L'intervista, Di Sipio: "Ospedale? Stop a polemiche strumentali. L'amministrazione collabori con la Regione"

Abbiamo incontrato nel suo studio Nadia Di Sipio, 53 anni, consigliere comunale al secondo mandato del Pd e capogruppo dell’omonimo gruppo consiliare. Già assessore e vice-sindaco nella giunta d’Ottavio, la Di Sipio ha rinnovato il suo mandato con 168 voti, risultando come la più votata della lista “Pd Ortona Vale”, messa a punto dal Partito Democratico ortonese commissariato dal consigliere regionale Camillo D’Alessandro.

 

 

 

Nadia Di Sipio, cominciamo con le consuete domande in merito alle passate elezioni amministrative. Innanzitutto, cosa pensa dell’esito di un voto che ha visto il suo partito indietreggiare a vantaggio delle liste civiche?

 

La vera bella novità di questa tornata elettorale è che molti giovani e molte donne di varia estrazione e provenienza si sono avvicinati alla politica, la quale prima era terreno di pochi addetti ai lavori. Il quadro politico è completamente cambiato e questo è un dato di fatto. La politica a Ortona ora non è più vista come uno spauracchio. C’è stato un sensibile aumento di senso civico e ognuno sa che deve occuparsi della cosa pubblica in prima persona, perché se le cose funzionano è un bene per l’intera collettività. Entrare nell’amministrazione significa capire quali sono i problemi e condividerli. Sono convinta che nei prossimi cinque anni, anche grazie all’”occhio giovanile” dell’assemblea, si possano affrontare i temi in maniera diversa e più realistica. E come Partito Democratico, con molta umiltà, cercheremo di ripartire da questi presupposti per innovarci.

 

Al netto della sua indiscutibile caratura, oggettivamente l’ammiraglio era poco conosciuto in città. Il fatto di non essere riusciti ad accedere al ballottaggio può essere stato dovuto alla scelta di Rinaldo Veri come candidato sindaco?

 

Le anime del centrosinistra si sono spaccate associandosi in varie liste civiche in quest’ultima elezione. Il messaggio dell’ammiraglio Veri probabilmente non è stato capito a fondo dalla cittadinanza. Tuttavia la sua esperienza e le sue conoscenze a livello internazionale avrebbero dato un valore aggiunto alla nostra città. Probabilmente è vero che il fatto di non essere così conosciuto in città abbia influito nella sua mancata elezione. Noi l’abbiamo scelto come candidato con coscienza e cognizione di causa per le sue capacità e la possibilità concreta di collocare Ortona in una sfera internazionale. A questo dobbiamo aggiungere poi che la nostra campagna elettorale non è iniziata molto presto rispetto alla data di voto.

 

Il Pd può essere stato penalizzato durante la campagna elettorale anche dalle vicende legate all’ospedale che l’hanno visto coinvolto come una sorta di “capro espiatorio”?

 

In realtà credo che il nostro sia stato comunque un buon risultato, nonostante ovviamente ci aspettassimo di più. Eravamo consapevoli che il centrosinistra stava esprimendo ben tre candidati sindaci. Per quanto riguarda l’Ospedale forse soltanto adesso si sta capendo in che direzione sta andando la sua trasformazione. Accoglieremo al suo interno le strutture riabilitative che sono soltanto presenti in cliniche private delocalizzate rispetto ad Ortona, seguiremo in ogni step la cura della donna con le eccellenze di senologia e garantiremo un servizio di Primo Intervento 24 ore su 24. Così il cittadino si renderà conto della valenza dell’Ospedale.

 

Tra l’altro, il tema dell’Ospedale è rapidamente tornato di estrema attualità con la prospettiva dell’istituzione di un punto di “Primo Intervento” in luogo del “Pronto Soccorso”. Una prospettiva che ha generato moltissime polemiche. Come risponde a queste?

 

L’ospedale di Ortona non ha visto la chiusura del pronto soccorso ed è scorretto affermarlo. Adesso stanno venendo fuori le verità da noi precedentemente dichiarate: dall’apertura continuativa del Punto di Primo Intervento ai poli di eccellenza, come dicevo prima. È inutile polemizzare. Piuttosto, il rapporto con la regione dev’essere costante e costruttivo da parte di questa amministrazione al fine di far definitivamente decollare Ortona.

 

Lei ha parlato di tre “anime” del centrosinistra che si sono spaccate. Sicuramente una delle tre a cui fa riferimento è collegata alla candidatura di Gianluca Coletti. Qual è il punto di vista ufficiale del Pd in merito a questa particolare scissione?

 

Coletti adesso ha un’associazione che è "Ortona popolare". Lui comunque continua a fare politica. Il Pd invece ha fatto una scelta diversa, cercando di coinvolgere persone propositive che abbiano la volontà di mettersi in gioco per questa città. Coletti aveva un progetto completamente diverso. Per questo si è candidato fuori dal Pd. Il partito ha scelto Veri come candidato sindaco, ed attualmente il progetto di rinnovamento dello stesso Partito Democratico ortonese passa proprio da questa scelta. Nelle nostre liste abbiamo coinvolto alcune persone che hanno avuto esperienze politiche, ma non sono mancati tanti uomini e donne provenienti dal mondo civile. Da questo vogliamo ripartire. Abbiamo dato un segnale di discontinuità e vogliamo cercare di fare un’opposizione leale e seria partendo da dei progetti chiari e che portino cambiamento per il bene della città. Cambiamento non significa soltanto rinnovamento anagrafico, ma anche rinnovamento nei modi e nei metodi.

 

Quindi sembra di capire che questa scissione rappresenti per voi quasi un valore aggiunto?

 

In questa fase il Pd non vuole parlare più di nomi ma iniziare un nuovo percorso che verrà delineato nel prossimo congresso. Cercheremo di portare nuovi giovani e nuove forze tra le nostre fila. Il vero traguardo raggiunto in questa tornata elettorale è stato proprio quello di aver visto tanti giovani e tante donne che prima non avevano fatto politica ma che comunque hanno avuto la voglia e il coraggio di interessarsi alla cosa pubblica. Il Pd è aperto proprio a queste persone e vuole riallacciare con loro un contatto diretto.

 

Dunque il partito democratico dopo le varie scissioni avrà ancora la forza di incidere nella politica ortonese?

 

Il PD deve ripartire. Deve farlo con le stesse prerogative che hanno animato la nostra campagna elettorale, con la voglia di mettersi a disposizione della città e contro ogni politica personalistica. Quello che dite è vero: il partito è arrivato alle urne scisso dalle varie spaccature. Da un lato Coletti, che ha avuto una parte attiva nell’amministrazione precedente; dall’altro Marchegiano, che proviene da un’importante esperienza nel nostro partito. Sommando i voti di queste 3 coalizioni si arriverebbe a oltre 6000 voti. Questo dovrebbe far capire come su una popolazione di 23.000 abitanti il territorio ortonese sia fortemente orientato verso il centro-sinistra. Probabilmente questi elettori oggi sono delusi dall’esito delle elezioni. Allora adesso il Pd deve avere la capacità di andare incontro a tutti i cittadini che gli hanno dato fiducia ma anche a quelli che hanno preferito altre fazioni di centro-sinistra. Ma questo significa avere la capacità di trasformarsi. Non è più pensabile di essere un partito così come lo si è stato durante gli ultimi cinque anni nell’amministrazione d’Ottavio. Un periodo in cui il partito non ha avuto più il contatto con la città ed è incappato in continue beghe politiche restando imbrigliato da sé stesso fra litigi e personalismi.

 

Anche lei però ha fatto parte di questa amministrazione.

 

Ho fatto l’assessore e il vicesindaco nella precedente amministrazione per un periodo di nove mesi, dopodiché quando mi era stato proposto di rientrare in giunta ho rifiutato perché sono una persona che non fa politica per le proprie ambizioni ma per il bene comune. Lì invece si era creata una situazione di ricatti per soli fini personali. Ecco perché sono convinta che nell’ultima campagna elettorale il PD abbia dato un segnale di allontanamento da questo modo di fare politica dando un segnale di cambiamento. Ed è per questo che mi sono ricandidata nel Partito Democratico. E ora da consigliere comunale voglio mettermi al servizio della comunità e della rinascita del partito cittadino. Con la massima umiltà: non a caso mi definisco un’”ape operaia”.

 

Se la sente di dare un giudizio sui cinque anni di amministrazione d’Ottavio?

 

Ho creduto tantissimo nel progetto di d’Ottavio. In precedenza non avevo avuto esperienze politiche e se ho scelto di candidarmi è stato solo perché credevo fortemente, prim’ancora che nel Partito Democratico, in Enzo d’Ottavio. L’ho sempre ritenuto una brava persona, e lo è. È stato lui a convincermi ad entrare nella politica e non rinnego affatto l’esperienza fatta. Un’esperienza formativa che mi ha permesso di conoscere da vicino i problemi della città da un punto di vista inedito. Ma nel momento in cui sono emersi i personalismi e i ricatti non mi sono più trovata d’accordo con quella coalizione ed ho preferito rimanerne fuori, non condividendone più i “metodi”, se così si possono chiamare. Alla fine della mia esperienza sono rimasta amareggiata per quanto accaduto e sono rimasta molto più delusa dal sistema che dal sindaco. Dovendo fare un’analisi a posteriori, penso che l’errore di d’Ottavio sia stato quello di voler essere troppo accomodante e tollerante. Cercando di risolvere così i problemi, è rimasto vittima di se stesso. Fare il sindaco è un ruolo molto importante. Bisogna essere in grado di ascoltare tutti e alla fine essere la loro guida e il loro riferimento, non il contrario.

 

C’è qualcosa che tuttavia salverebbe di questi ultimi cinque anni di amministrazione d’Ottavio?

 

C’è e ve lo dico in maniera molto semplice. Quella amministrazione, nonostante tutti i suoi problemi endemici, come i continui cambi di giunta, ha cantierato molti progetti che adesso sono portati avanti dalla nuova amministrazione. E questo, tra l’altro, è stato anche grazie alla resilienza del Partito Democratico ortonese.

 

Un’ortonese figura nella direzione nazionale del PD: Cristiana Canosa. Il suo nome era stato accostato spesso e volentieri alla probabile giunta di castiglione. Il Pd ortonese conferma o smentisce queste voci?

 

Cristiana Canosa è un esponente del PD, è una persona valida e molto competente, ha lavorato molto per il territorio di Francavilla e adesso ha intenzione di lavorare sul nostro. Il fatto che lei dovesse entrare in giunta è una voce che è arrivata anche a me, ma questa domanda dovete rivolgerla a lei oppure al sindaco Castiglione. Noi dal giorno dopo il ballottaggio abbiamo deciso che avremmo fatto opposizione senza scendere a compromessi, proprio per fugare queste voci. Se ci siano stati discorsi diversi per motivazioni diverse non lo so.

 

Ad Ortona si è registrato un crollo dei partiti cosiddetti “tradizionali”, quindi del Partito Democratico. Cosa pensa di questo fatto?

 

Le liste civiche hanno iniziato il loro exploit intorno al 2011-2012 a livello nazionale. Il risultato che si è avuto qui ad Ortona, nel giugno scorso, e che noi rispettiamo, probabilmente è stato dovuto al fatto che i partiti, presi dalla troppa litigiosità interna, abbiano usato la forma della lista civica per coprire la loro vera natura. La litigiosità della passata amministrazione ha evidentemente scontentato il cittadino ortonese, il quale, coinvolto anche in una crisi economica molto forte, non si è sentito più rappresentato dai partiti. Alcune liste civiche sono state un escamotage per far fronte a questa situazione di sfiducia generale, altre sono invece state l’approdo di tante persone che non hanno visto più nei partiti i valori della democrazia e della correttezza, nonché del rispetto delle regole. E la scelta di candidare l’ammiraglio Veri si è mossa in tal senso.

 

Ultima domanda sulle amministrative: che rapporto c’è fra il Pd e le altre liste della vostra coalizione elettorale?

 

Penso che il valore di alcuni personaggi politici nelle altre liste sia stato tangibile già nella proposta di deliberazione sulla Zes che abbiamo portato recentemente in consiglio, che è stato il frutto di un lavoro congiunto alle liste civiche che ci hanno appoggiato. Siamo arrivati a questo risultato politico grazie all’aiuto di tutti.

 

Passiamo alle questioni che riguardano il nuovo corso amministrativo ortonese. Che metodo di opposizione avete intenzione di portare avanti?

 

Abbiamo da subito rispettato il voto degli elettori. Vogliamo fare un’opposizione costruttiva e vogliamo soprattutto essere vicini ai cittadini e vigili sull’operato dell’amministrazione. Chiaramente le nostre priorità sono quelle del Piano regolatore, del dragaggio portuale, della ZES: tutte quelle opere che quindi potrebbero segnare il cambiamento della vita socio-economica di Ortona.
 

Secondo voi l’amministrazione attuale darà ascolto alle vostre proposte?

Penso che l’amministrazione attuale non possa prescindere dalla nostra presenza attiva nel governo regionale e nazionale. Ortona a breve godrà, infatti, di un investimento di circa 53 milioni di euro previsti dal masterplan legato al dragaggio. Proprio in ottica di questi aspetti, estremamente importanti, dovremo lavorare insieme. Da noi c’è la massima apertura, perché siamo il collante con il governo regionale.

 

Che rapporto c’è invece con gli altri gruppi di minoranza?

 

Sebbene ci siano essere posizioni differenti su alcuni argomenti, ci confrontiamo spesso e ci sono rispetto e collaborazione reciproci. Ciò è dimostrato dai recenti avvenimenti sulla presidenza delle commissioni dove abbiamo fatto opposizione compatta contro un metodo a dir poco sbaglaito.

 

Cosa pensa del lavoro svolto dall’amministrazione fino ad ora?

 

Bisogna dare ancora tempo a questa amministrazione perché siamo ancora in una fase di rodaggio. Non vediamo però azioni eclatanti. Dobbiamo considerare anche la pausa estiva e l’imminente cambio di Segretario. Castiglione sta per ora eseguendo dei lavori che erano stati programmati ed iniziati dalla vecchia amministrazione, come su via della Libertà e sul mercato coperto. Sarebbe opportuno quindi che, anche noi che abbiamo governato la città negli ultimi cinque anni, in merito a certe opere venissimo messi sempre a conoscenza di tutte le rispettive inaugurazioni. In alcuni casi non è avvenuto, come ad esempio per l’Open Day dell’asilo nido, di cui non siamo stati informati.

 

Come ha riconosciuto anche lei poco fa, i dissidi interni sono stati una forte problematica della precedente amministrazione d’Ottavio. Cosa pensa invece di questa coalizione civica guidata da Castiglione che, al contrario, sembra muoversi come un unicum politico?

 

I singoli consiglieri hanno ricevuto questo mandato dai cittadini ed è un loro problema se sentono di dover rispondere unicamente al singolo. Dovrebbero rispondere prima di tutto alla propria coscienza sapendo che tutto quello che fanno è per la città di Ortona.

 

Quindi anche lei si accoda alle critiche di chi vede l’alzata di mano sistematica da parte dei consiglieri di maggioranza come una cosa negativa per la città? Qualcuno ha parlato addirittura di “consiglieri-soldatino” …

 

Non conosco ogni singolo consigliere ma sono sicura che tutti risponderanno, in primis, alla loro coscienza. Non condivido affatto l’accusa dei “consiglieri-soldatino”: per me è un a critica sterile. Vorrei lasciar lavorare il sindaco e i consiglieri serenamente con la certezza che sicuramente saranno capaci di prendere decisioni autonome. E se non è così, saranno gli stessi fatti a smentirmi in futuro.

 

Oggi i comuni devono confrontarsi con i livelli superiori di governo per non restare ai margini. Come crede ci si debba muovere il Comune di Ortona in tal senso?

 

Il confronto con la regione dev’esserci per forza di cose. Per ora Castiglione è l’esecutore dei vari lavori che erano già in cantiere nella nostra amministrazione. Noi vigileremo sull’operato e quando ci chiederà una mano saremo pronti a dargliela. Ma è chiaro che in questo momento l’attenzione sarà rivolta verso i 53 milioni di investimenti su Ortona provenienti da fondi regionali che devono essere gestiti con cautela: mai si sono avuti investimenti così cospicui sul nostro territorio.

 

Invece riguardo ZES, il consigliere di maggioranza Polidoro ha più volte affermato che l’amministrazione non firmerà “cambiali in bianco”. Cosa pensa di questa posizione?

 

La ZES è una grandissima opportunità per Ortona. La perimetrazione dell’area ZES avviene ad opera dell’ente regionale e per la sua costituzione è necessario che ci sia un porto sul territorio scelto. Eventuali comuni che volessero far parte della ZES ma che non hanno un porto, possono associarsi a chi ne è dotato. Nel nostro caso, il porto di Ortona è senza dubbio uno snodo nazionale, facente parte dell’autorità marittima portuale di Ancona. La ZES non deve essere vista con paura, in quanto dà la possibilità alle aziende presenti su questo territorio di poter ampliare le proprie attività e di poterle diversificare. Il consiglio comunale dunque non può escludere questa grande opportunità. Tutti gli altri comuni si stanno muovendo in questa direzione e noi non possiamo permetterci di perdere tempo.

 

Nell’ultimo consiglio comunale però, lei e l’ex ammiraglio avete ritirato l’ordine del giorno che avrebbe aperto ufficialmente la discussione nell’assemblea cittadina. Sempre in quella sede Luigi Polidoro ha aperto ad un tavolo ad hoc per discutere la questione. C’è una concreta possibilità per la ZES?

 

Il rinvio della discussione su questo tema nel secondo consiglio comunale è stato pensato per favorire ulteriori approfondimenti che tutt’ora però non ci sono stati. Li aspettiamo. Noi siamo disponibili a qualsiasi chiarimento in merito e abbiamo la piena disponibilità dell’ammiraglio Veri, che è pronto ad occuparsi della questione in prima persona, come anche di altri membri esperti del settore che si sono candidati con noi. A breve faremo un convegno pubblico dove chiariremo tutti i dubbi emersi sulla ZES. Ribadiremo il fatto che Ortona abbia tutti i requisiti per rientrare in questa perimetrazione e che, anzi, diventerebbe al cento per cento il candidato ideale grazie al completamento di opere come il dragaggio, la diga foranea e la bretella porto-autostrada. Infine, dobbiamo proteggere quelle aziende abruzzesi che hanno un forte interesse al potenziamento del porto, quindi al dragaggio.

 

Riguardo proprio ai lavori sul porto, e in particolare ai continui rallentamenti sul dragaggio, cosa ci può dire in quanto rappresentante del partito che governa la regione?

 

C’è un contenzioso in seno al Consiglio di Stato fra privati. La Regione ha fatto tutto quello che poteva fare. Adesso speriamo che l’amministrazione comunale affidi comunque i lavori, in quanto lo stesso Consiglio di Stato ha emesso una sentenza esortando i comuni ad andare avanti con le procedure. Non bisogna assolutamente perdere l’occasione di ricevere quei finanziamenti, che sono pari a 9 milioni di euro, regolarmente appaltati dalla scorsa amministrazione. È necessario che l’amministrazione comunale proceda con l’assegnazione dell’appalto il prima possibile.

 

Il consigliere Di Nardo, nel corso dell’intervista rilasciata recentemente al nostro blog, ha sostenuto che i rallentamenti relativi ai lavori sul porto siano il frutto di un disegno ben preciso che mirerebbe a penalizzare il porto di Ortona per non danneggiare quello di Pescara. Cosa ne pensa?

 

Penso che i fatti daranno una risposta nell’immediatezza a Di Nardo. Ortona adesso ha bisogno di uscire da questa crisi e solo adesso ne abbiamo l’opportunità. Per cui lavoreremo in questo senso, lasciando da parte la demagogia. Vogliamo concludere e attuare un progetto che si sta portando avanti da qualche anno a questa parte, dando un’occasione all’intera Regione.

 

Si sta avvicinando il prossimo consiglio comunale. Ci sono proposte in cantiere da parte del Pd?
 

L’ammiraglio Veri tornerà a breve ad Ortona e ci sembra logico ed opportuno pensare a delle proposte insieme. Tuttavia ho già chiesto però alla presidente Rabottini, e presto la solleciterò, di calendarizzare la proposta delibera della ZES, che per noi è imprescindibile in questo momento.

 

Vista anche la sua professione, parliamo di Piano regolatore. Ortona ha bisogno di un Prg che manca da troppi anni. Riterrebbe opportuna, data l’urgenza, una riproposizione del Piano presentato in Consiglio dalla scorsa amministrazione?
 

Al momento non so quale sia l’intenzione dell’amministrazione attuale. Quando era stata fatta la proposta in consiglio comunale io non ero presente ma dai vari commenti da parte degli addetti ai lavori ho sentito opinioni contrastanti. Chiaramente, se si accontenta una parte della città se ne scontenta un’altra. Il PRG deve rispettare quella che è la morfologia della città, non si può pretendere di costruire case ovunque e sinceramente in questo momento di crisi economica vi posso garantire che non ci sono tante iniziative a voler investire sul mattone, così come nell’acquisto dei terreni. Spero che nonostante queste problematiche verrà approvato un Prg serio e corretto. Noi, in ogni caso, vigileremo su quello che verrà fatto.

 

Nell’ultimo consiglio comunale lei ha votato contro la variazione di bilancio. Perché?

 

Ho votato contro non perché abbia da ridire riguardo lo staff del sindaco, perché ogni sindaco ha fatto e ha ragione di farsi il proprio staff, ma perché le variazioni di bilancio in questo momento economico e con i problemi di cassa che ha il comune, dovrebbero essere fatte solo in occasioni di emergenza particolare come alluvioni o nevicate. Su questo si basa la mia critica.

 

A proposito dello staff del sindaco, cosa pensa del bando relativo alla costituzione dell’ufficio stampa? Ci risulta che il partito democratico non si sia ancora espresso su questo tema.

 

Questa amministrazione ha deciso di pubblicare un bando, selezionando in base al parametro dell’esperienza. Ed è stata una scelta personale del Sindaco che non contesto. C’erano molti candidati in possesso di ottime competenze e lui avrà fatto sicuramente la scelta migliore ritenendo tra quei profili quello di Barbara Napoliello come il più idoneo alle sue esigenze.

 

Quindi ne contesta piuttosto la spesa che c’è dietro, al di là dell’opportunità di prevedere uno staff?

 

In realtà non proprio, perché anche l’amministrazione scorsa si era dotata di uno staff che aveva delle spese. Non ci vedo nulla di scandaloso in questo. Vengono pagati per un lavoro che fanno. Tra l’altro la dottoressa Napoliello ha lavorato nella scorsa amministrazione per conto dell’ente ambito, nell’ufficio di piano, con un contratto di due ore. Poi, quando io sono stata assessore e vice sindaco, mi ha dato una mano notevole andando anche oltre le due ore lavorative previste. Posso garantire su questa figura professionale.

 

Durante l’ultimo consiglio comunale lei ha detto di aver ricevuto delle sollecitazioni da parte dei commercianti del mercato coperto per uno spostamento verso postazioni migliori rispetto a quelle temporanee disposte al Ciavocco. Eppure di recente gli stessi commercianti hanno deciso di rimanere lì. Che idea si è fatta a riguardo?

 

Ai commercianti era stato proposto, in seguito al mio intervento in consiglio comunale, di essere dislocati in via Mancini per il primo settembre. Successivamente, riunitisi, hanno deciso invece di rimanere collocati al parcheggio Ciavocco. Tuttavia ho sentito qualcuno tra questi esercenti che mi ha comunicato addirittura di non essere stato nemmeno a conoscenza di questa riunione. A proposito, aggiungerei che il fatto che nella precedente amministrazione si era stato stanziato un fondo pari a circa 70 mila euro per la realizzazione di una tensostruttura sopra il parcheggio Ciavocco, la quale sarebbe stata sicuramente utile in questo momento. La giunta successiva a quella a cui ho partecipato però ha deciso in maniera differente e quest’opera è fallita.

 

Cosa pensa dell’ordinanza “anti-prostituzione” di Castiglione?

 

Penso che l’ordinanza non risolva il problema ma lo sposti. Il problema va affrontato e capito. Bisogna capire se si tratta di un fatto isolato oppure collegato alla malavita. Abbiamo l’obbligo di tutelare il nostro territorio e se teniamo ai nostri figli e vogliamo che crescano in un ambiente sano e tranquillo dobbiamo controllare ed individuare l’origine di questi fatti. Per fare questo è necessario creare un tavolo di monitoraggio insieme alle forze dell’ordine, alla ASL, e insieme a tutte quelle associazioni del terzo settore, mettendole in rete. Inoltre, appunto perché l’ordinanza non può assolutamente risolvere il problema, ho fatto richiesta all’assessore alle le Politiche Sociali Roberta Daloiso di partecipare ad un bando per accedere a dei fondi che ci consentirebbero di assistere e dare una nuova possibilità a queste donne.

 

 

 

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