver letto questa parte del parere, non esiste un’interpretazione univoca. In futuro dovremo mettere sicuramente mano al regolamento per renderlo più chiaro. 

 

 

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