Piano sociale e Piano regolatore al vaglio di Ortona Popolare. Il report dell'evento

02/02/2018

ORTONA, 1 febbraio 2018 – Due i temi trattati durante l’incontro presso la sala Eden, organizzato da Ortona Popolare, associazione coordinata da Gianluca Coletti. È lo stesso Coletti ad introdurre Francesca Licenziato, fra l’altro candidata alla camera nel collegio Lanciano-Vasto-Ortona col movimento di Pietro Grasso “Liberi e Uguali”, che è intervenuta riguardo il primo dei due temi discussi: le criticità nella gestione dei servizi comunali su sociale, scuola e biblioteca, che Ortona Popolare evidenzia.

 

 

Francesca Licenziato: «Inizio il mio discorso parlando dell’ultima riunione che l’amministrazione ha convocato sul tema del disagio giovanile: è accaduto di tutto. Docenti e dirigenti non erano neanche a conoscenza della riduzione drastica effettuata dopo l’insediamento dell’amministrazione attuale. Le modifiche apportate hanno infatti dimezzato i fondi per le scuole, quelli per lo sportello psicopedagogico, per i laboratori per la devianza giovanile e tanti altri servizi, tutti finalizzati a colmare i bisogni che erano stati individuati con le tante rilevazioni effettuate. Tali fondi ammontavano inizialmente ad un totale di 44 mila euro e sono stati portati a 20 mila. La differenza è stata investita in un nuovo progetto per il centro di aggregazione giovanile, che si attiverà di pomeriggio con la collaborazione dell’associazionismo e del terzo settore ma non di certo con gli operatori educativi, gli assistenti o le psicologhe che abbiamo a disposizione. Abbiamo appurato ciò alla pubblicazione del Piano sociale con relativa delibera sul sito del comune. A ragione di questo, il 10 novembre abbiamo tenuto un incontro alla sala Eden dove abbiamo ravvisato la cittadinanza riguardo i tagli sulla scuola, la riduzione degli orari per i mediatori culturali e la riduzione per lo sportello degli stranieri. La mia domanda allora è questa: possibile che si sottraggano fondi a cose importantissime come queste? Perché nessuno ha denunciato questa situazione? Voglio ricordare che la delibera per l’approvazione del Piano sociale è stata votata favorevolmente anche dal consigliere del Pd Nadia Di Sipio, che durante questo mese di disservizi, pensiamo alla biblioteca, non ha proferito parola».

 

«Altro punto di cui voglio parlare – continua l’ex-dirigente scolastico Francesca Licenziato – è la questione che ha fatto emergere il nome di Diana Gallucci, mia ex collega, che si è spesa tantissimo per la stesura del Piano sociale fino al giorno del suo pensionamento il 1 settembre 2017. È stata incolpata ingiustamente di questi tagli, senza diritto di replica, e come lei anche gli operatori che lavorano nelle scuole sono stati danneggiati da questa vicenda (la Licenziato si riferisce all'intervento dell'assessore Roberta Daloiso durante il V punto all'odg del consiglio comunale del 23 settembre, ndr)».

 

«Un altro aspetto importante da considerare – riprende la Licenziato – è che il Piano sociale regionale prevede la possibilità di scelta da parte dell’ente della co-progettazione o dell’appalto. Nel progetto di partenza, redatto circa un anno fa, si prevedeva la quasi totalità di sviluppo dei progetti con la co-progettazione. In quel caso si sarebbero potuti salvare i posti di lavoro dei co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi, ndr) e si sarebbero potuti recuperare tanti altri fondi. L’ente preposto ha invece scelto la modalità di gara d’appalto per l’affidamento di quasi la totalità dei servizi. Chiunque vincerà queste gare quindi non è detto faccia continuare a lavorare quelle persone, come proprio i co.co.co, che chiaramente sono state anche formate per il loro compito con i soldi della cittadinanza. Quindi, dal primo gennaio molti servizi sono ridotti o sospesi, dai servizi sociali a quelli della biblioteca, dall’alternanza scuola-lavoro (su cui molti docenti si sono trovati in serie difficoltà perché vi era una calendarizzazione fino al mese di maggio) al servizio CIPI (Centro Interattivo Prima Infanzia, ndr), comprese le ludoteche. Il comune, infatti, una volta deciso di effettuare le gare d’appalto ha avuto ben quattro mesi per pianificarle, invece non solo non è stato fatto nulla, ma ci ritroviamo ora con tutti questi disservizi. Le famiglie inoltre devono compartecipare adesso al servizio fruito, come il CIPI, senza essere stati avvisati. Tutto questo poteva essere evitato se ci si fosse mossi per tempo rispetto al primo gennaio. Se assistenti educativi e mediatori culturali sono gli unici servizi attivi dal giorno 8 di gennaio, di contro non c’è stato ancora nessun contratto firmato da parte di nessuno. Inoltre, non ci sono né delibere né determine dirigenziali riguardo l’attivazione o la proroga dei contratti co.co.co. Com’è possibile – conclude l’ex assessore della giunta d’Ottavio – che non sia stata capita l’importanza che offrono alla comunità questi servizi? Dov’era l’assessore con delega alla scuola, quando venivano effettuati tutti questi tagli drastici? Non ha aperto bocca».

 

Continuano gli interventi sul Piano sociale con Gianluca Coletti.

 

«Il Gruppo di piano – commenta Coletti – composto da rappresentanti di più istituzioni, nella riunione dove si è approvata la versione precedente del Piano sociale ha deliberato un progetto di piano in linea con l’esperienza e l’eccellenza da sempre avuta nella nostra Città. Cambiando l’amministrazione comunale è evidente come quelle che erano le "schede obiettivo" a cui personalmente, da assessore, ho contribuito, potenziando ciò che già funzionava bene ed introducendo elementi di novità, siano state stravolte. Sono state inserite, infatti, alcune "schede obiettivo" nuove, rivedendo i budget per altre. Mentre nella premessa si vogliono potenziare molti servizi, nella pratica effettiva delle schede sono stati in realtà tagliati servizi alla scuola, agli stranieri, e i servizi di integrazione. Quindi in fretta e furia all’atto pratico sono stati soltanto dirottati i fondiAltra criticità – prosegue il coordinatore di Ortona Popolare – è il fatto di aver previsto l’appalto ma non aver predisposto nulla successivamente. Tutti questi problemi – conclude Gianluca Coletti – nascono perché è stato fatto un lavoro discorde con quanto progettato nei mesi precedenti».

 

A seguire è intervenuta l’ex dirigente scolastico Diana Gallucci, ora in pensione:

 

«Mio malgrado – dichiara la Prof.ssa Gallucci – mi sono trovata protagonista di una situazione a mia insaputa. Quando è stato presentato il Piano sociale alle scuole non sono stata neppure convocata. Con la delega direttamente dall’ufficio regionale, ho rappresentato le scuole dell’ambito all’interno del Gruppo di piano fino a pochi mesi fa. Il 20 giugno, infatti, sono stata presente all’ultima seduta, definendo tutte le schede relative al mio ambito. Temevo, in quell’occasione, che ci fosse la volontà di sottrarre qualcosa alla scuola, e mi sono battuta fino in fondo affinché ciò non accadesse. I fondi destinati alla scuola nel progetto originario ammontavano a circa 44 mila euro. Il 1 settembre sono andata in pensione e, anche rassicurata dal dirigente di Chieti, ho creduto che questo non avrebbe intaccato la mia posizione nel gruppo. Il 6 settembre sono venuta a conoscenza di una riunione a mia insaputa, non avendo ricevuto la convocazione, in cui ci sono state effettuate variazioni ai fondi. Questo è legittimo, in quanto l’approvazione del Piano è compito della Conferenza dei sindaci. Ma al Gruppo di piano precedente non era stato assolutamente notificata la volontà di queste modifiche. Ho manifestato dunque al sindaco Leo Castiglione il mio timore per i tagli alla scuola  e sono stata nuovamente rassicurata sul fatto che nulla sarebbe cambiato. Alla fine, mi sono resa conto che la differenza di fondi era di circa 20 mila euro. Nella presentazione del Piano e della scheda relativa alla scuola è stato addirittura detto che se i tagli ai fondi erano avvenuti, probabilmente erano stati avallati dal rappresentante della scuola, riferendosi quindi a me. Ho ovviamente già preparato una comunicazione alle scuole dell’ambito in cui chiarisco la mia posizione del tutto estranea a questi tagli. Si è tolta – conclude la Gallucci – la possibilità alla scuola di avere un valore aggiunto a quella che è la sua azione ed efficacia sulla comunità intera».

 

Infine, torna a precisare Coletti, concludendo il discorso sul Piano sociale che, dal suo punto di vista: «Grazie al lavoro fatto nel tempo, Ortona era molto all’avanguardia su questi temi, tant’è che siamo stati presi a modello da molte realtà. Quanto discusso finora rischia di farci tornare invece indietro nel tempo. Le proposte che noi formalizzeremo all’amministrazione potrebbero essere quelle innanzitutto di risolvere l’urgenza del blocco dei servizi come la biblioteca. E come fare? Facendo una cosa molto semplice: storniamo quei 24 mila euro per un’azione molto discutibile che è la scheda di questo fantomatico centro aggregativo giovanile, prendiamo quelle risorse e ristabiliamo un equo budget per sopperire al fabbisogno della scuola. Questo si può fare perché il Piano è un programma, un progetto, e rilevata una diversa necessità o bisogno può essere rimodulato. L’amministrazione comunale, in quanto capofila tra i comuni d’ambito (Ortona, Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Giuliano Teatino, Orsogna, Poggiofiorito, Tollo, ndr), può e deve rivedere questo piano anche dopo la sua approvazione. Abbiamo acceso decine di riflettori su questo nuovo centro di aggregazione giovanile perché siamo convinti che il conflitto di interessi non riguardi solo il politico, il dirigente o il funzionario, ma riguardi anche chi dice di voler fare il bene della comunità e si mette a disposizione della comunità. Se ci si mette a disposizione della comunità dunque, si lavora per tutta la comunità e non solo per quella che si frequenta. È stato tradito quanto detto anche nei programmi elettorali: valorizzare il terzo settore, potenziare le associazioni e così via. E l’appalto, proprio per questi motivi, non ha alcun senso, e andrà inoltre a scadere il 31 dicembre di questo stesso anno (2018, ndr). L’assurdo di tutta questa vicenda – chiosa Gianluca Coletti – è anche che stiamo ragionando con un’amministrazione comunale che hai i soldi già tutti a disposizione. Il fondo sociale nazionale e quello regionale sono già nelle casse comunali, sono soldi che devono essere solo spesi e rendicontati. Chiudere quindi una biblioteca, pregiudicare i servizi alle scuole, tutto con i soldi in tasca, è un ragionamento e una valutazione su cui vorrei la cittadinanza riflettesse».

 

 

Piano regolatore. Il secondo tema della serata è il Piano regolatore, sul quale interviene ancora Coletti. «Questa vicenda è quasi follia. Abbiamo un plico di circa 100 documenti pronti da portare in consiglio comunale, e abbiamo la revisione modifica e integrazione dello strumento urbanistico bocciato dal Tribunale Regionale nel dicembre 2012. Abbiamo risolto tutte le criticità che erano state evidenziate nella conferenza dei servizi del 2011: si è fatta la valutazione ambientale strategica, abbiamo fatto la “microzonazione sismica”, individuando cioè i punti di costruzioni critiche sul territorio; si è effettuata la classificazione acustica del territorio. Con questi documenti abbiamo appunto sollecitato ad agosto l’amministrazione con una PEC, dicendo come fosse tutto pronto. Questo lavoro, costato complessivamente 120 mila euro dal 2012, ha impiegato risorse della comunità ortonese stessa. Voglio ricordare, inoltre, che per il quadro normativo vigente ormai da 10 anni, se il piano regolatore trasforma il terreno da agricolo ad edificabile, il proprietario è costretto a pagare le relative tasse. Questa situazione è, ovviamente, ingiusta. Votando quello strumento in consiglio comunale (il PRG, ndr), come effetto immediato, ad esempio, 109 famiglie non pagherebbero più l’IMU sui terreni edificabili, facendo così in modo di retrocedere quei terreni ad agricoli. Questo strumento quindi tutelerebbe il suolo agricolo, riducendo l’edificabilità sul nostro territorio. Da questa amministrazione però non è stato mosso un dito neanche sul Piano demaniale marittimo. Consci di questo, il 22 gennaio abbiamo sollecitato di nuovo l’amministrazione, chiarendo come ci sia veramente poco da fare per rendere questo PRG effettivo».

 

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