L'intervista, Polidori: "L'amministrazione non nasconda la testa sotto la sabbia e affronti le conseguenze della sentenza Seccia"

Il consigliere Polidori non si è risparmiato sulla questione delle commissioni consiliari affermando che “l'amministrazione pubblica ha delle regole che non possono essere aggirate o calpestate” . Ma il grosso del suo discorso si è incentrato sul tema dei conti comunali. In particolare ha fatto riferimento alle ingenti conseguenze economiche della 'sentenza Seccia' per cui secondo lui "chi ha sbagliato deve essere pronto a pagare" e aggiungendo  che "è ora di finirla di far pagare alla cittadinanza gli errori degli amministratori comunali”. Si è soffermato a tal riguardo anche sull'istituzione del nuovo ufficio stampa, che a suo dire rappresenta, così com'è, uno spreco per la collettività: “Ortona non ha bisogno di conoscere e avere un addetto stampa che si limita a un copia-incolla ma di essere amministrata con concretezza”. Ha colto l'occasione anche per rispondere alle accuse di ostruzionismo lanciate alla minoranza, rigirando la questione: “Per la maggiornaza la politica è fare riunioni, parlare e perdere tempo" e giustificando il suo atteggiamento in quanto "la maggioranza sembra non vedere i consiglieri di opposizione, rendendoli partecipi di nulla".

 

 

 

PER LA RUBRICA "PAROLA AI CAPIGRUPPO"

 

Abbiamo incontrato per un’intervista l’Avv. Peppino Polidori nel suo studio. Avvocato cassazionista nonché candidato sindaco per il centro-destra ortonese, alle ultime amministrative non è riuscito ad accedere al secondo turno, attestandosi sul 15,9% dei consensi equivalente a 2.107 voti e dunque ad oggi è consigliere di minoranza, capogruppo di Forza Italia.

 

 

Avvocato Polidori, a fronte dell’esito dell’elezioni, pensa che il vostro risultato al di sotto delle aspettative sia stato dovuto più all’escalation delle liste civiche o alla frammentazione della destra ortonese?

 

La frammentazione del centrodestra ad Ortona è stato un problema evidente per noi e sotto gli occhi di tutti. Questa frammentazione è da attribuirsi a chi prima dell’inizio della campagna elettorale si è voluto distaccare, non volendo aspettare niente e nessuno. Decisione che si è poi rivelata fallimentare per ogni coalizione creatasi dopo questa scissione. Si pensa quasi che andare a fare il sindaco sia soltanto appendersi una medaglia, un’onorificenza. In realtà essere Sindaco comporta avere sì una serie di oneri ma anche avere una serie di competenze, che se non possedute, devono essere ricercate in persone di cui circondarsi e in uno staff professionale.

 

Però anche per lei, come per altri, sarebbe stata la prima esperienza amministrativa in assoluto.

 

Non sono mai stato un rappresentante dei cittadini nelle istituzioni ma avendo lavorato e lavorando tuttora per molti comuni, conosco molto bene la macchina amministrativa.

 

Ad ogni modo, cambierebbe qualcosa della sua campagna elettorale?

 

La responsabilità principale per aver perso le elezioni è soprattutto mia. L’aver iniziato tardi la campagna elettorale, che è stata forzatamente breve e molto concentrata, non mi ha infatti portato all’attenzione di quanti non mi conoscevano in precedenza e non ha permesso di far passare il mio messaggio di vera novità politica.

 

Passiamo all’attualità politica. Da parte sua abbiamo visto fino ad ora una opposizione piuttosto decisa. Pensa di proseguire su questa linea per tutti i cinque anni?

 

Manterrò fede al mandato ricevuto che è quello di controllare e assicurarmi del corretto operato dell’amministrazione. Continuerò così ma, sia chiaro, senza voler creare ostruzionismo, augurandomi che l’amministrazione funzioni e che i problemi vengano risolti. Purtroppo da quello che ho visto in questi pochi mesi, l’amministrazione non riesce neanche a destreggiarsi sull’ordinario, figuriamoci su tutto quello che verrà, che sarà ancora più gravoso per la macchina amministrativa.

 

A cosa si riferisce?

 

La macchina amministrativa ortonese fa acqua da tutte le parti ma non perché ci sono persone incapaci, anzi il personale fa anche troppo rispetto ai numeri degli impiegati e allo stato dell’organizzazione. Il Comune di Ortona infatti aveva un organico che adesso si ritrova dimezzato e nessuno si è preoccupato né di inserire nuove forze né di specializzare quelle presenti. Basti pensare all’ufficio tecnico privo del suo dirigente, ruolo che è sempre stato affidato al Segretario Comunale e che dovrebbe essere ricoperto da una figura specializzata come un architetto o un ingegnere. La pubblica amministrazione inoltre deve essere pronta con progetti e professionalità che possano “aggredire” i bandi in maniera tale da vincerli per non restare ai margini come negli ultimi anni. Infine un’amministrazione pubblica deve assolutamente essere improntata ai principi della legalità per funzionare al meglio e le regole da essa derivate non sono fatte per essere aggirate, tantomeno per essere calpestate.

 

In quest’ultima sua affermazione immaginiamo si riferisca invece alla questione delle commissioni consiliari. Qual è la sua opinione a riguardo?

 

Alla riunione della prima commissione ho sollevato in prima persona insieme alla restante opposizione la questione dell’errata interpretazione del regolamento che disciplina l’elezione dei presidenti delle commissioni consiliari e il funzionamento delle stesse. Negli articoli 11 e 12 c’è una distinzione palese tra le modalità di votazione per l'una e per l’altra cosa. Ciò è stato anche ribadito dal segretario che, interrogato sull’argomento, ha prodotto un parere a nostro favore assumendo la nostra interpretazione come corretta e lasciando tuttavia di più libera interpretazione l’articolo 11 sull’elezione del presidente. L’apoteosi della supponenza della maggioranza però si è manifestata durante l’elezione del presidente della terza commissione. Piuttosto che le ragioni della maggioranza sul merito, sono stati fatti valere i loro voti presi alle elezioni. Addirittura nell’elezione del presidente della terza commissione è come se avessero votato anche gli assenti: mancavano infatti due consiglieri di maggioranza su quattro all'interno della commissione e quindi di fatto due persone hanno assunto il valore di quattro. La Presidente del consiglio Simona Rabottini, insieme a tutta la maggioranza si è ben riservata di imporre un risultato a proprio vantaggio, calpestando non solo quelle che sarebbero le regole ma andando anche contro la volontà del segretario e ignorando i due consiglieri assenti. D’altronde non è la prima volta che la presidenza del consiglio inciampa in errori grossolani.

 

Sta facendo riferimento alla questione legata alla prima convocazione del secondo consiglio?

 

Esattamente. Da parte mia c’è stata la richiesta di usare la PEC come mezzo comunicativo dell’amministrazione comunale e sostituire finalmente il messo comunale che è costretto personalmente a rincorrere i destinatari della convocazione. Se ho sorvolato sul rispetto dei giorni per la convocazione del secondo consiglio comunale non posso tollerare la procrastinazione e di conseguenza la perdita di tempo nella convocazione dei capigruppo avvenuta il mezzogiorno del giovedì per le ore 17 del venerdì seguente.

 

Quali sono i problemi principali che l’amministrazione dovrà affrontare in questi cinque anni?

 

Spesso si tende a sollevare polveroni per questioni futili tralasciando invece aspetti fondamentali per la gestione del Comune. Nell’ultimo consiglio comunale è stato ridicolo vedere stimato un assestamento di bilancio nelle cui voci figurava una cifra approssimata grossolanamente a 600.000 euro per le spese derivanti dalla sentenza Seccia. Mi sono documentato personalmente circa la sentenza con gli atti presi in Municipio e ho potuto constatare come qui le cifre siano rendicontate al centesimo. Inoltre, soltanto la mancata registrazione della sentenza ha comportato costi aggiuntivi pari a diecimila euro.

 

Proprio quello della “sentenza Seccia” è un argomento molto importante ma al tempo stesso poco dibattuto in questi anni. È stato lei a portare la questione nell’ultimo consiglio comunale. Ci aiuti a ricostruire la vicenda.

 

La sentenza Seccia è una causa tra il Comune di Ortona e parte civile avente come oggetto un esproprio comunale, risalente agli anni 80, ai danni del Sig. Seccia.  Questo esproprio prevedeva un indennizzo di cui successivamente gli eredi Seccia hanno lamentato la mancata corresponsione. La sentenza di primo grado ha riconosciuto la validità di questo accordo e ha condannato il Comune a rifondere gli interessati con 98.000 euro. Nel secondo grado di giudizio non solo il Comune è rimasto contumace ma ha perso nuovamente la causa e precettato, in data 02/05/2016, al pagamento di 760.147,75 euro. A quest’importo si aggiungono ulteriori interessi e la registrazione della sentenza stessa per un totale di 790.000 euro. Dopo avere cercato delucidazioni riguardanti la discrepanza tra la somma dovuta e la somma stimata dall'amministrazione per una differenza di quasi 200.000 euro con quanto scritto dall’assessore per il bilancio, sono stato invitato a rivolgermi al dirigente amministrativo, ed essendo quest’ultimo in ferie, mi è stato reso quindi impossibile avere ulteriori chiarimenti.

 

Come bisogna fare a suo avviso arrivati a questo punto?

 

Bisogna innanzitutto capire di chi sia la responsabilità, visto che da 98.000 si è arrivati a 790.000 euro. Il danno economico che subirà l’ente dovrebbe riverberarsi unicamente sul dirigente che ha avvalorato la delibera e nei confronti degli amministratori stessi. Non può e non deve dividersi sui 23.000 cittadini. La vera domanda da porsi a questo punto della questione è: “chi pagherà questo mutuo?”. Ovviamente i cittadini, attraverso tasse e tributi. Chi ha sbagliato deve essere pronto a pagare, bisogna smettere di far pagare alla cittadinanza gli errori degli amministratori comunali.

 

Quindi sta dicendo che a “pagare” dovrebbero essere le giunte delle passate amministrazioni?

 

L’errore tra le due somme (600.000 e 790.000 euro) è dovuto al fatto che le passate amministrazioni hanno provveduto al pagamento di una parte di importo non relativa agli interessi ma agli importi capitali, pensando di poter ridurre gli interessi maturabili. La sentenza di secondo grado invece ha scomputato queste somme sugli interessi dovuti al momento del pagamento e dunque il tasso d’interesse non è affatto diminuito. Il Comune avrebbe dovuto far valere le sue ragioni sulla sua stima dei 600.000 euro, quando assessore al contenzioso era l’attuale Presidente del Consiglio Simona Rabottini.

 

Ma l’amministrazione attuale può ad oggi fare qualcosa per limitare i danni?

 

Purtroppo l’amministrazione Castiglione si porta dietro questi errori delle passate gestioni ma ciò non vuol dire che non possa agire per cercare di risolvere il problema né tantomeno che debba nascondere la testa sotto la sabbia. Deve prendere atto della situazione ed essere coerente con le somme dovute. Castiglione avrebbe dovuto subito chiedere la collaborazione del suo dirigente prendendo atto del giudizio di secondo grado, discorde con le somme stimate dall’amministrazione, e capire di chi fosse la responsabilità. Ciò che sta facendo attualmente l’amministrazione invece è preferire un pagamento dilazionato attraverso un mutuo nella cassa dei depositi e prestiti.

 

Sempre a proposito dell’assestamento di bilancio, lei nell’ultimo consiglio ha puntato il dito verso l’amministrazione non solo facendo riferimento alla “sentenza Seccia”.

 

Le altre voci dell’assestamento di bilancio sono poco chiare o per niente specificate. Esempi sono i 65.000 euro sotto la voce “spese correnti”, i 16.000 in “istruzione e diritto allo studio”, oppure gli 11.000 euro per “attività culturali”. A tutto ciò bisogna aggiungere il disagio per una convocazione che, pur fatta nei limiti legali rispetto ai giorni di preavviso, presentava punti all’ordine del giorno complessi, come proprio l’assestamento di bilancio, per i quali era necessario più tempo per preparare una discussione. Il cittadino ha bisogno di chiarezza, di sapere le voci e le relative cifre nel dettaglio. Inoltre sebbene io abbia rinunciato al gettone di presenza, molti altri non lo hanno fatto. Per loro la politica è fare riunione, parlare e perdere tempo.

 

Invece sul punto all’odg relativo alla variazione di bilancio lei si è focalizzato principalmente sulle spese relative all’ufficio stampa comunale. Ha affermato che «Ortona non ha bisogno di conoscere e avere un addetto stampa ma di essere amministrata con concretezza».  Per lei è davvero una spesa inutile?

 

Durante il secondo consiglio comunale la delibera sulla variazione di bilancio è stata indirizzata solo ed esclusivamente per assumere due unità: un addetto stampa e un aiuto addetto stampa. La prima di queste due figure inoltre è passata da un rapporto di tipo C (part-time) ad uno di tipo D (full-time), facendo aumentare il tempo d’impiego e il relativo costo senza apparenti motivi validi. Tra l’altro, a mio avviso, questo addetto stampa si sta rivelando di dubbia efficacia dal momento che esso si sta limitando ad inviare ai vari consiglieri comunali fotocopie di articoli riguardanti Ortona presi da “Il Centro” o “il Messaggero” e ad amministrare la pagina Facebook “Comune di Ortona”. Non ci si può limitare a fare un copia-incolla ma sarebbe necessario che un ufficio stampa pubblico che si rispetti facesse delle ricerche settoriali che interessino direttamente e anche indirettamente la città Ortona e il nostro territorio. Purtroppo in questo caso siamo “anni luce” indietro e paghiamo “anni luce” in più. Dunque, per rispondere alla vostra domanda, questa è una spesa inutile rispetto alla qualità del servizio offerto.

 

La maggioranza l'ha accusato durante l’ultimo consiglio comunale di fare un tipo opposizione che ricalca ancora i metodi della campagna elettorale. Come risponde?

 

La maggioranza sembra non vedere i consiglieri di opposizione rendendoli partecipi di nulla. Un primo esempio lampante è stata la votazione del Presidente del Consiglio Comunale dove fino al momento dell’elezione non ci è stato neanche rivelato il nome del candidato alla Presidenza e anzi, alla nostra domanda (dell’opposizione, ndr) per sapere chi fosse, ci è stato risposto con un'altra domanda, cioè: “chi è il vostro candidato?”. Poi con le commissioni consiliari, come ho detto prima, si è raggiunta l’apoteosi. Il mio modus operandi è più che giustificato.

 

Che tipo di rapporto c’è fra il suo gruppo e gli altri gruppi di opposizione?

 

C’è un rapporto non ostico, o almeno è quello che spero. Dico sempre loro di non dividerci e cercare di restare uniti il più possibile. Tuttavia, purtroppo, l’unico voto contrario all’assestamento di bilancio nel secondo consiglio comunale è stato il mio, mentre Marchegiano e Cauti si sono astenuti e Di Sipio e Di Nardo sono risultati addirittura assenti, essendo usciti dall’aula prima del voto. Della mancanza al voto da parte della Di Sipio riesco a capire le motivazioni, avendo lei ricoperto l’incarico di vice-sindaco nella passata giunta comunale. Ma sinceramente faccio fatica a comprendere l’uscita di scena del consigliere Di Nardo. L’assestamento al bilancio è importante per la vita amministrativa: è uno strumento che permette di includere in questi assestamenti dei fondi stanziati per imprevisti come eventi climatici straordinari, cause perse dall’ente comunale ma anche eventi o manifestazioni particolari. Per cose così importanti bisogna allora distinguere chi sta facendo vera opposizione da chi fa mero ostruzionismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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