Via Massari: un punto all'odg durato tre ore sul quale non si placano le polemiche. Ecco cosa è successo

Un tema tornato d'attualità lo scorso 23 settembre in consiglio comunale. Il punto all'ordine del giorno era stato in quella sede rinviato ed è riapparso nell'ultima seduta, dando luogo ad una discussione durata circa tre ore. L'opposizione attacca: "blocchiamo l'iter". La maggioranza risponde con fermezza: "siamo contrari ma non possiamo sottrarci ad approvazione". Intanto dall'operazione il Comune incasserà 150 mila euro da investire sullo Zambra.

 

 

Si è giunti, fra polemiche accese, al giro di boa di una tortuosa vicenda amministrativa cominciata nel 2016, sotto la giunta guidata dall’ex sindaco Enzo d’Ottavio. Si tratta, in soldoni, di una serie di misure che hanno aperto la strada alla costruzione di un insediamento commerciale di media distribuzione in via Massari, vicino al canile comunale. Precisamente, la struttura dovrebbe sorgere nell’area dell’ex officina meccanica “D’Ottavio” e in quella adiacente, anche se è difficile al momento prevedere quando. Ciò che si sa, è che vi si insedierebbe un punto vendita della catena nazionale dei discount “Todis”.

 

L’amministrazione Castiglione è riuscita però ad ottenere dalla “Dima”, la società immobiliare proprietaria del fabbricato preesistente (l’ex officina), la cifra di 150 mila euro come plusvalore conseguente al cambio di destinazione d’uso dell’area, da artigianale e agricola a commerciale e per servizi. L’operazione è stata resa possibile modificando, con la delibera di giunta n. 45 dello scorso 16 febbraio, la convenzione fra la “Dima Immobiliare” ed il Comune. Convenzione che, in precedenza, prevedeva come plusvalore la cessione da parte della società immobiliare di una porzione di terreno di fronte al canile sul quale realizzare un parco. La decisione fu presa dalla giunta d’Ottavio e fu votata in consiglio comunale, che approvò il testo con una maggioranza risicatissima (7 contro 5).

 

L’area che doveva essere ceduta al Comune aveva un valore pari a 93 mila euro, ovvero l’80% del plusvalore stimato dall’Ufficio urbanistica comunale (i famosi 150 mila euro). Ora, con l’amministrazione Castiglione, quell’area resta alla “Dima”, ed il Comune ottiene, questa volta “cash”, il 100% del plusvalore stimato pari a 150 mila euro, appunto. Soldi che verranno utilizzati per la ristrutturazione della sala del cinema “Zambra”, come previsto dalla modifica della convenzione Dima-Comune, approvata quindi il 5 marzo in consiglio comunale, a maggioranza (12 contro 5), dopo tre ore di accese discussioni in aula. Ristrutturazione ancora da progettare ed appaltare e che quando sarà effettuata, sicuramente ridarà alla città non soltanto un cinema ma, immaginiamo, una sala polivalente in grado di ospitare eventi culturali e istituzionali di vario genere, viste anche le pessime condizioni in cui versa la Sala Eden.

 

Resta comunque da approvare il Progetto Integrato di Intervento, come modificato proprio nel consiglio comunale dello scorso 5 marzo. Dunque, la “vicenda via Massari”, con tutte le sue polemiche politiche, non sembra finire qui e si appresta a tornare di nuovo in assemblea.

 

L’oggetto del contendere, prima del consiglio comunale del 5 marzo, durante lo stesso, e nelle ore successive fra comunicati stampa e social network, non è tanto sulla scelta politica di costruire un “centro commerciale” (e sono sorte anche polemiche semantiche, con la maggioranza che invita a parlare di discount), quanto la possibilità dell’attuale corso amministrativo di stoppare o meno l’iter procedurale.

 

Dunque, fermo restando che l’indirizzo politico di permettere la costruzione di un’attività commerciale in quella zona è, infatti, da attribuirsi oggettivamente all’impulso dell’amministrazione d’Ottavio – al quale in consiglio l'allora consigliere di minoranza Leo Castiglione si era duramente opposto, fra l'altro dicendosi ancora oggi contario – lo scontro politico è ruotato e continua a ruotare intorno ad una domanda: possono (potevano) gli attuali amministratori sospendere l’iter?

 

Al netto di "responsabilità" precedenti, la vicenda appare piuttosto complessa e delicata sul piano amministrativo, che vede interfacciarsi il pubblico con un privato giunto a proporre ricorsi legali, che avrebbero potuto portare il Comune a risarcire la ditta stessa (come riportato nel testo della delibera della Giunta Castiglione, al punto n. 23). Il tutto a cavallo di due consiliature, peraltro con un commissariamento di mezzo.

 

Sul versante politico, assistiamo ad un vero e proprio scontro fra maggioranza e minoranza attuali, in sostanza con la prima che si dice obbligata ad andare avanti e la seconda che intima allo stop. Per non parlare della recente frana proprio in via Massari, che ha aggiunto altra carne al fuoco, dando un tema ai sostenitori dello stop per urgenti motivi, invocando l'art. 21 quinquies della Legge n. 241 del 1990 (revoca provvedimento amministrativo)L’amministrazione Castiglione, comunque, qualche tempo fa aveva chiesto e ricevuto un parere legale da un avvocato esterno. Nel parere, l’avvocato era dell’avviso che non ci fossero valide circostanze per stoppare l’iter (va detto comunque che la frana ancora non c’era)

 

A questo punto, con l'ausilio di alcuni tweet salienti del nostro live blogging, vi proponiamo di seguito un resoconto di quanto accaduto in consiglio comunale lunedì 5 marzo, nella discussione del centrale terzo punto all'ordine del giorno.

 

Il primo ad intervenire nella discussione preliminare è stato il consigliere Angelo Di Nardo, che successivamente in un comunicato parlerà di "giravolte di un sindaco in continuità col passato".

Ha preso poi la parola Giorgio Marchegiano, il quale ha sollevato quelle che per lui ed il collega Emore Cauti sono le "ripercussioni negative sulla sicurezza del territorio, sugli assetti urbanistici e sulle possibilità di svuiluppo del commercio nel centro urbano e nel quartiere Fontegrande", come si leggerà nel loro comunicato post-consiglio.

Marchegiano subito dopo ha attaccato il sindaco leggendo un suo intervento passato col quale si mostrava contratrio al procedimento. 

Facendo eco a Marchegiano è intervenuto poi Peppino Polidori che nel suo comunicato a margine del consiglio parlerà di "concessione portata in fretta e furia in consiglio comunale da sindaco e giunta, dopo aver aspettato per mesi inermi".

 

La parola è passata poi all'esponente di maggioranza Saul Montebruno, che ha preso le difese del sindaco e del vicesindaco Vincenzo Polidori (allora consigliere di minoranza proprio insieme a Castiglione).

Montebruno ha lanciato anche una frecciata a Peppino Polidori (capogruppo di Forza Italia), accusando in sostanza i suoi colleghi di partito quali responsabili del mancato stop al procedimento "quando era possibile", per la loro assenza in consiglio comunale.

A conclusione del suo intervento, Montebruno ha lanciato un paio di stoccate alla minoranza.

Ad intervenire dopo Montebruno è stata Simonetta Schiazza. La consigliera subentrata di recente all'ammiraglio Veri, nel 2016 era assessore al commercio nella giunta d'Ottavio, ma votò contro quando questa approvò la delibera con la quale si perfezionò la convenzione precedente fra "Dima" e Comune.

La Schiazza, con "libertà di scelta" ha interpretato così la richiesta pervenuta all'ente comunale dalla Regione il 6 aprile 2017  (in pieno commissariamento) col quale si richiedeva "esplicito atto d'adozione da parte del consiglio comunale della variante al Piano regionale paesistico". Posizioni che la consigliera ribadirà in un comunicato sull'odg in questione. 

 

La consigliera del Pd Nadia Di Sipio, invece, su questo punto è stata, sostanzialmente, sulla stessa lunghezza d'onda della maggioranza.

 

 

Lo stallo in consiglio comunale.

Terminata la discussione preliminare, Giorgio Marchegiano ha presentato sei emendamenti al testo da deliberare, anche a firma del collega Emore Cauti. Gli emendamenti proponevano di sospendere il procedimento, suborndinando la sospensione a diverse azioni, fra le quali quella c'era quella di una "commissione di studio".

N.B. Nel tweet parliamo di "quinto ed ultimo", trattasi di un errore in quanto c'è stato un attimo di confusione nel coordinamento fra il consigliere e la presidenza.

 Di seguito le dichiarazionio di voto.

L'intervento del sindaco Leo Castiglione: "La nostra decisione politica è di investire sullo Zambra, non siamo responsabili di questo procedimento. Ero contrario allora e sono contrario oggi".

La votazione: 12 favorevoli, 5 contrari.

 

Nonostante la sospensione chiesta durante il consiglio comunale del 23 settembre, dove si auspicava una collaborazione fra maggioranza e minoranza, si è arrivati ad approvare questa delibera tra tantissime polemiche ed opposizioni. A questo punto, sembrerebbe opportuno chiedersi come, da quel 23 settembre ad oggi, dopo oltre 5 mesi, si possa esser giunti ad uno scontro del genere, viste le premesse di collaborazione.

 

 

 

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