Conferenza sulla ZES alla "Sala Eden" di Ortona: il report di 66026

30/09/2017

 

L’Associazione “Ortona Popolareche alle scorse amministrative, presentando una lista civica, ha riportato 891 voti validi a sostegno del candidato sindaco Gianluca Coletti, ha organizzato (in data 29 settembre alle ore 17.30 nella “Sala Eden”) un incontro con la cittadinanza, per argomentare riguardo l’importante tema d’attualità che coinvolge direttamente la città di Ortona, ovvero la ZES (Zone Economica Speciale).

 

Hanno argomentato l’idea secondo la quale Ortona debba rivestire un ruolo di «capofila» all’interno della macro area abruzzese: Francesca Licenziato, ex dirigente scolastico ora in pensione; Angelo Radica, attuale sindaco di Tollo al secondo mandato; Gianluca Coletti, candidato sindaco della lista civica Ortona Popolare e attuale coordinatore dell’omonima associazione; Ilario cocciola, ex Presidente del Consiglio Comunale nella passata amministrazione; ed infine il Sen. Tommaso Coletti nonché consigliere comunale uscente.

 

Ad aprire il dibattito è stato Tommaso Coletti il quale ha subito sostenuto che «Ortona aspira ad essere al centro di questo macro territorio abruzzese che si delineerà con la ZES» e che quindi «non dobbiamo essere tagliati fuori da questa occasione». La parte centrale del suo intervento ha come oggetto, in primo luogo le intricate vicissitudini legate al Piano Regolatore Portuale adottato nel 2015 dall’allora amministrazione d’Ottavio, la cui competenza oggi è del Comitato di gestione dell’Autorità portuale e, in secondo luogo, il «rischio» di perdere quei circa 10 milioni di euro previsti dai fondi FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) stanziati dalla Regione per il dragaggio e l’escavazione dei fondali del porto ortonese. Su quest’ultimo argomento il Senatore si sofferma altresì in un excursus al termine del quale emerge che il Comune di Ortona sarebbe posto oggi in una situazione di stallo perché in attesa della decisione del Consiglio di Stato a gennaio 2018. Infine, apprestandosi alla conclusione, Tommaso Coletti aggiunge: «C’è il rischio concreto di perdere questi fondi FAS poiché il dragaggio, con tutta la rendicontazione contabile, deve essere completato entro fine 2018. Il comune però – prosegue il Senatore – potrebbe affidare subito i lavori di escavazione al secondo classificato, rispettando la decisione del TAR. Fare l’amministratore – chiosa Coletti – significa assumersi le giuste responsabilità».

 

 

 

A prendere la parola poi è stato l’ex Presidente del Consiglio Ilario Cocciola, il quale avendo seguito l’iter della ZES da vicino come avvocato marittimista, ha esposto dettagliatamente alcuni particolari secondo i quali «Ortona può e deve essere la guida della regione Abruzzo». «Nel sistema portuale attuale – dice Cocciola – non vige la singola norma ma c’è un organo superiore al nostro Stato, ossia l’Unione Europea. Essa agisce – aggiunge l’avvocato – in maniera progressiva non lasciando nulla all’inventiva dei singoli stati appartenenti. La ZES esiste infatti già in diversi paesi europei e l’Irlanda ne è lo stato preso a modello da tutti. Il DPCM (decreto del presidente del Consiglio dei ministri), nel 1995 – specifica ancora l’ex Presidente del Consiglio – ha reso Ortona porto nazionale perché sede di approvvigionamento di idrocarburi. E con il decreto 13/15 2013 il regolamento europeo ha sancito le linee guida per ogni Stato dell’Unione, prendendo come riferimento le infrastrutture ed i trasporti, poiché la ZES non circoscrive l’economia del particolare ma del complessivo, cioè dell’unione di territori. I porti, da allora – continua Cocciola – si classificano per come possono essere utili al contesto europeo attraverso le proprie linee di trasporto. I porti strategici, denominati CORE sono tali se muovono l’1% del globale delle merci ed in Italia ne sono stati individuati 14. Uno di questi è quello di Ancona perché a capo di flussi economici in una macroregione, che viene classificata dall’Europa e delineata da essa in base alla presenza dei porti più importanti a livello economico. La macro regione a cui appartiene è quella adriatico-ionica che si fonda proprio sulla carta di Ancona, e si muove in direzione delle linee europee vigenti». Prosegue poi l’avvocato marittimista: «L’articolo 29 del decreto “Sblocca Italia” prevede come “sistema portuale” tutto quello che è in grado di essere veicolato attraverso un porto. La ZES – precisa Cocciola – funziona per aree non attigue tra di loro, quindi le varie aree possono essere distaccate. Il canale di collegamento tra queste aree sarebbe quindi quello di essere parte di un porto che rientra nei parametri del decreto europeo 13/15 del 2013. La domanda da farsi a questo punto è – continua la sua argomentazione Ilario Cocciola – i porti che non vi rientrano potrebbero essere comunque sede della ZES? Sì – precisa l’avvocato ortonese – Ortona infatti potrebbe avvalersi del diretto collegamento tra il suo porto e quello di Ancona. La chiave di lettura, per l’Abruzzo e quindi Ortona, è il passaggio della conversione in legge del decreto Resto al sud” che stabilisce come la ZES possa essere istituita interregionalmente. Il collegamento sarà proprio l’area portuale Ortona-Ancona. Per quanto riguarda Vasto – continua – l’unica possibilità sarebbe quella che vedrebbe il suo porto collegarsi direttamente a sua volta a quello di Ortona, estendendo così la Zona Economica Speciale. Ecco perché sentiamo spesso dire erroneamente dalla stampa “Vasto sotto Ortona”.  Il Molise invece – sposta il focus dell’argomento Cocciola – sarà fuori a meno di precise indicazioni su fini economici, contiguità e interessi precisi per la Zes». Si appresta poi a concludere l’avvocato precisando che «Ortona può e deve essere la guida della regione Abruzzo, poiché una volta delineati i caratteri della Zes dalla regione non può che essere essa stessa il capotreno per i vari caratteri geografici ed economici posseduti dalla nostra città. Mancano però, e sono in dirittura d’arrivo, i due decreti attuativi di prossima emanazione con i quali la regione Abruzzo potrà sviluppare una proposta pronta ad essere accolta. La Zes – continua – sarà presieduta dal presidente dell’autorità di sistema, dal rappresentante della Regione (probabilmente due nel caso ci sarà anche il Molise) ed il rappresentante del Ministero dello Sviluppo del Mezzogiorno. Il ruolo dei comuni è fondamentale perché il Segretario Generale del comitato potrà stringere, a discrezione del comitato, patti e convenzioni vantaggiosi per i comuni stessi. Le città portuali hanno quindi la possibilità di far pesare il proprio ruolo. Sarà inoltre altissima – conclude l’ex Presidente del Consiglio Comunale – la ricaduta occupazionale per il nostro territorio, andando così a contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli di giovani abruzzesi».

 

 

Dopo le conclusioni dell’avvocato Ilario Cocciola, il microfono viene passato ad Angelo Radica, Sindaco di Tollo, che espone il suo punto di vista per la sua cittadina.

«Bisogna ricordare che con la ZES si previlegia anche l’economia locale esistente e non solo gli investimenti di aziende ed imprese provenienti da altre aree. Per questo sarà fondamentale il credito d’imposta sulle piccole imprese che potrà arrivare fino al 65%. Inoltre – continua Radica – a questo ci sono da aggiungere anche i fondi del decreto “Resto al sud”. Le risorse stanziate – precisa a tal proposito il Sindaco di Tollo – sono oltre di 200 milioni in un triennio: 25 milioni per il 2018, 31,25 milioni per il 2019 e 150,2 milioni per il 2020. Le imprese che avviano la propria attività nell’area – prosegue Radica – devono mantenere l’attività nell’area stessa per almeno 7 anni». Nelle conclusioni, il Sindaco tollese immagina invece il ruolo del suo Comune della ZES aggiunge: «Nella perimetrazione futura la regina ovviamente sarà Ortona, ma Tollo dovrà creare una rete di nuove aziende o potenziarne altre che possono essere coerenti con il territorio e il disegno della zes. Può essere presa ad esempio la Cantina Tollo – dice Radica – che lo scorso anno ha avuto flussi economici altissimi e perciò non potrebbero che giovare a questa realtà tutta una serie di incentivi infrastrutturali verso il porto di Ortona. Il salto di qualità – conclude Angelo Radica – grazie alla Zona Economia Speciale sarà quello di passare da un’economia di semilavorato ad un’economia di prodotto finito dato che per aumentare il valore di un prodotto devi trasformarlo».

 

 

È stata poi data la parola al nostro Sindaco Leo Castiglione, presente in sala, il quale ha ribadito quanto già esposto precedentemente in consiglio comunale. «Dal primo incontro con D’Alfonso sul tema sono sempre stato coerente. Prima di ogni decisione però – specifica Castiglione – bisogna capire e studiare. L’ARAP, l’organo preposto a delimitare la Zes – spiega il Sindaco di Ortona – fino a quando non esporrà i decreti attuativi, ci renderà difficile essere più incisivi e concreti. Parteciperò comunque a tutti gli incontri istituzionali come quello recente di Termoli. Sono cosciente del fatto che sia sicuramente un’occasione a vantaggio delle aziende esistenti e per quelle che vorranno investire sul territorio. Bisogna capire inoltre – prosegue Castiglione – come verrà trasformato il porto e la sua funzione». E conclude dicendo che a suo avviso «nel comitato i comuni non esisteranno più. Per questo nell’incontro di Termoli ho richiesto espressamente la rappresentanza dei comuni all’interno del comitato». Infine un commento sull’evento: «Ben vengano questi incontri con la cittadinanza e ora aspettiamo la metà di ottobre per l’uscita dei decreti attuativi».

 

 

La chiusa della conferenza viene affidata a Gianluca Coletti, coordinatore di Ortona Popolare: «Da subito abbiamo percepito le grandi potenzialità di questa occasione forse unica e determinante per il futuro della nostra città. Abbiamo nel corso degli anni perso quel ruolo importante sul territorio che Ortona dovrebbe sempre avere. Dalla vicenda della riorganizzazione dei servizi sanitari con la trasformazione della USL ad ASL Lanciano-Chieti-Vasto – dice l’ex candidato sindaco – alla rimodulazione delle aree della Provincia che ci hanno fortemente penalizzato. Ortona – afferma Coletti – non può invece che avere un ruolo fondamentale, che può rivendicare a pieno titolo, come riferimento. E questo avverrà proprio grazie alla ZES». E rivolgendosi al Sindaco di Ortona Leo Castiglione prosegue: «Le competenze del sindaco in materia devono essere quelle di curarne gli interessi e garantirne lo sviluppo, promuovendo queste iniziative e facendosene promotore». Infine, precisa Coletti, «purtroppo c’è anche un problema politico in tutta questa faccenda ed è stato creato da coloro i quali tra qualche mese andranno cercando voti sul nostro territorio. Noi - prosegue Gianluca Coletti – non vogliamo assolutamente che di questa vicenda venga fatto un uso distorto in campagna elettorale. La Zes dev’essere – dice Coletti – un patrimonio della comunità ortonese e il pressing istituzionale dev’essere fatto dal Sindaco in prima persona. Si corre il rischio che – e conclude – per mere logiche elettorali, si vada a perimetrare la ZES in zone poco consone che nulla hanno a che vedere con questo progetto.

 

 

 

 

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