Resoconto del consiglio comunale del 27 novembre

 

I dodici punti all’ordine del giorno.

 

  1. Lettura e approvazione verbali sedute precedenti;

  2. Comunicazioni inerenti variazioni di cassa e variazioni del piano esecutivo di gestione 2017 - 2019;

  3. Approvazione del Bilancio consolidato dell'esercizio 2016;

  4. Variazione al Bilancio di Bilancio di previsione finanziario 2017/2019 - Ratifica della delibera G.C. n. 152 del 27/10/2017;

  5. Variazione al Bilancio di previsione finanziario 2017/2019;

  6. Approvazione Regolamento comunale di "Plurinegozio" - coesistenza di più attività commerciali e/o produttive negli stessi locali;

  7. Approvazione Regolamento di disciplina delle riprese audiovisive delle sedute del Consiglio Comunale;

  8. Approvazione Regolamento di Polizia mortuaria;

  9. Comitato del Porto - Nomina Componenti dell'Assemblea Generale;

  10. Adesione alla Fondazione di partecipazione "Istituto tecnico superiore della mobilità sostenibile - Provvedimenti";

  11. Ordine del giorno del consigliere Nadia Di Sipio relativo alla videosorveglianza del territorio ortonese;

  12. Mozione del consigliere Giorgio Marchegiano ad oggetto "Completamento della toponomastica e della numerazione civica"

 

All’appello è risultato assente il consigliere Emore Cauti e il presidente del consiglio Simona Rabottini, prima di dare la parola al sindaco per le comunicazioni ha fatto sapere al consiglio che la seduta è stata convocata lunedì 27 anziché sabato 25 “per dare spazio alla Giornata contro la violenza sulle donne”.

 

 

Bandiera Blu. Il sindaco ha fatto sapere di essersi recato a Roma il 3 ottobre per disutere il ripristinamento della bandiera blu ad Ortona. «Abbiamo già ricevuto tutta la documentazione e il 18 dicembre presenteremo la domanda solo per i saraceni perché – ha fatto sapere Castiglione – al Riccio occorrerebbero quattro anni di eccellenza».

Salesiani. «I salesiani sono andati via e stanno per completare questo allontanamento. Stiamo cercando almeno di salvare i corsi professionali che tra due anni dovrebbero trasferirsi a Vasto, sede della comunità salesiana. Ho chiesto un incontro per rivalutare questa decisione coinvolgendo anche la regione Abruzzo».

Francesco Paolo Tosti – A song of a life. «Il 20 novembre siamo stati a Roma ai ministeri dei Beni e delle Attività Culturali per presentare l’ultimo lavoro voluto da Francesco Sanvitale per l’Istituto Tostiano, il progetto “A song of a life”».

Carnevale ortonese. «A seguito delle variazioni a livello normativo ho invitato i dirigenti scolastici per la manifestazione carnevale, dove le amministrazioni precedenti hanno fatto perdere la sua valenza e il suo obiettivo. Oggi la normativa, riguardante anche l’uso e abuso di alcol sui carri, ci impone del rigore. Devo riconoscere che anche i rappresentati degli studenti sono stati disponibili a questo cambiamento e li voglio ringraziare».

Dragaggio. «Respingo al mittente tutta la disinformazione fatta in questi giorni descrivendo Ortona come una città che vuole inquinare le coste di altri comuni. I vari enti hanno ribadito e certificato la qualità dei fanghi del dragaggio, che hanno solo una quantità leggermente superiore di argilla rispetto a quelle per il ripascimento».

 

***

INTERROGAZIONI E RISPOSTE

 

POLIDORI, oggetto: Affidamento per la gestione tecnica e artistica del Teatro Tosti.

(1)«L’affidamento diretto vìola la direzione data dalla giunta precedente che in una deliberazione chiedeva di riunire gestione amministrativa e tecnica verso un unico concessionario, concedendo il tutto mediante apposita gara d’appalto?» (2)«Il valore sommato dei due affidamenti risulta maggiore di 40 mila euro massimi per l’affidamento diretto». (3)«Qual è l’organo comunale deputato alla corretta esecuzione di affidamento e gestione del teatro?».

 

CASTIGLIONE, risposta. (1)«L’affidamento del 20 ottobre 2017 non vìola la deliberazione comunale del 4 ottobre 2017. Questa si limita ad assicurare lo svolgimento della stagione teatrale e il funzionamento del teatro stesso, attraverso un affidamento diretto. (2)«Si precisa che ciò rilevato ad aprile è solo la quota di compartecipazione e il costo dell’appalto non può misurarsi sul conteggio totale». (3)«Il controllo della corretta esecuzione spetta al dirigente del settore servizi sociali e culturali a cui è stata demandata la firma».

 

POLIDORI, replica. «Non capisco l’urgenza di fare questo affidamento a venti giorni dal cartellone. A partire da settembre c’erano tutti i tempi per fare qualsiasi tipo di gara. L’onere di gestire il nostro Teatro dev’essere conquistato sul campo, non solo perché ce lo impone la legge. Chiedo al segretario comunale di dare lumi su come viene calcolato questo affidamento. Inoltre, ripeto che c’è una delibera adottata dal consiglio comunale. Chiedo al Presidente di tutelare questo consiglio. Vediamo troppo spesso che delibere di quest’organo vengano calpestate senza dire nulla. Se si ritiene che questa decisione debba essere abrogata bisogna vagliare al consiglio questa decisione. Il dirigente a mio avviso non può supervisionare quando ci sono organi preposti. Preannuncio un esposto all’ANAC (Autorità Nazionale Anti-Corruzione, ndr) sull’iter di questo procedimento e sollecito una risposta tecnica da parte del consiglio comunale».

 

MONTEBRUNO, replica. «Sul teatro sento parlare addirittura di esposti. Mi aspettavo però questi esposti anche nel 2016. Mi stupisce che una certa parte politica che 10 anni fa prese la decisione di concedere il teatro agli stessi destinatari, ne contesti ora la decisione. Abbiamo dato a questa città certezze circa le spese del teatro, pari a 39 mila euro, mentre prima la gestione era “alla carlona”. Per quanto riguarda l’indirizzo dato da questa giunta c’è anche una parola data dalla stessa, e cioè di non lasciare la città senza gestione teatrale».

 

POLIDORI, replica. «Non ho nulla contro le persone. Sono per la cultura, e per la cultura della legalità soprattutto. Voglio che siano rispettati trasparenza e concorrenza perché a rimetterci è sempre la collettività. Se avessimo potuto condannare questa mala gestio da parte della precedente amministrazione l’avremmo sicuramente fatto. Non ho la competenza per farlo e quindi invito gli organi competenti, come il segretario comunale. E anche l’ANAC deciderà in merito. Infine: se l’anno scorso l’abbonamento per il primo settore era 65 euro adesso sono 110. Ecco cosa vuol dire non avere concorrenza».

 

MONTEBRUNO, replica. «Sulla questione del frazionamento, semplicemente abbiamo due società che operano separatamente su gestione tecnica artistica. Sui costi relativi all’anno scorso, invece, è ancor più semplice: in realtà abbiamo pagato 55 mila euro solo per gli spettacoli di prosa più altri 30 mila per altri spettacoli. Quest’anno fissando il prezzo per la gestione artistica a 35 mila non solo ci sono spettacoli di prosa e musical; in più sono inclusi anche gli spettacoli proposti dalle altre associazioni come quella del “KraK”. Direi quindi che è facile fare caso al costo dell’abbonamento alto, ma la realtà è che oggi tutta la comunità ortonese ha avuto un risparmio, e non il singolo abbonato».

 

DI SIPIO, oggetto: punto di raccolta di Fontegrande. «Durante la passata amministrazione abbiamo cercato di eliminare il centro raccolta rifiuti a Fontegrande. Vorrei avere oggi rassicurazioni su quest’isola ecologica, che rischia di essere pericolosa visto che si trova in prossimità di scuole».

 

CASTIGLIONE, risposta. «Sulla scuola non accetto lezioni. In 5 mesi abbiamo fatto quello che la precedente amministrazione non ha fatto in 5 anni. Abbiamo tolto il ritiro durante gli orari scolastici, e abbiamo delimitato quel centro raccolta che oggi funziona grazie a degli investimenti. E non accetto nemmeno strumentalizzazioni. Per spostare quel centro dobbiamo condividere tutti una scelta, sia logistica che economica. Sono disponibile anche per un controllo all’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente, ndr). I bambini e i ragazzi si rispettano così».

 

DI SIPIO, replica: «La verità va detta fino in fondo. Sono stata assessore per poco meno di nove mesi. Voglio rivendicare una delle prime delibere quando sono stata vicesindaco che intendeva delocalizzare il centro raccolta».

 

VERI, oggetto: ZES. «È stato deciso di prorogare la Commissione sulla ZES e ora vorrei fosse messa in calendario il più presto possibile».

 

CASTIGLIONE, risposta. «Sarà l’ARAP (Azienda Regionale Attività Produttive, ndr) a delimitare la ZES ed è arrivato il momento di farci sentire per dare qualche impulso a quest’organo, prima che ci venga proposto di accettare scatola chiusa. Chiedo al Presidente del consiglio di convocare prima possibile la Commissione».

 

MARCHEGIANO, oggetto: raccolta dei fitofarmaci. «Gli agricoltori sono stati ricevuti e la richiesta arrivata da loro è quella di lanciare un messaggio di vicinanza nei loro confronti, aderendo all’accordo di programma della Regione per cui ogni agricoltore non veda accollarsi interamente il costo di questo servizio. A molti agricoltori abruzzesi è bastato consegnare questi rifiuti per poterli smaltire. Questo appello può essere un forte disincentivo alla dispersione di questi rifiuti, e non voglio giustificare chi abbandona i rifiuti, ma vorrei che il Comune desse loro un segnale di vicinanza. Negli anni passati parliamo di una spesa di 3 mila euro per tutti gli interventi, quindi una spesa minima per l’amministrazione».

 

CASTIGLIONE, risposta. «È normale che ogni categoria faccia i propri interessi. Ad Ortona c’è stata una situazione di collaborazione e condivisione. Ha fatto tutto la Regione con le associazioni di categoria per far fronte alle questioni legate a questo genere di smaltimenti. La Cantina sociale Colle Moro (Guastameroli, ndr) fa smaltire ad una ditta per 5 euro al chilo i contenitori di fitofarmaci che raccoglie la cantina sociale stessa in modo tale da educare tutti gli agricoltori a smaltire i rifiuti. Oggi la Regione ha fatto un accordo di programma che permette al costo di 1,13 euro al chilo di smaltire questi rifiuti e l’agricoltore non deve fare nient’altro che recarsi presso la cantina sociale. Concretamente, voglio ascoltare anche altri sindaci nella prospettiva di un’azione congiunta affinché si faccia pressione in Regione per ottenere ulteriori agevolazioni».

 

MARCHEGIANO, replica. «Nessuno contesta l’accordo di programma ma il costo, che prima non era a carico dell’agricoltore ma del Comune».

 

***

ALTRI INTERVENTI

 

POLIDORI, oggetto: ospedale. «Non abbiamo più il pronto soccorso ma abbiamo il Ppi (punto di pronto intervento, ndr), ma ci viene detto che sia la stessa cosa. L’assessore regionale Paolucci ci ha portato l’atto aziendale già bello e fatto. In questo atto si dice che non sia cambiato nulla rispetto al pronto soccorso. In realtà i 10 posti letto, e la possibilità di operare “h 24” del Ppi, sono un riflesso della necessità di altri ospedali, incapaci di gestire il flusso di pazienti, e di certo non li abbiamo ottenuti perchè l’amministrazione di Ortona abbia fatto la voce grossa in Regione. La mia proposta era stata quella di aprire una terapia intensiva che forse sarebbe stata in grado di tenere aperto il pronto soccorso».

 

CASTIGLIONE, replica. «Siamo stati noi, per quanto riguarda l’ospedale, ad avere portato l’unica proposta concreta perché l’unico modo per mantenere attivo il Ppi “h 24” era quello di mantenere i posti di medicina. Ricordo a Polidori che quando è uscito l’atto aziendale di maggio, la medicina non era compresa, e si parlava solo di riabilitazione, ginecologia e lungodegenza. Ho chiesto di essere ascoltato dal comitato ristretto dei sindaci, dove ho portato la proposta di creare i posti di medicina, ottenendo il risultato di 10 posti. Inoltre, all’assessore Paolucci ho detto a chiare lettere che se il Ppi non dovesse essere più funzionale “h 24”, sarò il primo a tornare in piazza. Oggi non sono in campagna elettorale e devo dare risposte ai cittadini. Non potevo di certo rifiutare quei 10 posti letto. Sto amministrando e mi accontento di questo, sono parzialmente soddisfatto».

 

***

DISCUSSIONE DEI PUNTI ALL’ODG

 

 

***

RESOCONTO DETTAGLIATO

 

Dopo aver approvato i verbali della seduta precedente (punto I) e dopo le comunicazioni dell’assessore Falcone (punto II) si è passati all’esame dei restanti dieci punti.

 

III

Approvazione del Bilancio consolidato dell'esercizio 2016

 

FALCONE, relazione. «È il primo anno in cui l’ente ha l’obbligo di redigere il bilancio consolidato. L’area di consolidamento riguarda le società partecipate dall’ente, cioè OrtonaAmbiente, EcoLan, Sasi, Aca e Istituto tostiano».

 

DICHIARAZIONI DI VOTO

 

MARCHEGIANO, astensione. «Annuncio la mia astensione perché c’è un livello di approssimazione che non mi consente di esprimere un parere».

 

DI SIPIO, astensione. «Anche io mi asterrò perché non ho sicurezza di avere la certezza delle cifre riportate».

 

VOTAZIONE SULLA DELIBERA: APPROVATA

 

Favorevoli: 11 (maggioranza)

Astenuti: Polidori, Veri, Di Sipio, Marchegiano

Assente alla votazione: Di Nardo

 

IV

Variazione al Bilancio di Bilancio di previsione finanziario 2017/2019 - Ratifica della delibera G.C. n. 152 del 27/10/2017

 

FALCONE: «Si tratta di un importo rendicontato relativo alle calamità del 2015, pari a 25 mila euro, riconosciuto in toto dalla regione. A fronte di questa entrata la variazione prevede, essendo somme ricevute in conto capitale, sia patrimoni comunali sia la viabilità».

 

VOTAZIONE SULLA VARIAZIONE: APPROVATA

 

Favorevoli: 11 (maggioranza)

Contrari: Veri

Astenuti: Polidori, Marchegiano, Di Sipio

 

VOTAZIONE SULL’IMMEDIATA ESEGUIBILITÀ DELLA DELIBERA

 

Favorevoli: 11 (maggioranza)

Astenuti: Polidori, Marchegiano, Di Sipio, Veri

 

 

V

Variazione al Bilancio di previsione finanziario 2017/2019

 

FALCONE: «Si tratta delle somme allocate a seguito della rendicontazione di mutui per far fronte ai debiti dovuti in relazione alla sentenza Seccia. Si è reso necessario dunque un riconoscimento dei debiti nei confronti della famiglia Seccia. L’ente non poteva esimersi dal riconoscere il dovuto da quella sentenza».

 

POLIDORI: «Con un’anticipazione di cassa di circa 1 mln di euro oggi, cosa viene ridotto in realtà? La rinegoziazione porta sempre un costo. Anche se rendicontato come neutro, tra 17 anni, come da lei spiegato, diventerà un costo da affrontare che quindi per ora sarà solo procrastinato. Questa operazione al netto, in conclusione, adesso costituisce un costo».

 

 

FALCONE: «Allungare la durata di un mutuo è ovviamente un costo. Ciò va visto anche nell’ottica del fatto come non dare una risposta ad una sentenza abbia un costo più alto. Questa amministrazione quindi preferisce dare subito una riposta e diluire il mutuo».

 

VOTAZIONE SULLA VARIAZIONE: APPROVATO

 

Favorevoli: 11 (maggioranza)

Contrari: Polidori

Astenuti: Veri, Marchegiano, Di Sipio, Di Nardo

 

VI

Approvazione Regolamento comunale di "Plurinegozio" - coesistenza di più attività commerciali e/o produttive negli stessi locali

 

CASTIGLIONE, relazione (il sindaco detiene anche la delega al commercio). «Questa è una possibilità in più che si dà alle attività commerciali, in linea con una direttiva prima europea e poi nazionale. Il comune di Ortona si allinea quindi a ciò che tanti altri comuni hanno già attuato». Subito dopo la segreteria del sindaco ha fatto pervenire il seguente comunicato stampa. «Con questo regolamento – si legge nella nota – sarà possibile avere anche a Ortona negozi in condivisione ovvero sarà possibile a più commercianti di coesistere, ciascuno con la propria merce e la propria licenza, in uno stesso locale. Il principio – prosegue il comunicato – è lo stesso del cosiddetto coworking: spazi destinati ad uffici, affittati in maniera condivisa da imprese e professionisti non legati tra loro che si mettono assieme per avere più servizi a minor costo. Un fioraio potrebbe decidere, insomma, di dividere il proprio negozio e quindi le spese d’affitto e luce, con un pasticcere: la vetrina dei dolci da una parte, e dall’altra i cesti delle rose e dei gigli. Il regolamento comunale si compone di sei articoli e prevede una serie di parametri e requisiti per questi plurinegozi, il principale riguarda la superficie complessiva che non potrà superare i 250 metri quadrati, in maniera tale da non diventare dei veri e propri centri commerciali».

 

DI NARDO, intervento. «Non vorrei che i costi di affitto fossero destinati ad aumentare. Vorrei fosse inserito un punto sulla salvaguardia dei prodotti “made in Italy”. Il rischio è che extracomunitari e altri tipo di attività si inseriscano. Vorremmo dare priorità ai commercianti italiani. Per il resto, è un buon regolamento e voterò a favore».

 

MONTEBRUNO, risposta: «Quella del “made in Italy” è un’aspirazione che tutti hanno, ma un regolamento comunale non può imporre restrizioni su regolamenti nazionali ed europei come la direttiva Bolkestein. Auspico una votazione all’unanimità».

 

DI SIPIO, intervento. «D’accordo con il regolamento, si invogliano i ragazzi a rimanere qui e a credere nel territorio. Non condivido il pensiero del collega Di Nardo: rivendico infatti di far parte dell’Europa e di essere una cittadina comunitaria».

 

POLIDORO, intervento. «Creare queste micro-reti non può che creare un impulso per il commercio».

 

Regolamento approvato all’unanimità

 

VII

Approvazione Regolamento di disciplina delle riprese audiovisive delle sedute del Consiglio Comunale

 

Questo è un punto – come ha ricordato il Presidente Rabottini – che già era stato discusso nelle commissioni consiliari e sul quale il consiglio ha provveduto ad una “ratifica”. Il regolamento, in sintesi – ha informato il segretario Di Fabio – dota il Comune di un canale streaming dedicato, sulla piattaforma YouTube. Sarà presente, inoltre un link di ogni seduta che ne permetterà l’archiviazione.  Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, il consigliere Montebruno ha fatto sapere che è stata già cablata l’aula, che sono stati chiesto dei preventivi, e che la conclusione dell’iter tecnico è prevista per il 31 dicembre. Infine, il regolamento garantisce l’attività di ripresa anche da parte di terzi.

 

Il regolamento è approvato all’unanimità.

 

VIII

Approvazione Regolamento di Polizia mortuaria

 

Punto all’odg rinviato all’unanimità.

 

IX

Comitato del Porto - Nomina Componenti dell'Assemblea Generale

 

VERI, intervento: «Faccio notare che il regolamento del Comitato Porto risale a più di vent’anni fa mentre nel frattempo sono state approvate due riforme in tema di portualità, prima nel 1994 e poi nel 2016 quando sono state costituite le attività di sistema portuale. Questo regolamento quindi è obsoleto e deve essere rivisto totalmente. Ad ogni modo, se questo comitato serve per il progresso della città ben venga, purché non sia un organo solo ai fini della spartizione del controllo».

 

CASTIGLIONE, risposta: «La precedente amministrazione non ha riconosciuto a questo comitato il giusto peso, nominando tre persone nel suo staff come collaboratori sul porto. Per quanto riguarda il regolamento, riteniamo opportuno che le indicazioni circa le modifiche da fare dovranno provenire proprio dal Comitato porto che andiamo ad istituire. Già da qui si vede la nostra reale intenzione di dare il giusto riconoscimento a questo comitato».

 

N.B. Il Comitato porto si compone, secondo il regolamento, del sindaco più l’assessore competente, 5 consiglieri (3 di maggioranza e 2 di minoranza), più 11 esperti con almeno tre anni di esperienza in materia.

 

Le nomine sono state sottoposte a votazione e approvate all’unanimità dal consiglio mediante tre votazioni differenti (membri di maggioranza, di minoranza e tecnici). Questi i membri del comitato: Leo Castiglione (che detiene anche la delega al porto), Luigi Polidoro, Fabrizio Leonzio, Nicoletta Di Meo, Peppino Polidori, Guorgio Marchegiano, Rocco Boromeo, Achille Bottega, Tommaso Caraceni, Franco Cespa, Giovanni Iannunci, Michael Maranca, Tommaso Nervegna, Giuseppe Pasquini, Davide Tucci, Ennio Tiberio, Mauro Zappalorto.

 

X

Adesione alla Fondazione di partecipazione "Istituto tecnico superiore della mobilità sostenibile - Provvedimenti"

 

Punto all’odg rinviato all’unanimità

 

XI

Ordine del giorno del consigliere Nadia Di Sipio relativo alla videosorveglianza del territorio ortonese

 

DI SIPIO, intervento: «Durante il mio periodo di assessorato nella precedente amministrazione, è stata fatta una determina di settore dove avevamo stanziato fondi e rimesso in funzione le telecamere per la videosorveglianza. Con la convenzione tra prefettura e Comune di Ortona erano stati stanziati circa 83 mila euro. Infatti, l’estate scorsa sono state trovate persone che hanno commesso reati grazie proprio a queste telecamere».

 

TOTARO, assessore competente, intervento. «Qualcosa era stato fatto, è vero, ma non nel modo giusto. Bisognava dare un incarico di manutenzione per queste telecamere. Ogni rottura si accumulava ad altre non riparate, giungendo ad una situazione critica. Pertanto, lo scorso 20 novembre l’ufficio tecnico ha richiesto preventivi a varie ditte. Entro dicembre si individuerà la ditta ed a gennaio ci sarà il primo intervento a cui seguirà un regime di manutenzione costante. L’impianto si estenderà da Porta Caldari fino al Castello Aragonese e verrà ulteriormente implementato fino alle frazioni».

 

VOTAZIONE MOZIONE-DI SIPIO: approvata all’unanimità

 

XII

Mozione del consigliere Giorgio Marchegiano ad oggetto "Completamento della toponomastica e della numerazione civica"

 

MARCHEGIANO, relazione. «Il 23 settembre il consiglio comunale ha nominato i nuovi membri della commissione toponomastica. Questa commissione ha senso di esistere se raggiunge obiettivi. Siamo giunti alla conclusione che fosse importante dare un ruolo attivo in merito a questa problematica di incompletezza relativa alla numerazione dei civici. Questa mozione impegna amministrazione e sindaco a dare seguito a quanto già fatto. Vista la situazione di cassa non delle migliori, abbiamo deciso di spalmare la cifra per risolvere in modo definitivo questa problematica nel triennio, chiediamo però non subisca variazioni».
 

CASTIGLIONE, intervento. «La toponomastica è una delle prime commissioni che abbiamo costituito, proprio perché una delle priorità cittadini. Tutti vogliamo che questo avvenga “il prima possibile”, non occorre un termine». Il sindaco in questo modo ha fatto una proposta di modifica della mozione riguardo le tempistiche».

 

POLIDORI, replica al sindaco. «Non ho mai visto nessun atto comunale dove si riportasse come termine “il prima possibile”. Se l’amministrazione non è in grado di calcolare il tempo per mettere dei numeri civici allora ci dica che non lo farà. Vi esorto ad approvare così come proposta questa mozione, senza l’emendamento “il prima possibile”».

 

VOTAZIONE DELL’EMENDAMENTO “IL PRIMA POSSIBILE”: approvato

 

Favorevoli: 11 (maggioranza)

Contrari: Di Sipio, Marchegiano, Di Nardo, Polidori.

 

VOTAZIONE MOZIONE-MARCHEGIANO COME EMENDATA: approvata

 

Favorevoli: maggioranza, Di Nardo, Marchegiano, Di Sipio

Astenuto: Polidori

 

 

 

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