Resoconto del Consiglio Comunale del 23 settembre

 

È stato il primo Consiglio Comunale dell'amministrazione Castiglione nel quale ha presenziato il nuovo segretario comunale, la Dott.ssa Evelina Di Fabio. La Di Fabio lavora già nei comuni di Fossacesia, Mozzagrogna e Torino di Sangro. Così ha esordito presentandosi al plenum:

APPELLO

 

  • Consiglieri di maggioranza: tutti presenti

  • Consiglieri di minoranza: tutti presenti

  • Giunta: tutti presenti

 

COMUNICAZIONI DEL SINDACO

 

Ospedale. «Per questa amministrazione l’unico modo per salvare il pronto soccorso è il mantenimento del reparto di medicina. I reparti infatti sono propedeutici per il pronto soccorso. Sono stato ricevuto dal Comitato ristretto dei sindaci dove ho chiesto proprio di mantenere la medicina per i ricoveri. Nel corso di questa audizione inoltre ho richiesto che venga aperto un UCCP (Unita Complessa di Cure Primarie, ndr) presso il Distretto Sanitario di Base di Ortona». Leggi le proposte dell'amministrazione presentate al Comitato ristretto dei sindaci

 

 

«Due giorni dopo il comitato ristretto ha proseguito il Sindaco rivolgendosi all'assemblea – ho riunito i capigruppo di questo Consiglio e il Comitato a difesa dell’ospedale, informandoli su ciò che era emerso al Comitato ristretto dei sindaci, decidendo di invitare l’assessore regionale Paolucci, il direttore generale dell’ASL Pasquale Flacco e il direttore dell’ASR Alfonso Mascitelli per un incontro in Municipio con i capigruppo. In questa sede, Paolucci ha preannunciato che la Regione entro un mese elaborerà una bozza di deroga tramite la Asl che permetterà lo spacchettamento dei posti letto attualmente presenti nella lungodegenza del “Bernabeo” in favore del reparto di medicina, considerando che attualmente ci sono 15 posti in lungodegenza più 9 nel reparto di medicina. Ciò che mi interessa è che chiunque si rechi al pronto soccorso possa essere ricoverato nel nostro ospedale».

 

 

«Oggi abbiamo un pronto soccorso  ha aggiunto alle sue comunicazioni Castiglione  che non è in grado di accogliere i codici rossi, non svolgendo quindi la sua funzione essenziale. Mi interessa garantire almeno i livelli essenziali. Fra tre mesi il presidente del Comitato ristretto dei sindaci, l’avvocato Umberto Di Primio, verificherà personalmente se l’azienda ha ottemperato ciò che ha promesso».

 

Bilancio consolidato 2016. «Abbiamo deciso per il rinvio dell’approvazione di questo».

 

Finanziamenti. «Abbiamo ricevuto un finanziamento pari a 700 mila euro per le coste che prevede il posizionamento di nuove scogliere nei pressi della foce del Foro e del fosso Arielli».

 

Ecolan. «Il 5 settembre abbiamo incontrato i residenti di Porta Caldari per il problema delle isole ecologiche. Prossimamente incontreremo i cittadini in tutti quei quartieri dove sussistano esigenze. Faccio inoltre un “in bocca al lupo” ad Umberto Di Deo, facente parte del nostro staff, che è entrato nel Cda di ECOLAN».

 

Ponte San Marco. «Questa amministrazione ha diffidato l’ANAS per la mancata riapertura del ponte. Dopo i 10 giorni da noi concessi, l’ANAS non ha dato risposta. Ma prima di iniziare un contenzioso con quest’ultima, convocheremo per la settimana prossima i loro vertici in Comune».

 

ZES. «Stiamo cercando di capire gli interessi reali della città ad entrare in una Zona Economica Speciale. Abbiamo chiesto di organizzare un convegno qui a Ortona per capire quali siano le caratteristiche che si vogliono dare alla ZES nel nostro territorio. Per ora quello che abbiamo appreso dall’incontro di Termoli è che esiste una volontà di puntare su automotiv e agroalimentare».

 

Halliburton. «Abbiamo incontrato i vertici locali della multinazionale. I lavoratori di questa azienda si trovano attualmente in una situazione di mobilità “volontaria”. Si tratta di circa 30 persone che a causa della crisi nel mercato petrolifero sono rimaste senza lavoro. Se tra qualche mese la situazione dovesse cambiare in meglio, l’azienda ci ha garantito che leverà dalla mobilità queste persone. Di questi dipendenti dobbiamo sottolineare che solo 10 sono ortonesi. Dato che deve farci riflettere e sui cui lavoreremo a riguardo».

 

 

SASI. «Abbiamo tenuto un incontro con questa società in Comune, nel quale abbiamo avanzato delle proposte riguardo la fornitura idrica. Con loro abbiamo programmato il bilancio di previsione del 2018 ed elencato le zone con più necessità».

 

INTERVENTI

 

POLIDORI. Il primo a prendere la parola è stato l’ex candidato sindaco. «Occorre l’obbligo di intervenire riguardo l’ospedale, ma non per fare campagna elettorale. Semplicemente per richiamare la verità, cioè che l’ospedale di Ortona non ha più il pronto soccorso. C’è una delibera del Consiglio Regionale che ha cancellato di fatto il pronto di soccorso in data 21 luglio 2017 istituendo il PPI (Punto di Primo Intervento, ndr), disciplinato dal decreto ministeriale n.70 del 2 aprile 2015. Bisogna avere ben chiari i riferimenti normativi perché non possiamo credere a tutto ciò che alcuni ci dicono. Come ho detto anche direttamente all’assessore Paolucci, il PPI non è assolutamente un pronto soccorso. Stando alle norme, emerge in maniera inconfutabile che il pronto soccorso di Ortona si trasformerà in una postazione medicalizzata per un tempo determinato e che verrebbe soppresso qualora non dovesse registrare i 6 mila accessi annui. Addirittura la Regione ha deciso di aumentare questo limite a 7 mila accessi. Considerando che fino ad oggi il nostro pronto soccorso ha contato circa 17 mila accessi annui, c’è da aspettarsi una drastica diminuzione, essendo il PPI una sorta di Guardia medica. Negli altri ospedali col PPI, gli accessi si sono ridotti sotto i 3 mila, con la conseguente chiusura degli stessi, come ad esempio è successo a Gissi e a Bussi. Ciò rischia di verificarsi anche ad Ortona. Io non ci sto». L’avvocato ha poi fatto riferimento in questo modo alle misure di spacchettamento citate dal Sindaco nelle sue comunicazioni: «Le deroghe sono soltanto eccezioni temporanee, e nel caso dei posti letto ad Ortona la deroga dell’assessore Paolucci violerebbe il decreto nazionale. Con il PPI, Ortona avrà un citofono che la collegherà a Chieti. È la delibera regionale stessa che ha disposto la chiusura del nostro pronto soccorso (il consigliere fa riferimento al decreto n. 55 del 10 giugno 2016, concernente il “Piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese 2016/2018”, attraverso il quale è stata riorganizzata la rete ospedaliera regionale, “declassando”, per l’appunto, il Pronto soccorso del “Bernabeo” a Punto di Primo Intervento, ndr). La nostra battaglia, come Comune – ha proseguito il consigliere di minoranza – dev’essere quindi incentrata sulla variazione effettiva della normativa regionale. Ortona per le sue caratteristiche di città portuale ha bisogno del pronto soccorso. Chi lo leverà - ha affermato Polidori – risponderà non solo di fronte alla città ma anche alla nazione, perché abbiamo un porto di rilevanza nazionale». Infine, con decisione conclude: «Sulla durata della deroga la verità è scritta negli atti e nelle norme. Se ho torto la stampa lo scriva».

 

A tal proposito, in seguito al Consiglio Comunale abbiamo raggiunto il Sindaco che ai nostri microfoni ha rilasciato il commento che trovate nel seguente podcast.

 

 

Ricordiamo che non si era fatta attendere, dopo la riunione dei capigruppo, la replica su Facebook del consigliere Polidori, giudicando le argomentazioni addotte dal Sindaco una «arrampicata sugli specchi».

 

VERI. Le repliche alle comunicazioni del Sindaco sono continuate con l'intervento dell'ex-ammiraglio Veri che ha incentrato il suo discorso sul tema della ZES. «Finalmente sento parlare di qualche iniziativa anche se molto timida. L’importanza della ZES forse non è stata ancora compresa. Sarebbe dovuta essere la delibera numero uno ma – afferma Veri – è stata messa nel cassetto».

 

RABOTTINI. L’intervento è stato brevemente interrotto dal Presidente del Consiglio Comunale per una precisazione di carattere istituzionale: «Faccio presente al consigliere Veri che la delibera tecnicamente è stata ritirata (dalla stessa Nadia Di Sipio che era stata la proponente dell’ordine del giorno, ndr) e non messa nel cassetto».

 

VERI. «Era stato detto – ha ripreso il consigliere del PD – che a settembre sarebbe stata ridiscussa ma ciò non è avvenuto (il consigliere comunale di maggioranza Luigi Polidoro era intervenuto a tal proposito aprendo ad un confronto, con la possibilità di istituire una commissione ad hoc aperta ad esperti esterni, ndr). Non possiamo permetterci di perdere tempo e – ha continuato Veri – dobbiamo pensare a candidare Ortona come capofila di tutti quei comuni che entrerebbero a far parte della ZES. Non a caso si sono fatti avanti altri comuni che però non hanno caratteristiche così decisive come Ortona che ha un porto di rilevanza nazionale facendo capo all’Autorità Portuale di Ancona. Da un lato – ha sostenuto Veri – ci si lamenta del fatto che non ci sia occupazione ma dall’altro non si colgono queste opportunità. Ogni opportunità – ha concluso – presenta dei rischi, ma una qualunque organizzazione deve avere una componente gestionale che amministra il presente e un’altra che abbia una vision».

 

 

CASTIGLIONE. Ha risposto al consigliere Veri anche il Sindaco, chiudendo così la finestra dedicata agli interventi liberi. «Sulla ZES non era ancora il caso di deliberare come anche detto dallo stesso governatore D’Alfonso, perché sarebbe prematuro. Il problema – ha proseguito Leo Castiglione – è che il territorio delimitato dall’ARAP per la ZES non è stato ancora definito, in quanto l’ARAP stessa non ha ricevuto i criteri secondo i quali queste zone devono essere delimitate. Non sappiamo quindi quali siano questi criteri. Questi verranno indicati nel relativo decreto attuativo del Consiglio dei Ministri che molto probabilmente ci sarà a ottobre. Bisogna però capire – ha proseguito il Sindaco – in che direzione vogliamo andare. Questa amministrazione non prenderà mai scelte a scatola chiusa. Le ricordo (rivolgendosi ancora a Rinaldo Veri, ndr) che questa città per una scelta fatta da tre persone rischia di trovarsi una "bomba" in quel porto. Ci siamo stancati di svendere questa città. Noi non diciamo no a prescindere alla ZES ma vogliamo capire meglio quali finalità avrà il nostro porto. Il rischio – ha aggiunto Castiglione – è che una volta delimitata la ZES ci sia un comitato d’indirizzo interregionale nel quale non saranno rappresentati pienamente i comuni, togliendo voce in capitolo a questa città. Il convegno sul tema ZES che speriamo di riuscire ad organizzare al più presto – ha concluso il Sindaco – sarà un modo per confrontare le nostre opinioni per tornare in Consiglio Comunale con una delibera da votare all’unanimità».

 

INTERROGAZIONI

 

1) PEPPINO POLIDORI, OGGETTO: STRADE RURALI. «Bisogna consentire l’accesso alle abitazioni e alle aziende in condizioni di sicurezza. L’amministrazione aveva individuato 10 mila euro per intervenire con urgenza su 260 km di strade rurali. Quali sono i criteri di scelta delle strade rurali? Che tipo di manutenzione verrà svolta? Chi eseguirà e che costi avranno i lavori? Quali sono i tempi di esecuzione?».

 

TOTARO, RISPOSTA. A rispondere è stato l’assessore con deleghe ad Urbanistica, Lavori pubblici e Viabilità. «I 10 mila euro non sono una scelta di questa amministrazione ma sono ciò che abbiamo trovato nelle casse comunali. Sono stati fatti interventi fondamentali di messa in sicurezza e rassicuriamo che le somme nel prossimo bilancio saranno di tutt’altri importi. L’ufficio è intervenuto nei punti di maggiore urgenza e per il ripristino delle condizioni di sicurezza. I lavori sono stati effettuati oltre che da mezzi e personale comunale anche da quattro ditte locali che hanno operato contemporaneamente su più strade a prezzi inferiori ai vigenti regionali. Siamo riusciti ad ogni modo a contenere la spesa in quei 10 mila euro a disposizione».

 

POLIDORI, REPLICA. «L’elenco delle strade deve essere corredato dal corrispettivo costo. Non sono soddisfatto della risposta dell’assessore, e non per il semplice fatto che siano stati destinati solo 10 mila euro. Con delle variazioni di bilancio avete però trovato importi per questioni che vi interessavano. Forse avreste dovuto trovare altre risorse per una questione così gravosa per la città».

 

TOTARO, RISPOSTA. «Ribadisco quanto già detto. Nel mese di agosto abbiamo fatto fronte a due emergenze importanti come la raccolta uva e la manutenzione delle sedi scolastiche. Abbiamo dato fondo a tutte le nostre possibilità per far fronte a queste emergenze, con ciò che avevamo a disposizione. Per il prossimo anno garantiamo che troveremo molti più fondi. Per ora abbiamo lavorato di emergenza ma presto comincerà il nostro lavoro amministrativo che valuterete in futuro».

 

2) PEPPINO POLIDORI, OGGETTO: ADDETTO UFFICIO STAMPA. «Con il decreto del Sindaco n. 14 del 31 luglio 2017 è stato cambiato l’inquadramento dell’addetto stampa comunale dalla categoria C a categoria D a tempo indeterminato, con decorrenza dal 1 agosto e fino al termine del mandato. Chiedo al Sindaco: Quali sono stati i criteri di selezione? Sono stati effettuati colloqui? Quali sono i motivi di inquadramento nella categoria D? Quali sono le mansioni affidate alla lavoratrice? Qual è il costo complessivo lordo dell’ente? Vorrei inoltre sapere se la professionista assunta (la Dott.ssa Barbara Napoliello, ndr) ha ricoperto o ricopre la funzione di addetto stampa dell’ente d’ambito e se quindi ci sono questioni di incompatibilità e a che titolo la professionista ha svolto le funzioni anche nel mese di luglio?».

 

CASTIGLIONE, RISPOSTA. «Non ingessiamo questo Consiglio Comunale con certe interrogazioni. Faccio appello a che le interrogazioni abbiano un significato politico, perché per quelle gestionali si può semplicemente accedere agli atti. Tutto questo non va a vantaggio della città. Bisogna arrivare il prima possibile alla discussione dei punti all’ordine del giorno. Per quanto riguarda l’interrogazione: ci siamo attenuti all’articolo 90 del decreto n. 177 del 2000 che prevede la costituzione di uffici a supporto degli organi di direzione politica. Sono degli uffici posti alla diretta dipendenza del sindaco, quali ufficio di gabinetto, segreteria e ufficio stampa. Inoltre abbiamo ritenuto di dover seguire l’indirizzo della Corte dei Conti. In seguito alle domande corredate da curriculum, i candidati “possono” essere sentiti dal sindaco mediante colloquio. La selezione inoltre avviene ad insindacabile scelta dello stesso. Si comprende bene che essendo uffici posti alla diretta dipendenza del Sindaco si tratta di rapporti puramente fiduciari. Dire poi che il precedente addetto stampa era inquadrato nella categoria C non è esatto, perché l’amministrazione d’Ottavio non aveva inquadrato l’ufficio stampa in un ruolo particolare, ma come “staff del sindaco”. Per quanto riguarda invece le mansioni, esse sono quelle inquadrate nella categoria D. Il costo è di 33 mila euro annui. Per concludere: la professionista (Barbara Napoliello, ndr) dal 1 agosto 2017 ha assunto il ruolo che ricopre attualmente. In precedenza aveva ricoperto il ruolo di addetto stampa dell’ente in ambito sociale. A questo punto mi aspetto un’altra interrogazione riguardo l’altra figura selezionata nell’ufficio stampa (Paolo Budani, ndr). Altrimenti mi viene da pensare che questa sia una interrogazione ad personam».

 

PEPPINO POLIDORI, REPLICA. «Vorrei puntualizzare che ci sono ruoli e regolamenti a garanzia del corretto funzionamento delle istituzioni. Le interrogazioni vengono fatte dai consiglieri e lei è tenuto a rispondere. Non siamo dei teatranti. Parliamo per conoscere i fatti. Inoltre, cara Presidente del Consiglio, mi aspettavo da lei un intervento a difesa della minoranza quando è stata messa in dubbio dal Sindaco la mia proposta di interrogazione. Invece lei, Sindaco, mi dice che nella precedente amministrazione non era presente la figura di addetto stampa ma ciò non è vero invece per l’amministrazione in cui lei era assessore. Mi ha risposto poi dicendo che il costo è di 33.040 euro e immagino che questi soldi siano stati trovati in bilancio. Noi dell’opposizione abbiamo votato contro quel bilancio perché sapevamo quali erano le altre necessità. Non erano risorse giuste da impegnare. Poco fa abbiamo detto di avere solo 10 mila per le strade mentre ne spendiamo 33 mila per l’ufficio stampa.

 

3) DI NARDO, OGGETTO: ABBANDANO RIFIUTI NOCIVI PER LA SALUTE PUBBLICA IN LOCALITÀ VILLA GRANDE E MORRECINE. «Nei territori del Comune di Ortona in oggetto sono presenti rifiuti che possono essere nocivi per la salute e per l’economia locale. Quali provvedimenti intende prendere l’amministrazione per questa situazione? Si parla anche di amianto in determinate strade rurali».

 

 

VINCENZO POLIDORI, RISPOSTA. Ha risposto il vice-sindaco Polidori in qualità di assessore con delega all’Ambiente. «Con la determina n. 976 del 31 agosto 2017 sono stati affidati alla ditta “Eurocoperture Srl” i lavori di rimozione, carico e trasporto in discarica dei rifiuti con amianto catrame e vetroresina nelle località Morrecine e Saraceni. Tali interventi verranno a costare 3.394 euro. La ditta inoltre ci ha rassicurati che la messa in sicurezza del materiale si svolgerà in tempi brevi. Per quanto riguarda gli accumuli di immondizia a Villa Grande, si tratta di un abbandono di rifiuti in una strada provinciale e quindi la rimozione di questo materiale spetterebbe alla Provincia. Il Comune attraverso i suoi uffici tecnici sta valutando il da farsi e l’amministrazione si è attivata, insieme ad ECOLAN, per degli interventi di pulizia su tutto il territorio.

 

DI NARDO, REPLICA. «Informo l’amministrazione che questo abbandono, che comprende anche rifiuti tossici e nocivi, avviene frequentemente costringendo spesso lo stesso cittadino a provvedere alla rimozione. Dunque spero che l’amministrazione inviti con un’ordinanza a non far fare questi interventi personalmente».

 

 

DISCUSSIONE DEI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO

 

 

I

Lettura e approvazione verbali precedenti sedute

 

I verbali sono stati approvati, come di consueto, all’unanimità.

 

 

II

Modifiche al Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni consiliari inerenti le modalità di convocazione

 

VINCENZO POLIDORI, RELAZIONE. A relazionare è stato il vice-sindaco Polidori. «Si tratta – ha spiegato Polidori – di una modifica di alcuni punti del regolamento che disciplinano la convocazione del Consiglio Comunale e la trasmissione degli atti. Questa modifica servirà ad evitare che il messo comunale incaricato faccia il giro di tutte le contrade. Questa delibera modifica gli articoli 9, 11, 39 e 40 del regolamento. Così, gli avvisi saranno trasmessi tramite PEC (posta elettronica certificata, ndr). Solo in caso di impossibilità di trasmissione telematica il messo interverrebbe, consegnando a mano le convocazioni. Nel merito, il Comune dovrà provvedere all’acquisto di caselle di posta con oneri a carico dell’ente.

 

 

DI SIPIO. «La modifica del regolamento deve essere chiara e l’interpretazione univoca. In questo caso, la formulazione del disposto risulta confusionaria».

 

PEPPINO POLIDORI. «Volevo segnalare un errore: la consegna dell’avviso si intende completata con il recapito e la giacenza del documento. Chi è avvezzo a usare la PEC sa che la consegna s’intende compiuta con la terza conferma dopo l’invio».

 

INTERVENTO DEL SEGRETARIO COMUNALE. «Abbiamo già preso in considerazione questa modifica che lei hai proposto e verrà votata come emendamento».

 

MARCHEGIANO. «Sono favorevole perché finalmente si vede un grammo di modernizzazione di questa macchina amministrativa che noi riteniamo molto farraginosa. Come sapete, Domenico Di Francescantonio si è messo a disposizione della Città di Ortona per contribuire a questo miglioramento tecnologico e invito la Giunta e il Consiglio a tenerne conto. Non possiamo accumulare ritardi per colpa di regolamenti e procedure obsolete. Fino a ieri le notifiche di convocazione venivano consegnate a mano dal messo comunale che con la macchina era costretto a girare tutta la Città mentre adesso le distanze saranno annullate con un click. Devo dire però che non ho apprezzato l’invito del Sindaco a non fare certe interrogazioni. Ogni consigliere ha il diritto di presentare le interrogazioni che ritiene più opportune (a questo punto il consigliere Marchegiano è stato interrotto dal Presidente del Consiglio che l'ha invitato ad attenersi alla discussione in oggetto, ndr).

 

 

CASTIGLIONE. «Voglio precisare due cose: innanzitutto ho fatto solo un invito che si sta travisando in altro. Ho invitato tutti i consiglieri e non solo Polidori, a non ingessare i lavori del Consiglio Comunale perché siamo qui per rispondere ai problemi della città. Seconda cosa: Di Francescantonio è stato già ricevuto ed ho accolto il suo progetto di cui parleremo prossimamente in Consiglio Comunale, quando tratteremo temi, a me molto cari, come legalità e cyberbullismo».  

 

INTERVENTO RABOTTINI. A questo punto, dopo questa divagazione, il Presidente del Consiglio ha invitato tutti i consiglieri, compreso il Sindaco, ad attenersi ai punti all’ordine del giorno.

 

VOTAZIONI

 

Emendamento del consigliere Peppino Polidori: approvato all’unanimità

 

Proposta di delibera come emendata: approvata all’unanimità

 

Immediata eseguibilità della delibera: approvata all’unanimità

 

Estratto video degli interventi del Sindaco e del Presidente del Consiglio e successiva votazione

 

 

III

Nomina componenti “Commissione Consiliare Toponomastica”

 

È una commissione composta da 4 consiglieri di maggioranza e 3 di minoranza. I membri proposti sono i consiglieri Ortolano, Di Deo, Polidoro e Leonzio, per la maggioranza, e i consiglieri Marchegiano, Di Sipio e Cauti per la minoranza.

 

VOTAZIONE

 

Nomina dei membri e immediata eseguibilità della delibera: approvate all’unanimità.

 

IV

Nomina componenti Commissione tecnico-scientifica “Premio 28 dicembre”    

 

CIAMPICHETTI, RELAZIONE. «C’è stata massima condivisione sui nominativi che proponiamo come membri del gruppo tecnico-scientifico che avrà il compito di esprimere tre candidati al Sindaco. Visto inoltre il parere del Dirigente di settore, il presente provvedimento non comporta spese essendo la partecipazione alla commissione in oggetto a titolo gratuito».

 

VOTAZIONE (A SCRUTINIO PALESE)

 

Nomina dei membri ed immediata eseguibilità della delibera: approvate all’unanimità.

 

La Commissione “Premio 28 dicembre” sarà composta dai seguenti cittadini ortonesi: Maria Teresa Scognamiglio, Romano De Marco, Marilena Roberti, Paolo Nicolai, Domenico Di Francescantonio, Roberto Di Maio, Simone Luciano.

 

V

Piano sociale distrettuale 2017- 2018 dell’ADS n. 10 Ortonese (PSR 2016-2018)

 

DALOISO, RELAZIONE. «Il piano sociale è uno strumento di progettazione strategico per servizi sociali che ci permetterà di garantire ai cittadini nel decimo ambito distrettuale (Arielli, Canosa, Crecchio, Giuliano Teatino, Poggiofiorito, Tollo, Ortona) i servizi sociali. Questo piano sociale ha tenuto conto degli assi tematici 2016-2017 e sono sette i temi affrontati tra i quali ci sono l’assistenza familiare, la prevenzione e il contrasto alla violenza domestica. Il Gruppo di Piano, che ne è l’organo esecutivo, ha elaborato 41 schede progettuali tra azioni a gestione diretta e indiretta. Il costo di compartecipazione del Comune di Ortona è di 89 mila euro per il 2017 e di 178mila per il 2018. Queste cifre sono stabilite dalla Regione in base alla popolazione dei comuni. Il Comune di Ortona è il più popoloso del decimo ambito distrettuale col 66% della popolazione totale e per questo abbiamo a disposizione più risorse».

 

 

PEPPINO POLIDORI. «Riguardo il Piano – ha sostenuto il consigliere Polidori – c’è un discostamento rispetto alle linee dettate dal Piano Sociale regionale. Perché la Regione ci invitava ad una riorganizzazione territoriale e al rafforzamento degli uffici di piano. In questo nuovo Piano – continua Polidori – tutto questo non viene fatto; invece abbiamo appaltato quasi tutto se non tutto. Come si fa a rafforzare l’organizzazione territoriale così? Ci sono poi – ha proseguito Polidori –  degli altri aspetti da considerare. Prima di intervenire e di fare il nuovo Piano, è stata fatta una valutazione d’impatto? È stato visto quali effetti questi interventi hanno avuto negli anni precedenti? Alcuni investimenti sono stati aumentati, altri ridotti. Non si capisce perché. Se fosse stata fatta una valutazione d’impatto, allora ci sarebbe una logica. Si continua invece a spendere 4 mila euro per affidamenti e adozioni che hanno portato a pochi risultati. Mentre invece, servizi come il “Dopo Di Noi” (che riguarda i figli portatori di handicap rimasti senza genitori), che tutta la parte interessata della cittadinanza chiede, non hanno né previsione né progetti. Eppure il Comune di Ortona ha avviato iniziative lodevoli nel passato ricevendo riconoscimenti nazionali quando il sindaco era assessore. Abbiamo una serra a Fontegrande costruita proprio per tale progetto (il “DopoDiNoi”, ndr) dove questi ragazzi potrebbero essere aiutati ad entrare nel mondo del lavoro. Inoltre – ha proseguito Polidori – l’indirizzo regionale ci indica il rafforzamento del Terzo settore. Come possiamo farlo se andiamo ad appaltare tutto? Il Piano regionale infine, ci invita ad una connessione tra gli attori del Terzo settore al fine di favorire la collaborazione tra i vari soggetti interessati al sociale, al mondo del lavoro e al mondo della scuola, che in questo piano è assente. Altro aspetto importante è quello dell’informazione. Il sito internet non funziona e la radio non esiste più. Mi domando: dove sono le attrezzature di questa radio? Chi è l’informatico che si occupa di questo sito e perché questo sito è così sguarnito e quanti soldi percepisce? Perché poi non fare un “informabus”? Inoltre – ha proseguito imperterrito l’avvocato– gli appalti di questo piano sono convenienti? Le cooperative trattengono il 30% di quanto appaltato e che quindi non ricade sul territorio. Questo piano non da risposte al territorio. Mi auguro di non essere costretto a votare contro. Mi auguro che l’amministrazione voglia rinviare questo punto e riportare l’argomento ad un esame più attento e magari ricreare uno staff di controllo dove si possano coinvolgere eccellenze e professionalità anche della minoranza. Non dobbiamo perdere le conquiste dei piani precedenti.»

 

 

MARCHEGIANO. «Mi rivolgo all’assessore per un chiarimento. L’assenza del rappresentante della scuola ha comportato quello che per me è un errore nell’affrontare il quarto asse tematico relativo, appunto, alla Scuola. Inoltre, diversamente da quello che avveniva nel piano precedente, i fondi sono stati più che dimezzati. Sono previsti 12 mila euro per il 2017 e 24 mila per 2018 mentre nel piano precedente ne erano previsti circa 40 mila. Siccome c’è la stessa presenza di azioni nel piano precedente, quali sono quindi i servizi che sono stati tagliati per rientrare nella spesa e per quale motivo?»

 

DI NARDO. «Vorrei che fossero inseriti dei criteri di assegnazione degli affidamenti esterni perché ritengo importante salvaguardare i livelli occupazionali. Vorrei inoltre che le gare d’appalto non vengano bandite con criteri al massimo ribasso ma con un’offerta economicamente più vantaggiosa».

 

DI SIPIO. «In questo piano come nel vecchio non si prevede la valorizzazione del settore delle associazioni di volontariato. Ciò mi dispiace, però faccio un plauso all’assessore perché ha confermato alcuni punti fondamentali come il “caffè Alzheimer”, il “progetto P.I.P.P.I” per i bambini con famiglie afflitte da gravi problemi e il Centro antiviolenza istituito proprio dalla scorsa amministrazione. Gradirei inoltre che si creasse una rete con questo Centro oltre alla conferma delle borse lavoro. Inoltre – chiede il consigliere del Pd – come mai c’è poco spazio in questo piano per le associazioni del Terzo settore?».

 

DALOISO, RISPOSTE. «Premetto che come giunta ci siamo insediati il 5 di agosto ed il piano era già stato discusso con il Gruppo di Piano. Inoltre, la Conferenza dei sindaci lo aveva già approvato. Ricordo anche che deve essere presentato obbligatoriamente entro il 30 settembre. Nel Piano in sé ci sono state riduzioni e aumenti di alcune azioni, essendo quello attuale differente da quello precedente. Il profilo elaborato dal Gruppo di Piano, all’interno dei quali ci sono anche esponenti del Terzo settore, ha proprio la funzione di individuare le priorità della popolazione. Ad esempio la povertà è aumentata e su questa tematica infatti sono stati eseguiti interventi di aumento. Sul da farsi del “Dopo Di Noi”, essendo legato ad una legge regionale con fondo a gestione indiretta, aspettiamo la decisione regionale e per ora abbiamo solo indicato gli utenti destinatari. Stiamo pensando di finalizzare le azioni del “Dopo Di Noi” e per questo stiamo pensando a risistemazioni e rivalutazioni della serra, che è stata voluta dal nostro Sindaco allora assessore. Ho molto a cuore l’argomento essendo stata la prima realtà da me conosciuta come assessore. Riguardo al Terzo settore invece, la situazione non è proprio come sostiene il consigliere Di Sipio. Nel gruppo di piano infatti è presente Nadia La Torre, presidente dell’ANFAS. Abbiamo avuto inoltre una riunione con ventiquattro associazioni in questa stessa sala dove abbiamo discusso il problema del coinvolgimento del Terzo settore e cercato una soluzione. Riguardo poi alla presenza della componente dell’ufficio scolastico di Chieti – ha proseguito l’assessore in risposta al consigliere Marchegiano – questa figura, era precedentemente la dottoressa Gallucci, la quale ha sempre partecipato al Gruppo di Piano fino alla pensione. Successivamente alla sua pensione, abbiamo fatto richiesta per un sostituto. Nel mondo della Scuola locale i fondi sono stati dimezzati in base alle priorità. Non esisteva un’azione per i ragazzi dagli 11 ai 18 che noi abbiamo aiutato creando un centro di aggregazione giovanile. Per quanto concerne invece il sito web – ha continuato Roberta Daloiso in risposta alle domande di Peppino Polidori – bisognerebbe rivolgersi alla vecchia amministrazione circa i motivi del suo malfunzionamento. L’informatico che lo gestisce fa tutt’ora parte del Gruppo di Piano e la problematica che impedisce il suo aggiornamento è a suo dire legata a problemi tecnici relativi alla connessione. Il servizio "informabus" – ha concluso l’assessore al Sociale - che è stato fin ora parcheggiato in zona commerciale, può essere ripristinato».

 

CASTIGLIONE. «Il piano sociale è come un piano regolatore del bisogno. Bisogna soddisfare le necessità delle famiglie anche se è difficile soddisfare le richieste di tutti. La qualità del bando dell’ente d’ambito non dipende dalla politica ma è frutto di un lavoro di anni dove ognuno ha messo qualcosa, come le professionalità delle operatrici». Il Sindaco ha poi contestato così il voto contrario preannunciato da Peppino Polidori sul Piano Sociale: «Non è né buono né giusto. Significa votare contro tutti gli interventi di un Gruppo di Piano appoggiato da una conferenza di sindaci e che ha visto impegnati al massimo tanti operatori. Mi permetto di dirlo perché negli anni ho approvato anche nelle peggiori situazioni Piani Sociali che non condividevo. Un piano sociale non può soddisfare tutto il territorio e per essere migliorato occorrono strumenti che come amministratori non possediamo direttamente. Invito il Consiglio ad approvare il Piano all’unanimità. Rallentare i lavori del Gruppo di Piano significa bloccare quei servizi sociali».

 

Polidori e Castiglione discutono a distanza ravvicinata

 

POLIDORI REPLICA AL SINDACO. «In questa sede non approverò mai nulla che non condivido. Non si può dire che il mio voto sia un atto dovuto. Se pensiamo che si possa fare un piano migliore, questo dev’essere fatto. Noi dobbiamo lottare per cambiare le cose, non possiamo più rinviare perché la città attende da troppo».

 

MARCHEGIANO. «Penso sia stato un errore non confermare gli importi del Gruppo di Piano. Vorrei capire le motivazioni di questa mancata riconferma degli importi studiati dal Gruppo».

 

LUIGI POLIDORO, REPLICA A MARCHEGIANO. A rispondere a Marchegiano è il consigliere di maggioranza: «Si è attivato da qualche anno un fondo grazie ad interventi statali che vanno a coprire il fabbisogno dei percorsi in uscita dalla scuola. Il re-indirizzamento dei fondi su altre priorità è dunque per noi opportuno».

 

Proposta di rinvio del punto all’ordine del giorno da parte di Marchegiano: respinta a maggioranza dal Consiglio.

 

Contrari: maggioranza

Favorevoli: Marchegiano, Cauti, Peppino Polidori e Di Nardo

Astenuti: Di Sipio e Veri

 

DICHIARAZIONI DI VOTO SULLA PROPOSTA DI DELIBERA

 

MARCHEGIANO. «Abbiamo votato a favore del rinvio perché abbiamo bisogno di approfondimenti. Noi quindi ci asterremo dalla votazione».

 

DI SIPIO. «Sul sociale non bisogna fare politica. Penso che tutto l’ente abbia bisogno dell’approvazione di questo Piano Sociale perché queste azioni sono necessarie ed indispensabili. Pertanto il mio voto è favorevole. Il piano sociale può avere delle criticità ma come consigliere devo pensare anche a chi non mi ha votato e a chi ha bisogno.

 

DI NARDO. «In questo momento non mi sento di votare (ha preannunciato così l’astensione, ndr) perché ci deve essere una garanzia che le gare non siano vinte al massimo ribasso mettendo così a rischio l’erogazione stessa dei servizi.

 

PEPPINO POLIDORI. «Voterò contro questo Piano Sociale errato. Abbiamo la possibilità di correggerlo e possiamo salvarlo anche in corner. Io avevo l’ambizione di volerlo migliorare sugli standard di quando il sindaco Castiglione era assessore e quel piano fu premiato a livello nazionale.

 

CAUTI. «Mi asterrò e fra le motivazioni sottolineo la carenza di tempo per studiare il Piano, come già da noi segnalato in Commissione.

 

VOTAZIONE SUL PIANO SOCIALE DISTRETTUALE: APPROVATO

 

Favorevoli: Di Sipio e Veri insieme alla maggioranza

Astenuti: Marchegiano, Cauti e Di Nardo

Contrari: Polidori

 

Votazione immediata eseguibilità: approvato

Contrari: Di Sipio e Veri

 

Votazione sul Piano Sociale Distrettuale

 

A margine del consiglio comunale arriva puntuale il post su Facebook del consigliere Polidori che su questo e sugli altri temi che l'hanno visto coinvolto durante l'ultima assemblea consiliare, ribadisce con decisione le critiche nei confronti delle amministrazioni regionali e comunali

 

 

VI

L.R. n. 18/83—Art. 30 bis — Programma integrato di intervento — Cambio di destinazione d’uso di parte di un fabbricato sito in Ortona, Via Massari — Loc. Fontegrande — Proposta di adozione variante al PRP

 

TOTARO, RELAZIONE. «Si tratta della richiesta di un imprenditore per il cambio di destinazione d’uso di un lotto in via Massari. L’istanza è stata avanzata nel 2015 ed è subentrata la necessità di richiedere un ampliamento della destinazione d’uso. È una modifica puntuale di nostra competenza. Il legislatore nazionale ha reso possibile programmi complessi come questo. Un intervento per aumentare spazi e volumetria deve tutelare l’interesse pubblico per equilibrare proprio questo surplus. L’imprenditore è intervenuto nel 2015 per una richiesta solo in quell’area della modifica del piano urbanistico. C’è stata poi un’approvazione del Consiglio Comunale lo scorso ottobre. La delibera riporta tutti i passaggi avvenuti. Il parere della Regione era vincolante, qui è stata approvata l’analisi locale, la Regione invece richiede la trasmissione di questa analisi».

 

Castiglione ha chiesto la sospensione della seduta per convocare la riunione dei capigruppo. La sospensione è subito stata approvata all’unanimità.

 

CASTIGLIONE, INTERVENTO DOPO LA SOSPENSIONE. «Ho chiesto la sospensione per presentare alla minoranza una proposta per capire nel modo più chiaro possibile la direzione che il Consiglio Comunale deve prendere in merito a questo tema. Credo che su questo si debba cercare una condivisione unanime. Tutti insieme abbiamo deciso di rinviare la discussione per un approfondimento più tecnico che politico. Propongo dunque il rinvio dell’ordine del giorno».

 

MARCHEGIANO. «Questa è una decisione importante che il Consiglio sta prendendo, cioè quella di approfondire un tema che in passato è stato trascurato e portato avanti con un iter particolarmente frettoloso. Solo così capiremo nel merito qual è la via migliore per Ortona. Mi sento di ringraziare tutti i consiglieri ed il Sindaco che con questa proposta di rinvio sta dando un buon esempio di amministrazione».

 

VOTAZIONE SUL RINVIO DEL VI PUNTO ALL’ODG: APPROVATO

 

Tutti i consiglieri hanno votato favorevolmente eccetto Di Sipio (Veri assente alla votazione).

 

 

VII

Sentenza del tribunale di Chieti n. 307/2015 su ricorso promosso da Febo Franco c/ Comune di Ortona. Riconoscimento debito fuori bilancio.

 

FALCONE, RELAZIONE. L’assessore con delega al Bilancio ha esposto la questione al Consiglio. «Il signor Febo Franco è un ex dipendente della ditta “Bruni” che nel passaggio ad “Ortona Ambiente” provocò un accollo del TFR da parte del Comune. Il dipendente – ha specificato l’assessore – lamentava la mancata corresponsione degli interessi sulle somme dovute. Stando alla sentenza del 31 luglio 2015 del Tribunale di Chieti, che ha visto il comune condannato al pagamento di una somma pari a €4.504,63, ci sono tutte le condizioni per un debito fuori bilancio».

 

POLIDORI. «Questa è una proposta di delibera dovuta a cui non possiamo appellarci. Ciò però non significa che dobbiamo avallare i fatti e le mancanze, perché partiamo da un’iniziale richiesta di €600 che oggi sono diventati 4.500. C’è stato indubbiamente un caso di mala gestio. Questa delibera verrà mandata alla Corte dei conti con la speranza che si risolva il prima possibile». 

 

FALCONE. «Chiaramente è un’eredità della precedente amministrazione e non di questa. L’articolo 23 della legge n. 289 del 2002 ci obbliga a trasmettere tali atti alla Corte dei Conti, che è il luogo adatto alla verifica delle responsabilità. Ciò riguarderà anche i futuri debiti che ci apprestiamo a riconoscere».

 

VOTAZIONE SUL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO: APPROVATO ALL'UNANIMITÀ

 

Votazione sull'immediata eseguibilità della delibera: approvata all’unanimità.

 

66026ilblog vi continuerà a tenere informati sulle tematiche affrontate in Consiglio Comunale e vi rimanda al prossimo Consiglio che si terrà sabato 30 settembre a cui saremo presenti.

 

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