Ospedale, il M5S a Ortona per illustrare il “salva ospedali”. Pettinari si scaglia contro D’Alessandro e Pezzopane. Presenti anche Castiglione e diversi rappresentanti dei Comuni limitrofi. Il report di 66026

18/06/2018

Dopo la chiusura del punto nascita e dei reparti di pediatria e medicina, l’ospedale di Ortona –  che dal primo luglio 2017 ha visto trasformarsi il pronto soccorso a punto di primo intervento –  è tornato al centro del dibattito in Città, sabato 16 giugno, presso la Sala Eden. Al centro della discussione, durante l'incontro tenuto dai due consiglieri regionali del M5S Domenico Pettinari e Pietro Smargiassi, c'è stata la "proposta di legge per salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini ed i piccoli presidi ospedalieri" – di cui già avevamo ampiamente parlato in questo blog – presentata con l’obiettivo di modificare la legge regionale sul “declassamento ospedaliero”. Sono intervenuti nel merito della discussione anche Lucia Di Nucci, presidente del Comitato di Ortona a difesa dell'Ospedale e del territorio, il Sindaco di Ortona Leo Castiglione, nonché i comitati, i primi cittadini e vari rappresentanti dei Comuni di Atessa, Guardiagrele, Penne, Popoli e Tagliacozzo

Nel tardo pomeriggio di sabato 16 giugno, presso la Sala Eden, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Pietro Smargiassi e Domenico Pettinari, insieme al “Meetup” locale, fra cui Danilo Giurastante (che ha moderato gli interventi), hanno incontrato la cittadinanza per esporre le proprie motivazioni in favore della proposta di legge regionale – la cosiddetta “salva ospedali” – che punta alla sospensione di quei decreti regionali che, di fatto, hanno depotenziato l’ospedale di Ortona, assieme a quelli di Atri, Atessa, Guardiagrele, Popoli, Penne, Sulmona e Tagliacozzo.

 

IN COSA CONSISTE LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE "SALVA OSPEDALI"? LEGGI L'ANALISI DI 66026

Lucia Di Nucci e Pietro Smargiassi

 

La prima a prendere la parola è stata Lucia Di Nucci, presidente del Comitato di Ortona a difesa dell'Ospedale e del territorio. «Il Comitato – ha voluto ricordare la Di Nucci – si è battuto a difesa dell'Ospedale ortonese con tutte le sue forze, con azioni di diverso tipo, due su tutte: le 4481 firme presentate in Regione a difesa del punto nascita e la richiesta di tutela e difesa del pronto soccorso, sottoscritta e firmata da 36 medici di base ospedalieri. Il tutto lasciato senza risposta dalla Regione, nel più assordante silenzio, a cui si è aggiunta l'immobilità totale dell'ex amministrazione». La presidente del Comitato ortonese ha poi affermato che per far fronte alla chiusura del punto nascita di Ortona «sarebbe bastato un investimento di circa 30 mila euro per la sua messa in sicurezza, a fronte dei 5,8 milioni spesi per la ristrutturazione dell'ospedale di Lanciano». Ha poi definito il piano di organizzazione sanitario regionale «scollato dai bisogni del suo territorio», aggiungendo che questo «non tiene affatto conto del bacino di utenza, di quasi 70 mila persone, dell'Ospedale ortonese». Parlando poi dei reparti di eccellenza, come quello di senologia e ginecologia, ha affermato che questi debbano rendere orgogliosa la cittadinanza ma che in realtà «per la Regione sono soltanto dei bancomat, perché attraggono mobilità da altre Regioni».

 

Lucia Di Nucci ha concluso il suo intervento dichiarando che «come Comitato non siamo nati con fini o indirizzi politici, ma con questo evento ci siamo sentiti in dovere di supportare nella loro iniziativa il Movimento 5 Stelle, così come abbiamo supportato qualsiasi iniziativa organizzata per il bene della sanità pubblica da qualsiasi provenienza politica»

Da sinistra: Pietro Smargiassi, Danilo Giurastante, Domenico Pettinari

 

Successivamente, è intervenuto il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pietro Smargiassi, il quale ha elencato, dal proprio canto, tutte le criticità a livello sanitario nel territorio abruzzese, che il piano sanitario a firma dell'Assessore Paolucci e del Presidente D'Alfonso avrebbe comportato. «Ciò che è stato fatto ha creato un danno al territorio fin dall’inizio – ha esordito Smargiassi – con la seduta della commissione regionale del 29 ottobre 2015, dove lo stesso Paolucci prevedeva chiusure o comunque declassamenti ai nosocomi di Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne ed Ortona, come da verbale». Punto focale del suo discorso è stato l'atteggiamento verso i cittadini «facendo passare come un dato di fatto inderogabile il decreto Lorenzin, che è stato e doveva essere assolutamente adottato. Ma tutto questo sappiamo che non è vero – ha aggiunto in merito il consigliere – perché si poteva pensare, ad esempio, ad una diversa ripartizione dei servizi sull'intero territorio». A favore della sua tesi ha ribadito che «questo piano presentato dalla Regione non ha mai avuto un confronto, non si è mai dialogato con i sindaci del territorio e nonostante le richieste di chiarimenti da parte dei capigruppo regionali, non si è mai potuti giungere ad un incontro, ed ora – ha ammonito così l'amministrazione regionale – per una miopia politica, si è messo in ginocchio l'intero sistema sanitario». Pietro Smargiassi ha poi continuato la sua disamina mettendo l'accento anche sulle «infrastrutture carenti», indebolendo così l'idea secondo la quale Pescara e Chieti potrebbero da sole reggere l'intero sistema sanitario abruzzese, non essendo – sostiene Smargiassi – collegate adeguatamente con i territori dell'entroterra. «Proprio il territorio interno abruzzese non ha avuto alcun ristoro a seguito di questo impoverimento – ha proseguito Smargiassi – né in termini di imposizioni fiscali, a minori servizi dovrebbero corrispondere minori tasse, né in termini infrastrutturali, chiudendo le strade si dovrebbe mettere in condizione la popolazione di raggiungere facilmente i centri ospedalieri più vicini, ma neanche questo è stato fatto».

 

A proposito di Ortona, il consigliere regionale del M5S ha poi aggiunto che «la perdita di grandi eccellenze come quella del punto nascita, il quale poteva vantare un tasso di mortalità infantile pari a 0, spingeva tantissime persone a venire ad Ortona proprio per questo dato. La sua chiusura – ha ripreso ancora Smargiassi – ci è tuttora inspiegata perché si è volutamente tenuto conto delle 497 nascite dell'ultimo anno a fronte delle 500 richieste, invece di stimare la media sui tre anni, dove avrebbe ampiamente superato la soglia». In conclusione, Smargiassi ha delineato la proposta di legge presentata in Regione: «nell'ottica di contrastare queste decisioni, per noi incomprensibili, che portano ad un potenziamento delle strutture sanitarie, nasce il progetto di legge che porta la firma del consigliere Pettinari, e che mira a tutelare il diritto alla sanità sull'intero territorio e non solo nelle grandi città».

A questo punto, ha preso la parola il firmatario della “salva ospedali”, Domenico Pettinari,  il quale, senza mezzi termini, ha voluto subito rispondere alle ultime dichiarazioni del neo deputato Camillo D'Alessandro proprio in merito alla proposta di legge regionale dei Cinque Stelle

«Qualcuno oggi, forse in preda ad una sindrome bipolare allucinogena – ha affermato senza mezzi termini Pettinari replicando a D’Alessandro – sta cercando di presentare proposte di legge nazionali per riaprire ospedali che loro stessi hanno chiuso. Qualcuno che sedeva fino a qualche giorno fa in Consiglio Regionale, insieme ad un'altra signora che invece sedeva fino a qualche tempo fa in Senato ed è stata riconfermata (il riferimento è alla senatrice Stefania Pezzopane, ndr), sta chiedendo al nuovo Governo di abrogare, rivedere, modificare, riaprire ciò che loro stessi hanno chiuso».

 

Parlando poi della sua proposta di legge, il Consigliere ha ipotizzato la sussistenza di «almeno 7-8 cavilli tecnici» per cui derogare il decreto Lorenzin, affermando che quest’ultimo «deve e doveva fare solo da cornice alla programmazione della sanità nelle regioni, all'interno della quale è il governo regionale stesso che disegna il quadro, decidendo quali distretti chiudere e quali potenziare». L'ultimo articolo del decreto Lorenzin sancisce, di fatto, che:

Questo è stato il punto centrale del discorso di Domenico Pettinari, il quale ha contrapposto a quanto fatto dalla Regione Abruzzo ciò che avrebbero fatto tante altre Regioni, «derogando il decreto».

 

«Con questa proposta di legge stiamo cercando di ottenere l’interruzione di tali decreti almeno per il tempo in cui rimane in piedi il "cratere del terremoto" – ha affermato Pettinari – per quanto riguarda i Comuni di Popoli, Atessa, Guardiagrele, Ortona, Tagliacozzo, Atri, Sulmona e Penne».

 

L’intervento di Pettinari si è concluso con un’ultima aspra critica nei confronti del Governo regionale, accusato di aver operato forti tagli alle strutture pubbliche in favore dell'apertura di 97 centri specializzati privati non convenzionati in tutto l'Abruzzo. «È come se – ha dichiarato il consigliere del M5S – un cittadino in difficoltà andasse a mangiare alla caritas e, non trovando il posto, il volontario gli suggerisse un ristorante stellato».

Da sinistra: Pietro Smargiassi, Danilo Giurastante, Domenico Pettinari, Leo Castiglione

 

Ha preso parte al dibattito anche il primo cittadino ortonese, Leo Castiglione, ribadendo la sua idea in merito, già espressa ai nostri microfoni circa un mese fa. Significative le parole con cui ha espresso la «soddisfazione di poter tornare a rimettere al centro della discussione un tema caro ai cittadini come la salute». «Oggi non dipendo da nessuno, soltanto dai miei concittadini e dalla mia Città», così ha esordito Castiglione, ribadendo un concetto già espresso un anno fa, in campagna elettorale, essendosi presentato con una lista civica. «Quando ho appreso della proposta mossa dai consiglieri 5 Stelle sono stato ben felice di invitarli nella nostra Città a spiegare meglio le loro intenzioni, aldilà del colore politico. Forse è arrivato il momento di dire basta – ha continuato Castiglione riferendosi anche a tutti i rappresentanti politici in sala – e di smettere di abbassare la testa. Bisogna mettere un punto e ripartire. Questo lo si può fare solo con il confronto».

 

Il Sindaco ha poi pragmaticamente affermato come, dato che «l'obiettivo comune di tutti dev'essere la salute dei cittadini» questa non passi «di certo attraverso il puro campanilismo, perché è impensabile oggi illudersi ancora di avere tutto nel proprio ospedale».

 

Infine, Castiglione si è soffermato sulla proposta di legge regionale in questione: «Voglio lanciare un appello ai consiglieri 5 Stelle, perché la proposta di legge è legata alla durata del cratere, il che significa attuare un'azione momentanea con una durata limitata, e noi come Città non possiamo accontentarci di questo. Forse è giunto il momento di sfruttare questo tempo per riorganizzare finalmente la sanità in Abruzzo e capire quale sarà il ruolo dell'Ospedale di Ortona».

Da sinistra: Lucia Di Nucci. Pietro Smargiassi, Danilo Giurastante, Domenico Pettinari, Ennio Flocco

 

A dare voce al Comune di Atessa invece è intervenuto il Presidente del Consiglio Comunale Ennio Flocco, medico ospedaliero anestetista dell’ospedale di Lanciano. Flocco si è detto generalmente a favore della proposta di legge presentata definendola «apprezzabilissima», mettendo però in guardia i consiglieri 5 Stelle in merito ad alcune debolezze che essa potrebbe presentare, ponendo una questione. «Come si fa a rivedere, con una legge regionale, degli atti che sono conseguenza di una legge nazionale?», ha domandato Flocco, aggiungendo che, «in primis, andrebbe rivista la legge Lorenzin dato che la sanità è una materia concorrente fra Stato e Regione». Per Flocco, dunque, una soluzione potrebbe essere individuata in «un accordo tra tutti i deputati di tutte le forze politiche per presentare nel programma nazionale una legge nazionale che affronti e superi il problema della legge Lorenzin»

In questo report abbiamo riportato alcuni dei passaggi salienti. Tuttavia, i numerosi interventi a margine della discussione e la folta presenza della cittadinanza, hanno ribadito come il tema sia molto sentito nel territorio. Sicuramente è un tema che tornerà ad essere centrale nella prossima campagna elettorale per le Regionali. Ad ogni modo, da parte di politica e cittadinanza è sempre bene tenere alta l’asticella dell’attenzione su certi temi, a patto di non dimenticarcene dopo le elezioni.

 

 

 

 

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