Le ZES alle battute finali: la posizione di Ortona. Il report di 66026 dell'incontro pubblico del Comune delle Idee

27/03/2018

Entro aprile le Zes devono definirsi le perimetrazioni ed il potere decisionale è quasi tutto nelle mani della Regione. Intanto il sindaco Castiglione promuove due incontri pubblici con operatori industriali e cittadinanza per discutere della posizione di Ortona. Ieri, nell'incontro pubblico promosso dall'associazione "Il Comune delle Idee", abbiamo avuto un antipasto di quello che è l'orientamento dell'amministrazione sul tema. Di seguito il nostro report dell'assemblea pubblica.

 

Nella serata di lunedì 26 marzo, l’associazione Il Comune delle Idee si è riunita pubblicamente. In questa sede è stato prima presentato il bando “Culturability 2018” di Unipolis, che è in scadenza ma può rappresentare – come ha affermato lo stesso Cosimo Sparapano introducendo il bando ai presenti – un’opportunità futura per la Città. È stato inoltre presentata l’iniziativa nazionale WalkZone, alla quale si può aderire contattando l’associazione stessa.

Presenti all’incontro diversi operatori industriali del territorio ortonese. Infatti, come da programma si è parlato soprattutto di Zes, la Zona economica speciale, da ormai diversi mesi al centro del dibattito politico, seppur in maniera fumosa, intorno al quale si comincia, man mano che le scadenze si avvicinano, a fare chiarezza.

 

Entro aprile la Regione Abruzzo dovrà fare la sua proposta di Piano di sviluppo strategico al governo centrale. Ortona sarà senza dubbio al centro dei progetti in qualità di città portuale ma è da capire come lo sarà dato che l'amministrazione comunale ha, di fatto, scarso potere decisionale in materia.

 

Cosa significa "ZES"?

 

Acronimo di Zona economica speciale, consiste in un area geografica che gode di una diversa legislazione ecomica che dà alle imprese ivi presenti delle agevolazioni fiscali e burocratiche, nel nostro caso sotto forma di crediti d’imposta per investimenti e delle semplificazioni amministrative, con l'obiettivo di favorire gli investimenti. Questo regime privilegiato non è permanente. Infatti, non può essere inferiore a sette anni e superiore a quattordici, ma è prorogabile fino a un massimo di ulteriori sette anni. Tuttavia, per il finanziamento della misura sono previsti 25 milioni di euro nel 2018, 31,25 milioni di euro nel 2019 e 150,2 milioni di euro nel 2020, a valere sul FSC (Fondo per lo sviluppo e la coesione) 2014-2020. Bisogneranno quindi attendere, dal 2020, le nuove coperture del programma FSC. Clicca qui per sapere di più sulle Zes in generale, e qui per saperne di più riguardo al nostro caso specifico.

 

Il riferimento normativo è il decreto-legge 20 giugno 2017 n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017 n. 123, e, in particolare, l’articolo 4 che prevede la possibilità di istituire nelle regioni meno sviluppate e in transizione, così come individuate dalla normativa europea delle Zone economiche speciali.

 

L’Abruzzo rientra nell’area ed Ortona – come da decreto attuativo n. 12 del 25 gennaio 2018, altro riferimento normativo – a sua volta ne è potenzialmente protagonista, avendo un porto, almeno sulla carta, rilevante. Dall'articolo 3 (allegato di seguito) del decreto attuativo si evince, infatti, che il requisito naturale di un’area Zes è la presenza, all'interno della stessa, di una “area portuale”.

 

Eppure, non è stato sempre così. Il decreto iniziale prevedeva che l’area portuale fosse già inserita nel circuito europeo denominato Ten-T, il corridoio intermodale europeo dal quale, per ovvi motivi infrastrutturali e strategici, l’Abruzzo ne è da sempre escluso. Di seguito l'ex art. 4.

 

L'ex art. 4

 

L’apertura a tutte le aree portuali del meridione d’Italia, fa sì che si apra una possibilità per l’Abruzzo e per Ortona di mettere un primo tassello che colmi almeno in parte il “gap” ben visibile sulla mappa Ten-T, di seguito allegata. Tutto starà nella vision che la Regione metterà in campo per la stesura del Piano di sviluppo strategico da sottoporre al governo centrale. La nostra impressione è che, questo Piano, più strategico sarà in ottica porto, meglio sarà per l'Abruzzo.

 

Non a caso, lo stesso Leo Castiglione, a margine dell’incontro ha affermato come l’inserimento del porto nella Zes metta «fretta» a due opere in itinere sulla Città di fondamentale importanza: il dragaggio del porto e la cosiddetta “bretella” di collegamento fra il Porto regionale di Ortona e il casello di Ortona dell'autostrada A/14.

Come ha ricordato l’assessore Francesco Falcone nell’incontro, «la Regione sta provvedendo a realizzare una Zes interregionale con il Molise», prevista dall’art. 4 del decreto attuativo. «Come è emerso da un incontro in Molise promosso dall’Anci – ha proseguito Falcone – è emersa la volontà delle aziende legate all’automotive del Sangro di inserirsi in questo progetto, insieme al settore agroalimentare per quanto riguarda il Molise».

Il decreto attuativo di cui sopra, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 26 febbraio. In seguito a questa pubblicazione, come ha riferito ancora l’assessore Falcone, è stata convocata la commissione consiliare allargata per discutere della Zes.

 

La Zes e Ortona. Quali prospettive?

 

Da un’attenta analisi della normativa, emerge che l’Abruzzo ha la possibilità di proporre la perimetrazione di un’area Zes limitata ad un massimo di 1700 ettari. Il motivo è che le dimensioni dell’area sono legate al requisito della densità di popolazione. Inoltre, assieme alla presenza “obbligatoria” di un’area portuale per dar luogo ad una Zes, la norma prescrive un nesso logistico fra quest’area e quelle circostanti, anch’esse da inserire nella Zes. La partita per vedere Ortona protagonista nella Zona economica speciale è, dunque, da giocarsi intorno a quest’ultimo aspetto del nesso logistico, come lo stesso assessore Falcone ha affermato nell’incontro, ossia proponendo “lo sviluppo delle zone industriali legate al porto, che è proprio il senso della Zes”.

 

Tuttavia, il pallino decisionale, come dicevamo all’inizio, è tutto nelle mani della Regione che detiene il potere propositivo della Zes. Inoltre, qualora il progetto di Zes dovesse andare a buon fine, la sua gestione sarebbe affidata ad un comitato d’indirizzo, nel quale non è prevista la partecipazione degli enti locali (i Comuni), se non per quanto riguarda meri adempimenti burocratici. Il Comitato di indirizzo è composto, ai sensi della normativa, dal Presidente dell'Autorità portuale (che lo presiede), da un rappresentante della Regione, o delle regioni nel caso di ZES interregionale, da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri e da un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il numero massimo dei componenti del Comitato di indirizzo non può essere superiore a cinque.

 

«La nostra attività – ha affermato in proposito il sindaco Leo Castiglione – deve essere di insistere per collaborare al Piano di sviluppo strategico. La nostra forza dobbiamo esercitarla adesso, perché nel comitato di indirizzo non ci saremo e decideranno altri per noi. Le garanzie dobbiamo chiederle ora».

L'art. 5 del decreto attuativo 12/2018 che prevede un ruolo di contorno per i sindaci

 

Cosa pensa di fare l’amministrazione? La "strategia" del retroporto e l’incontro con le attività produttive e la cittadinanza dopo Pasqua.

 

«La volontà dell’amministrazione – ha affermato l’assessore Falcone – è quella di valorizzare l’elemento chiave della Zes, inserendo aree industriali ortonesi come retroporto», un’opzione prevista dal decreto attuativo (comma 2, art. 3). «L’idea – ha concluso poi l’assessore – è quella di legare la zona industriale al porto denominandola come retroporto, e improntandola su attività di logistica e servizi».

L'art. 3, comma 2 del decreto attuativo 12/2018

 

Insomma, molti saranno i comuni abruzzesi che cercheranno di beneficiare di questa Zona economica speciale, ma bisognerà comunque garantire che quest’area venga razionalizzata al meglio intorno al porto, punto di riferimento naturale di una Zes, come prevede la legge in un’ottica sinergica. Riguardo a ciò, il sindaco Castiglione ha aggiunto che “bisogna capire se l’asse della Marruccina può rientrare nella Zes, oltre alla zona industriale, per migliorare l’operatività portuale».

 

«Abbiamo intenzione – ha annunciato Castiglione – di fare due incontri, il primo con le organizzazioni di categoria, il secondo con la Città. La Città deve sapere che cosa andiamo a fare. La Zes – ha proseguito sul punto il primo cittadino – potrà essere l’occasione di rilancio della nostra cittadina, ma vogliamo essere trasparenti sulla nostra idea di Zes per Ortona. I tempi sono stretti, dopo Pasqua inizieremo».

 

L’intervento di Castiglione si conclude con la sottolineatura della «linea politica» dell’amministrazione. «Avendo il porto, elemento fondamentale di tutto il discorso, abbiamo un potere contrattuale alto. Senza Ortona la Zes non ha senso di esistere. Abbiamo il coltello dalla parte del manico ma non siamo tuttologi, quindi abbiamo bisogno di sentire tutti. La nostra posizione – ha concluso il sindaco – è chiara e trasparente, cioè siamo d'accordo ad incentrarla sui settori automotive e agroalimentare. Ma se ci sarà qualcosa di impattante a livello ambientale non saremo d'accordo, e se la Regione farà diversamente, se ne assumerà le responsabilità politiche».

 

Alla lettera "d" dell'articolo 6 del decreto attuativo 12/2018, si fa cenno alle tipologie di attività da promuovere con la Zes. Tuttavia, appare piuttosto complicato poter determinare a monte chi, presente all'interno del perimetro-Zes, potrà beneficiare del regime agevolato.

 

 

 

 

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