L'intervista, Polidoro: "L'amministrazione condivisa non è prerogativa esclusiva dei grillini. Contatto con il cittadino è la nostra parola d'ordine"

Polidoro lancia la sua idea di "amministrazione condivisa con i cittadini" e risponde alle critiche di chi etichetta come soldatini di un uomo solo al comando i consiglieri di maggioranza: "c'è chi si annoierà ma dovrà abituarsi a vedere dieci mani che si alzano con sistematicità, siamo una squadra". Ha definito come assi prioritari dell'amministrazione il decoro urbano e uno sviluppo industriale che non deve intralciare un turismo "che a Ortona deve ancora nascere". Non risparmia critiche alla minoranza che definisce "un calderone tutt'altro che compatto". E sulle commissioni consiliari rilancia:"da noi prevaricazioni? La presidente Rabottini è stata un ottimo garante. Semmai abbiamo peccato di eccessivo garantismo".

 

 

 

PER LA RUBRICA "PAROLA AI CAPIGRUPPO"

 

Ci siamo recati direttamente in Municipio per incontrare nel suo ufficio il capogruppo di maggioranza di "Cittadini consapevoli", Luigi Polidoro. Presente nel campo dell'istruzione pubblica ad Ortona, all'Istituto Nautico, come insegnante tecnico nonché incaricato alla gestione del rapporto scuola-lavoro. È anche membro dei revisori dei conti presso la sezione ortonese della Lega Navale Italiana e presidente della sezione ortonese del Club Alpino Italiano. È entrato in consiglio comunale con 114 preferenze alle ultime amministrative.

 

Le ultime elezioni ortonesi conserveranno nel tempo sicuramente un carattere “storico”. Cosa pensi dell’esito delle elezioni? Che tipo di vittoria è stata per voi?

 

Sicuramente l'affermazione, per la prima volta, di un gruppo civico equidistante da ogni partito, composto da semplici cittadini alla prima esperienza amministrativa è da considerarsi vittoria storica. Altrettanto eclatante è stato il totale rinnovamento del consiglio comunale, con l’esclusione di nomi che erano presenti da decenni al governo cittadino. Una vittoria così netta ci ha permesso di ottenere una larga maggioranza che consentirà al sindaco piena capacità di governo. Non ci sono partiti di maggioranza o gruppi che, spesso in antagonismo, esprimono un assessore a testa, cosa che nell’amministrazione d’Ottavio ha finito per paralizzare praticamente tutto. Inutile dire che un anno fa, quando cominciammo come gruppo a lavorare a questo progetto, non speravamo in un tale risultato. È stato un momento esaltante, avevamo l’obiettivo di contribuire alla rinascita cittadina assieme ad altre aggregazioni civiche che già si stavano delineando in antitesi all’amministrazione d’Ottavio ma non immaginavamo, allora, di arrivare da soli a governare la città.

 

Al primo turno avete sorpreso tutti col vostro risultato per via dei molti volti inediti all’interno delle liste: è stato proprio questo il vostro punto di forza?

 

Il nostro punto di forza è stato il contatto e coinvolgimento della gente, il fatto di aver avuto un leader credibile e dei candidati, impegnati socialmente, che rappresentavano e rappresentano l'intero territorio comunale. Abbiamo volutamente marginalizzato l'utilizzo del web puntando al contatto personale ed all’ascolto dei cittadini. Il riconoscimento al candidato sindaco di quanto fatto nelle passate esperienze consiliari, la freschezza e la qualità dei candidati che avevamo portato in campo, ci hanno consentito la vittoria. Il nostro candidato sindaco ci ha spinto a dare il massimo, organizzando ottimamente l’azione del gruppo dei candidati e l’associazione fulcro del progetto, il “Comune delle idee”, durante tutta la lunga e faticosa campagna elettorale.

 

In campagna elettorale era percepibile un certo entusiasmo fra le vostre fila. Esiste ancora?

 

Certo, si è solo trasformato in senso di responsabilità ed impegno. Durante la campagna elettorale eravamo un gruppo di amici che proponevano un progetto, raccoglievano proposte ed elaboravano idee. Ora c'è altro: il dovere di amministrare, la volontà di non fare errori ed il confronto quotidiano con i tanti problemi e limitazioni connessi all'azione amministrativa. L'entusiasmo ha solo dato spazio ad altri stati d'animo, conditi con una forte dose di raziocinio.

 

Si aspettava un risultato del genere?

 

Avevamo la percezione di quello che stava covando la città. Un anno e mezzo fa abbiamo creato l’associazione con quasi 150 persone. Abbiamo percepito il sentore del consenso parlando con le persone: il nome di Castiglione era ben visto e i nostri candidati erano persone fresche e impegnate nel sociale. Siamo riusciti ad esprimere candidati in ogni territorio, anche se a dire il vero eravamo forse scoperti nel centro. Già da qualche mese avevamo la certezza di arrivare al primo turno e almeno un mese prima avevo capito che al secondo turno l’antagonista sarebbe stato Marchegiano. Questo lo sapevamo per via il contatto stretto che avevamo con la gente. D’altronde anche la proposta di Marchegiano, come la nostra, era vista come una proposta nuova, civica, e questo era il momento delle liste civiche.

 

Anche lei come il suo collega Montebruno pensa che l’unione fra le due coalizioni civiche sia stata una sorta di “occasione persa” per Ortona?

 

Abbiamo perso tempo, prima delle elezioni, su un tavolo civico con ben sette liste, fra le quali c’erano anche quelle che poi hanno sostenuto Marchegiano come candidato sindaco. Il fine era proprio quello di dare vita a una grossa unione civica ortonese per spezzare l’egemonia dei partiti. Si stava ragionando sulla scelta del candidato sindaco e si era aperta la possibilità sceglierlo attraverso delle primarie. A quel punto Giorgio si è tirato indietro.

 

Molti volti inediti, dicevamo… Eppure la tua non è stata la prima candidatura. Cosa ti ha spinto a provarci più volte?

 

Si, ho avuto una precedente esperienza di campagna elettorale assieme all’amico Giulio Napoleone (a cui permettetemi di rivolgere un accorato saluto). Giulio ed io avevamo già chiaro, da allora, il fatto che i partiti non erano più la risposta alle istanze della città. Ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi. Confesso che in quell'occasione affrontai la contesa elettorale con spirito da don Chisciotte, non sperando in una vittoria ma con la volontà di dare un segnale. Segnale che non fu compiutamente compreso dai cittadini che videro allora nella coalizione di centrosinistra, la chiave per risolvere i problemi di Ortona. Sono stato vicino al centrodestra ortonese per tanti anni, mi sono sempre interessato di politica ma “dalla finestra”. Più di due anni fa mi contattò Leo Castiglione e ci prendemmo un aperitivo. Leo non condivideva più le strategie e i modi di amministrare dei partiti classici. Francamente all’inizio neppure pensavo di ricandidarmi come consigliere per via dei miei impegni ma alla fine accettai perché pensai e penso tuttora che sia l’unico in grado di risollevare le sorti di una città in piena decadenza.

 

Adesso dopo la prima elezione sei capogruppo: com’è stato l’impatto con questa nuova responsabilità?

 

Il fatto di rappresentare altri quattro consiglieri, persone che hanno avuto centinaia di consensi, tra cui Simona Rabottini e Fabrizio Leonzio, è per me una grande responsabilità, un impegno ed un onore. I membri della minoranza, che numericamente rappresentano solo se stessi, sono molto più liberi di interpretare l'azione amministrativa in modo personale mentre io devo rispondere di quello che faccio e dico anche agli altri membri del gruppo. Armonizzare l’operato dei miei consiglieri, che sono innanzitutto amici, mi ripaga del tempo e dell’impegno profuso.

 

Che tipo di metodo di governo vorreste portare avanti?

 

Noi ci rivolgiamo al cittadino, il nostro modo di governare sarà il più possibile teso al contatto e all’ascolto del cittadino. Non abbiamo persone che ci dicono cosa fare e cosa non fare. Come gruppo civico, siamo rappresentanza dei cittadini, a loro ci vogliamo rapportare coinvolgendoli e ricercandone la partecipazione. La scelta del giorno del sabato e dell'orario antimeridiano per i consigli comunali, sono stati fatti in quest'ottica. In più abbiamo già chiesto un locale per incontrare le persone per stabilire di fatto un contatto con i cittadini strettissimo. Vogliamo dal cittadino proposte e sollecitazioni. Ho chiesto un potenziamento del sito web proprio per poter interagire il più possibile con i cittadini e ben vengano proposte come quella sullo streaming dei consigli comunali. L’amministrazione condivisa non è prerogativa dei grillini.

 

Cosa è stato fatto fino ad ora dall’amministrazione?

 

Parliamo di 40 giorni di lavoro, un intervallo un po’ circoscritto. il sindaco si è messo al lavoro da subito. Già dopo il primo turno frequentava gli uffici comunali per capire la situazione della macchina amministrativa. Come prima cosa ci siamo dedicati al decoro urbano, poi abbiamo preso contatti con Ecolan, con cui abbiamo dialogato tanto. Immediatamente dopo l'insediamento, noi consiglieri ci siamo resi conto di quanto lavoro ed impegno occorrevano per far funzionare al meglio un sistema che, dopo un'amministrazione approssimativa e dopo la reggenza del commissario prefettizio, presentava evidenti sintomi di atrofia. Il sindaco e la giunta, grazie ad una presenza costante nella casa comunale, sono riusciti a dare risposte concrete e celeri per quel che riguarda il decoro urbano e le mille problematiche legate all’organizzazione della stagione estiva. Innegabilmente ci sono stati riscontri positivi e la presenza di turisti in città è notevolmente aumentata rispetto all'anno scorso. Nelle strutture ricettive si è registrato il tutto esaurito, la città è più pulita ed accogliente proprio grazie all’aiuto di Ecolan.

 

A proposito di Ecolan. Molti cittadini ne contestano l’operato. Cosa risponde alle tante lamentele?

 

Non esiste la possibilità di accontentare tutti in questo settore. Ortona ha un territorio vastissimo e non è facile da gestire. Ecolan sta facendo il massimo, la stiamo tempestando di richieste. Stamattina ero per il corso con il sindaco e ci siamo accorti delle non buone condizioni in cui versava. Li abbiamo chiamati immediatamente.

 

Come volete presentarvi alla città alla prova dei primi cento giorni d’amministrazione? Organizzerete un incontro formale con i cittadini?

 

Anche qui cento giorni sono pochi, un traguardo molto breve. Sono altri i traguardi che attendiamo per fare un "tagliando", intanto vogliamo che i cittadini percepiscano il fatto che c'è un'amministrazione coesa ed operativa, che ha come obiettivo la crescita della città, nel rispetto e con attenzione alla volontà popolare. Bisognerà aspettare diversi mesi prima di vedere risultati più importanti e concreti. Probabilmente organizzeremo qualcosa, anche se sappiate che essendo i nostri consiglieri referenti in tutto il territorio, il contatto con il cittadino c’è sempre. Gli stessi comitati di quartiere sono pressoché inutili, è un’idea che mi è sempre piaciuta ma la considero una cosa superata, in quanto ogni contrada ha un referente. Forse faremo un incontro ma sarebbe solo una formalità, non è una cosa determinante.

 

Dunque quali sono i vostri obiettivi a lungo termine per la città?

 

Sono preoccupato per la crisi in cui versa il comparto dell'off-shore e dell'industria estrattiva in particolare. Buona parte dell'economia ortonese è indiscutibilmente dipendente da questo settore e ci sono segnali poco piacevoli in tal senso oltre ad alcune criticità conclamate. La situazione è preoccupante perché l’amministrazione non può fare molto. Mi preoccupa il tessuto industriale ortonese che sta risentendo particolarmente di questa situazione economica, del costo del petrolio. Devo dire però, a compensazione di questo, che ci sono prospettive importanti, tra cui la “ZES” (Zona Economica Speciale, ndr) che può rappresentare una svolta nell’economia abruzzese e ortonese.

 

Quello della “Zes” è un argomento su cui tu stesso sei intervenuto nell’ultimo consiglio comunale e che sicuramente riapparirà nei prossimi. Qual è l’idea che la maggioranza ha a riguardo?

 

È una proposta che è stata già messa in atto in paesi comunitari e che va a intervenire sullo sviluppo industriale e solitamente in contesti normalmente degradati (ad esempio Gioia Tauro). Potrebbe essere una grande occasione per Ortona ma presenta anche delle zone d’ombra. Ciò che sicuramente piace alla nostra amministrazione è che entrando nelle “Zes” ci sarebbero, per le imprese che operano all’interno di questa, sgravi fiscali fino al 30% oltre a semplificazioni burocratiche notevoli. La "Zes" dev’essere perimetrata dall’ARAP (Agenzia Regionale Attività Produttiva, ndr) che probabilmente non opererebbe con criteri geografici ma con criteri economici. Abbiamo bisogno di più informazioni prima di dare il via all'istituzione, non vorremo infatti che la “Zes” entrasse in conflitto con le prospettive di sviluppo che questa amministrazione ha per il settore turistico. Ad Ortona inoltre, causa l’interazione con il consiglio del consorzio Val Pescara, chi vuole fare impresa si ritrova con una serie di vincoli che normalmente scoraggiano l’imprenditore spingendolo ad andarsene. Già fare impresa in Italia è difficile, farlo ad Ortona lo è ancora di più. Non vorremo infatti che la “Zes” entrasse in conflitto con le prospettive di sviluppo che questa amministrazione ha per il settore turistico. La “Zes” presenta poi altri rischi: tramite essa potremmo rischiare di consegnare parte della città ad un comitato di gestione nel quale non sia presente alcun referenti cittadino. In questo modo non avremmo più alcuna prerogativa su parte della città. Per di più, le entrate fiscali verrebbero ridotte e il bilancio comunale almeno nei primi anni avrebbe un decremento. Infine corriamo il grande rischio di incentivare attività nocive per la salute e per il territorio.

 

Come il deposito GPL?

 

Con la “Zes” molto probabilmente sì. Le ditte non dovrebbero neanche chiedere a noi il permesso per realizzare certe imprese. Bisogna quindi capire se sia possibile circoscrivere il raggio d’azione. A quanto ne sappiamo adesso l’amministrazione verrebbe completamente scavalcata e non vorremmo ritrovarci con delle installazioni che andrebbero ad incidere inesorabilmente sul turismo o andare contro la volontà dei cittadini. Dobbiamo dunque effettuare un’attenta valutazione. Non firmeremo assegni in bianco alla “Zes”, non andremo ad occhi chiusi a consegnare la città.

 

Si aprirà un tavolo su questo? In consiglio comunale lei aveva aperto alla possibilità di una commissione comunale ad hoc sulla “Zes”.

 

Esatto, vogliamo coinvolgere le professionalità ortonesi per fare studi di fattibilità. Per adesso siamo in attesa dei decreti attuativi che ci indicheranno come questo progetto dovrà funzionare nello specifico. Il sindaco comunque ha già partecipato ad alcuni tavoli di concertazione e informerà il Consiglio comunale.

 

Quindi ciò che emerge è che come amministrazione non volete sacrificare una idea di turismo. Concretamente avete già in mente come fare?

 

Il Comune di Ortona ha aderito insieme ad altri comuni della Costa dei Trabocchi, ad un protocollo di intesa denominato “contratto di costa”, promosso dalla Camera di commercio di Chieti e firmato dal sindaco il 24 luglio.

 

Cosa prevede questo contratto?

 

Punta alla tutela dell’ambiente costiero e alla valorizzazione del territorio per una fruizione turistica. Considerate che in questi ultimi anni sono stati firmati anche accordi denominati “contratti di fiume”, l’ultimo dei quali è stato firmato dal sindaco attuale. Questi sono accordi riguardanti la tutela delle acque fluviali e a questi hanno aderito i comuni appartenenti alla Costa dei Trabocchi che insistono sui fiumi. Il contratto di costa, con un sistema a pettine, raggruppa quindi tutti i contratti di fiume e si occupa della parte costiera. Il comune di Ortona è il più grande oltre ad essere l’unico dotato di un porto e si è per questo affermato come l’entità più importante in questo gruppo. In sede di stipula il sindaco ha chiesto l’inserimento di rappresentanti dell’ARAP, in modo da non creare eventuali conflitti tra la “Zes” e il contratto di costa. Al contratto di costa saranno destinati dei finanziamenti che, oltre alla tutela delle acque e dell’ambiente costiero, ci consentiranno di stilare una road map che punterà a farci presentare in maniera migliore rispetto al turista. Come amministrazione ci muoviamo quindi parallelamente su questi due settori. Da un lato una ben congeniata “Zes” renderà più saldo il nostro comparto industriale e dall’altro insisteremo con le piste ciclabili e col contratto di costa per il turismo.

 

Quindi si può affermare che per l’amministrazione Castiglione il turismo ha lo stesso peso economico dell’industria?

 

Sì, ma leggendo il piano di indirizzo triennale risulta che il turismo è l’ultima delle voci sia in termini economici che in termini di addetti. Ad Ortona si è sempre parlato di turismo ma nel concreto abbiamo una bassissima recettività in quanto il comparto turistico è la cenerentola delle voci economiche. Solo dopo industria, porto, agricoltura, commercio ed altre voci appare quella relativa al turismo. Il turismo nel nostro paese deve ancora nascere.

 

Oltre alla condivisione di un progetto territoriale d’insieme, c’è un piano d’azione rivolto esclusivamente alla città di Ortona?

 

A breve arriveranno finanziamenti per ripristinare la località “Acqua bella”, completamente degradata, nonché per il secondo tratto di pista ciclabile che va da località Ripari di Giobbe fino a località Postilli. Le attività legate al turismo, soprattutto quelle di promozione del territorio dovranno essere pianificate e affidate a esperti del settore. Dobbiamo fare marketing territoriale. Il fatto di essere inseriti nel contratto di costa significa rientrare nel brand Costa dei trabocchi a pieno titolo e noi, ripeto, siamo gli interpreti principali di questo brand che turisticamente già si vende. Uno dei fini del contratto di costa è proprio quello di avere un’unica bandiera blu per tutta la costa dei trabocchi. Se questo tecnicamente non sarà possibile, punteremo ad averne una per ogni comune. Turisticamente stiamo puntando a questo e possiamo riassumere tutto nella bandiera blu.

 

Una delle critiche maggiore che vi viene mossa è però di non avere progetti a breve termine, ad esempio vi hanno contestato l’annullamento della notte bianca.

 

La notte bianca passata è stato uno spettacolo poco edificante con bande di ragazzini ubriachi in giro. Come amministrazione non dovremmo consentirlo. Non c’era la possibilità di fare una notte bianca di qualità, avendo a disposizione poco tempo e un budget ridottissimo di 25mila euro tutto compreso. Bisogna tener presente che anche lo spostamento dei palchi e le sedie, che è stato fatto con operai di Ecolan ha un costo.

 

Cambiamo argomento. Il consigliere d’opposizione Polidori si è soffermato molto sulla sentenza Seccia, una sorta di spada di Damocle sull’amministrazione comunale. Lei cosa ne pensa?

 

La sentenza Seccia è stata ereditata dalla vecchia amministrazione e comporta una spesa non indifferente cui siamo tenuti a far fronte essendo passata in giudicato. Ci sono stati delle leggerezze imperdonabili da parte delle passate amministrazioni. La realtà dei fatti è che tale spesa sarà liquidata nel tempo attraverso un mutuo che graverà inevitabilmente sui cittadini.

 

Polidori ha lanciato anche una provocazione: secondo lui dovrebbero pagare i politici responsabili. Semmai ciò fosse possibile, chi dovrebbe pagare secondo lei?

 

Ovviamente è una provocazione ma dato che l’amministratore è responsabile in caso di inadempienze e questa è stata una inadempienza, qualcosa di simile potrebbe anche essere possibile. Pertanto valuteremo eventuali rivalse.

 

Un’altra polemica che vi ha travolti è stata quella dell’elezione dei presidenti delle commissioni consiliari. La maggioranza vi ha accusato di prevaricazione e di non rispettare le regole. Come risponde?

 

Concentrare il nostro operato e il nostro tempo sull’interpretazione di una parola è stato veramente triste. Non parlerei di prevaricazione, anzi direi che è stato un eccesso di garantismo da parte del Presidente del consiglio nel voler attendere e rinviare l’elezione dei presidenti della seconda e terza commissione in attesa del parere scritto del segretario comunale che, sottolineo, non è mai vincolante, dunque avremmo potuto procedere ugualmente.

 

Ad ogni modo, dopo il parere avete comunque proceduto come avevate intenzione di fare.

 

Il parere ce lo permetteva e inoltre ci risulta che così è stato fatto anche in passato e con i medesimi criteri sono stati proclamati i presidenti delle tre commissioni. L’unica differenza è che prima c’erano quattro gruppi consigliari di maggioranza e adesso ce ne sono solo due. L’art. 10 del regolamento afferma che la commissione deve rispettare proporzionalmente quella che è la composizione del consiglio comunale, cioè in termini di forza. Quindi il presidente non può essere espressione della minoranza mentre il vice presidente sì, infatti lo abbiamo votato all’unanimità. Nell’articolo 11 si parla poi di “componente”, il che va inteso in senso proporzionale, altrimenti ci sarebbe stato scritto “il voto dei consiglieri”. Stiamo discutendo sopra la lana caprina. L’intera vicenda è stata strumentalizzata e, volutamente, mal interpretata, distogliendo l'attenzione ed il lavoro del consiglio da ben più importanti temi.

 

Ordinanza antiprostituzione. sono circolate delle foto su Facebook e subito dopo c’è stata l’ordinanza. Come dobbiamo interpretare questa tempestività?

 

Il sindaco non ha voluto che questo fenomeno si allargasse intervenendo sul nascere del problema. Anche questa è una questione che rientra nel tema del decoro, punto cardine del programma della nostra amministrazione.

 

Forse non c'era neppure bisogno di un'ordinanza.

 

È stato importante dare un segnale.

 

Lei ha degli incarichi importanti nell’istruzione ad Ortona. Ha intenzione di mettere a disposizione della collettività le sue competenze in materia?

 

Mi occupo soprattutto dell’alternanza scuola lavoro, metto cioè in contatto gli allievi con le aziende del territorio e penso che i nostri ragazzi siano una risorsa da impiegare in maniera virtuosa all’interno della rete dei servizi che la città può e deve offrire attraverso le numerose realtà associative già esistenti. Ad esempio, tornando al discorso di prima: l’offerta al turista deve scaturire anche da queste risorse.

 

Oggi i comuni devono confrontarsi con i livelli superiori di governo per non restare ai margini. Come crede si debba muovere l'amministrazione in tal senso? C’è un piano d’azione?

 

Finora l'attenzione del mio gruppo consiliare è stata indirizzata entro i confini comunali. Il sindaco ha partecipato a tavoli regionali in cui, obiettivamente, ci è stata dimostrata grande apertura e disponibilità. D’altronde un sindaco, espressione di un’amministrazione civica (con cui qualunque partito può dialogare senza preclusioni), supportato da un'ampia maggioranza, che governa un comune fra i più autorevoli della provincia, con un bilancio ad otto cifre e un porto regionale, come può trovare porte chiuse ai piani alti delle istituzioni?

 

Abbiamo visto nell’ultimo consiglio comunale che a fronte di una maggioranza compatta c’è invece un’opposizione molto serrata: pensi che le cose possano mutare? Se no, siete pronti a cinque anni di decisa opposizione?

 

Definire questa minoranza compatta è una forzatura giornalistica. Non dimentichiamo che rappresenta la destra sociale e la sinistra pseudo-ambientalista, il centro destra (che tanto moderato non si dimostra) ed il PD. È un calderone che ha trovato solo opportunistici e momentanei fattori di convergenza in cui diverse crepe peraltro sono già emerse. Ho qualche dubbio sul fatto che riusciranno a sostenere cinque anni di demotivante opposizione. Riconosco invece in loro preparazione e competenza, in fondo sono quasi tutti candidati sindaci, ma c'è eccessiva belligeranza e questo non facilita il dialogo. Probabilmente, la sconfitta non è stata ancora metabolizzata correttamente. Confesso comunque che il confronto mi sprona ad un impegno maggiore.  

 

Una delle critiche più forti che viene mossa alla vostra struttura politica è quella di avere un uomo solo al comando con un gruppo di consiglieri comunali pronti ad alzare la mano ad ogni evenienza: cosa ti senti di rispondere a queste critiche in qualità di capogruppo?

 

Questo mi fa sorridere. Bisogna che prendiate atto di una cosa: credo che per la prima volta ad amministrare la città c'è una maggioranza rappresentativa di un’unica squadra. In passato ci sono sempre stati più gruppi che agivano a comparti stagni e nei consigli comunali le discussioni erano prolungate all’eccesso, agitate e spesso poco produttive. I gruppi di maggioranza erano spesso in antagonismo ed il compromesso era necessario per portare a termine qualsiasi proposta. La nostra amministrazione parte da presupposti completamente diversi. Siamo, nei fatti, un'unica entità e non ci sono prime donne o condizionamenti esterni. Tutti gli argomenti vengono sviscerati in anticipo, collegialmente, assieme al sindaco, alla giunta e, in caso di necessità, con i dirigenti di settore. Le deliberazioni sono e saranno solo il necessario atto formale e conclusivo di un iter già condiviso ampiamente. Vogliamo consigli comunali snelli, produttivi, risolutivi. La stampa, forse, si annoierà ma ci saranno dieci mani che si alzeranno, con sistematicità. Dovrete abituarvici.

 

 

 

 

 

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