L'intervista al sindaco Leo Castiglione ad un anno dal suo insediamento

A poco più di un anno dalle elezioni comunali del 2017, abbiamo incontrato per un'intervista il sindaco di Ortona Leo Castiglione. 56 anni, eletto lo scorso 25 giugno 2017 al secondo turno con 5.700 voti, dopo quasi 15 anni trascorsi attivamente nella politica, prima nel centro-destra fratiniano come consigliere di maggioranza e come assessore alle Politiche sociali, infine come consigliere indipendente di minoranza nell'ultima consiliatura di Enzo d'Ottavio, Castiglione è il primo Sindaco "civico" di Ortona. Tante sono state le tematiche che abbiamo toccato con il primo cittadino: dal Gpl al Prg, passando per l'estate ortonese, il caso dei parcheggi a pagamento, le prossime elezioni regionali e molto altro...

 

Leo Castiglione nel suo ufficio municipale

 

Leo, hai iniziato a fare politica a Ortona ai tempi di Fratino, prima come consigliere di maggioranza e poi da assessore al Sociale, con una parentesi in minoranza nei cinque anni di d’Ottavio. Come è cambiato Leo Castiglione da allora?

 

Non sono cambiato, sono sempre la stessa persona. Ho sempre inteso la politica come servizio nel vero senso della parola, stando in mezzo alla gente. Dico sempre che ognuno di noi nasce con una missione, e la mia è quella di fare politica, il che significa mettersi a disposizione degli altri, lasciando da parte gli interessi personali, a volte anche la famiglia. Nessuno ce lo chiede ma, quando uno decide di metterci la faccia candidandosi, bisogna assumersi serie responsabilità. Non mi è mai piaciuto perdere tempo, per questo ho sempre cercato di dare al cento per cento il mio contributo, sia da consigliere di maggioranza che da assessore, sia dall’opposizione, cercando sempre di produrre. Ed è anche quello che sto cercando di trasmettere alla mia amministrazione, formata da consiglieri alla prima esperienza.

 

Ad un anno dal vostro insediamento, pensi quindi che la tua squadra sia coesa come lo era allora?

 

Ciò che si è verificato in questo primo anno, e a cui assisteremo nei restanti quattro, è una rivoluzione per questa Città, dove si va in Consiglio comunale discutendo e approvando tutti i punti all’ordine del giorno, senza andare mai in seconda convocazione, a differenza del passato. Questo aspetto dà la misura della nostra coesione. Ma un’altra dimostrazione è nella sostituzione dell’assessore Valentina Ciampichetti, un passaggio naturale che potrebbe avvenire con chiunque. Questa è la differenza tra la mia amministrazione e quelle precedenti. Noi siamo una squadra, ci sono consiglieri e persone che possono dare il loro contributo allo stesso modo, quindi per me anche un’eventuale ulteriore sostituzione non creerebbe nessun problema, anche perché, come abbiamo più volte ripetuto, la stessa Ciampichetti resterà a disposizione di questo Sindaco e di questa Città per quello che potrà fare.

 

Confermi quindi che la Ciampichetti si è dimessa per “motivi personali”?

 

La professoressa Ciampichetti, purtroppo, ha dovuto anteporre, in questo momento della sua vita, la famiglia e la professione alla politica. Per come siamo fatti noi, se non si dovesse avere più il tempo per dedicarsi politicamente alla comunità, si dovrebbe fare di conseguenza un passo indietro, lasciando spazio a chi invece potrebbe farlo. Valentina ha compiuto questa decisione per senso di responsabilità verso Ortona. Quindi, confermo assolutamente.

 

Dopo il ballottaggio dello scorso giugno, sei stato eletto con una coalizione di liste civiche dopo esserti misurato con un’altra componente civica. Ortona appare, al momento, piuttosto slegata dalle dinamiche dei partiti nazionali. Non pensi che, se da un lato il non essere agganciati a logiche partitiche può essere vantaggioso, dall’altro rischia di “penalizzare” politicamente Ortona?

 

Questo non lo penso proprio. I cinque anni precedenti alla mia amministrazione hanno visto un governo comunale dello stesso colore di quello nazionale, regionale e provinciale, essere totalmente subalterno a certe logiche. Questa subalternità ha causato, ad esempio, la manifestazione d’interesse per l’insediamento del Gpl e lo scarso attivismo in difesa dell’ospedale. E oggi, proprio sull’ospedale, quella parte politica propone, invece, un emendamento alla Camera dei deputati per chiedere quello che avrebbe potuto fare quando era nei vari livelli di governo.

 

In che modo pensi di confrontarti quando verrà rinnovato il Governo regionale?

 

Sono un civico, ho assunto una responsabilità verso la mia città per cinque anni e parlerò con tutte le istituzioni. A me non interessa l’appartenenza politica, e lo sto dimostrando, perché partecipo ai tavoli dove Ortona deve stare, e non stringo solo mani, come insinua invece qualche consigliere comunale di minoranza. Rispetterò istituzionalmente il governatore D’Alfonso finché ricoprirà il ruolo di Presidente, come rispetterò, parlerò e mi confronterò con chi verrà dopo di lui.

 

Quindi, per te, un sindaco non dovrebbe essere schierato politicamente ma puntare al dialogo con tutti?

 

Ormai è un discorso culturale. Il ruolo istituzionale che noi sindaci rivestiamo prescinde dalle appartenenze politiche. Come Sindaco, e come me chi ci sarà dopo, devo farmi sentire e rappresentare la mia Città. Non è che Ortona conta se c’è un governo di centro-destra o un governo di centro-sinistra. Chi poi è intelligente e lungimirante sa, soprattutto quando un’amministrazione è veramente civica come la nostra, che può esserci sempre terreno fertile per i propri progetti ed i propri percorsi. Secondo me, a conclusione del discorso, è infatti vero proprio il contrario. Cioè, è la politica fatta di casacche, partiti e appartenenze che dovrebbe tendere lo sguardo in maniera lungimirante ai movimenti civici. Perché, dove c’è un movimento civico vuol dire che la politica partitica ha fallito. E se questa ha fallito, allora deve riconquistare credibilità riavvicinandosi al territorio, dove lo spazio politico è stato occupato da movimenti civici, nel mio caso un movimento civico totale.

 

Cosa intendi quando dici che la tua è una amministrazione “veramente” civica e “totale”?

 

Intendo dire che se ci deve essere un cambiamento, questo passa certamente attraverso idee e programmi nuovi, ma soprattutto attraverso il rinnovamento delle persone. Come vedete, la mia squadra è composta da tutte persone alla prima esperienza, sia in Consiglio che in Giunta, ad eccezione dello stimatissimo dott. Vincenzo Polidori. Discorso che, al mio posto, non avrebbe mai potuto fare il consigliere Marchegiano, perché lui sa che nella sua squadra c’erano vecchi amministratori e vecchie appartenenze politiche, che avrebbero fatto il loro ritorno in Consiglio comunale. Forse è stato proprio questo il motivo per cui ho vinto un anno fa.

 

Subito dopo la tua elezione, ti sei dotato di uno staff con funzioni di Ufficio stampa. Questa scelta comunicativa quanto sta influendo sulla tua immagine e sul tuo operato? Pensi che i soldi spesi stiano fruttando qualcosa?

 

La Città sta vivendo una nuova era, sta vivendo un nuovo riavvicinamento dell’amministrazione comunale, come mi viene testimoniato ogni giorno. La comunicazione è fondamentale perché negli anni passati è mancata, e molte cose fatte non sono state messe a conoscenza della cittadinanza. Credo che, nel bene e nel male, noi comunichiamo tutto alla Città, ed anche il mio modo di impostare il Consiglio comunale, con le comunicazioni del Sindaco, lo dimostra. Credo nella comunicazione, e penso che l’investimento fatto nella comunicazione sia servito proprio per offrire un servizio in più alla cittadinanza.  La nostra convinzione in tal senso è stata dimostrata anche dall’aver accolto la proposta della minoranza sullo streaming dei consigli comunali. Tutto quello che serve per rendere il palazzo di Città trasparente, ben venga, perché questo è il palazzo di tutti.  

 

A proposito delle comunicazioni, nello scorso consiglio comunale le avete addirittura inserite all’ordine del giorno all’inizio come primo punto, per poi proporre, a inizio seduta, di spostarle alla fine. È stata una prova generale di modifica del regolamento del Consiglio, di cui spesso avete parlato?

 

Il fatto che, da quando ci siamo insediati, il Sindaco dia le comunicazioni sul suo operato all’inizio di ogni Consiglio comunale, informando il cittadino su tutto ciò che deve sapere, è un’assoluta novità. Che poi queste comunicazioni vengano strumentalizzate per parlare solo per il gusto di farlo è un altro discorso. Non deve essere questo il ruolo del consigliere di minoranza, ma quello di venire sempre in Consiglio con le proposte, e lo dico da ex consigliere di minoranza.

 

Quindi immaginiamo che andrete avanti con la linea delle modifiche al regolamento. Ci puoi dire come intendete superare il regolamento attuale?

 

Sicuramente la riscrittura del regolamento avrà come obiettivo il rispetto del cittadino. Quando si convoca un Consiglio comunale ci sono i punti all’ordine del giorno, che vanno trattati uno per uno. Stiamo studiando un modo diverso di gestire le comunicazioni, le interrogazioni e gli altri momenti che sono di contorno agli ordini del giorno.

 

Cosa c’entra con questo il rispetto del cittadino? Ce lo puoi spiegare meglio?

 

Quando il cittadino viene a conoscenza della convocazione di un Consiglio, vede gli ordini del giorno e quindi se il Consiglio è convocato per le 9 immaginerà che sarà a quell’ora che inizieranno i lavori con il primo punto, e così via. Io qui ci vedo una sorta di diritto del cittadino e un nostro dovere a non perdere tempo. Perché non è giusto che, com’è successo l’ultima volta, con una seduta convocata alle 9, alle 12 si stava ancora discutendo in seguito alle mie comunicazioni. Non è assolutamente corretto.

 

Entro quando prevedete di completare il nuovo regolamento?


In settimana crediamo di completare la stesura, poi sottoporremo tutto alla commissione competente.

 

Non pensi che la minoranza potrebbe non essere d’accordo con questa linea?

 

Spero di trovare la condivisione della minoranza su questo, altrimenti ci assumeremo da soli anche questa responsabilità.

 

Il sindaco durante la nostra intervista

 

#Gpl Qual è la situazione attuale? C’è ancora lo spettro di un possibile insediamento del deposito nel porto di Ortona?

 

Sul Gpl sono tranquillo perché sia il nuovo Prp, in fase di redazione, sia quello vigente, ci danno ragione non prevedendo una compatibilità urbanistica di quell’insediamento. Comunque, siamo sempre pronti, con il nostro legale, ad ogni evenienza. L’unica cosa certa che posso dirvi a prescindere dalle normative, dalle leggi e dalle volontà politiche, è che finché sarò Sindaco sarò disposto a tutto per oppormi al deposito di Gpl, anche a riconsegnare la fascia qualora si dovesse andare verso la costruzione dell’insediamento.

 

#Dragaggio L’ultima notizia in tema di dragaggio risale all’8 maggio, quando il Consiglio di Stato con una sentenza ha aperto la strada per il riaffidamento dell’incarico alla “Dragaggi srl”. A che punto siamo con il dragaggio?

 

Il problema principale, adesso, è la caratterizzazione delle sabbie, che avendo validità di tre anni dovrebbe essere rifatta, com’è emerso nella prima riunione convocata in Regione con tutti gli enti coinvolti. Questo è il primo step da compiere mentre si aspetta la prossima convocazione. Intanto i lavori sono già ripartiti secondo il nuovo progetto della ditta che si era aggiudicata l’appalto. Abbiamo ancora due anni di tempo grazie alla deroga, ma dobbiamo stare in ogni caso attenti e sollecitare la Regione per accelerare questo iter.

 

#Bretella Si sente parlare poco tra la politica della bretella autostrada-porto, un’opera pubblica di fondamentale importanza. Vedrà mai fine questa ennesima vicenda infinita ortonese? Quali sono i tempi di realizzazione, e cosa dovranno fare Provincia e Regione per venire incontro alla Città?

 

Ad oggi, l’azione politica possibile è quella degli ultimatum, con una Provincia che sappiamo tutti essere diventata orma quasi una scatola vuota, e con una Regione che forse sta pensando più alle prossime elezioni che non alle cose concrete. Come sindaco di Ortona ho già dimostrato di poter metter in campo un tipo di azione simile per la realizzazione dell’asfalto all’uscita dell’autostrada, minacciando la chiusura dell’autostrada. La stessa cosa farò adesso. Sto seguendo l’argomento passo-passo. Sulla bretella c’era stato un problema iniziale di progettazione che pare sia stato risolto. Comunque, continuerò a sollecitare chi di dovere, e se non avrò risposte, tornerò a rivestire i panni di sindaco “sceriffo”.

 

#Prg Per completare il quadro delle storie infinite ortonesi, parliamo del Piano Regolatore Generale. A quanto pare al momento siete in fase di redazione di un nuovo Piano. Da dove siete partiti? Dal progetto del 2007 o da quello del 2012? Quale strategia state mettendo in campo?

 

Abbiamo voluto puntare su una sintesi dei due progetti, senza stare a guardare di chi potessero essere meriti o i demeriti passati. Ci interessa ridare alla Città lo strumento cardine per far ripartire la sua economia, dopodiché, una volta che riavremo finalmente un nuovo Piano regolatore, ci rimetteremo a lavoro per renderlo operativo, potendo inserire nel Piano tutti quei progetti che abbiamo in mente. Cosa che non ci conviene fare ora per questioni di tempistiche.

 

Di quali progetti si tratta?

 

Lo scoprirete nella delibera programmatica in cui sintetizzeremo il tutto dando un indirizzo politico, per esempio in merito all’esigenza di dotarci di nuove norme turistiche e di non riduzione dell’area produttiva, anche alla luce delle Zes. Quindi, nella fase tra l’adozione e l’approvazione finale, indirizzeremo il Piano secondo questa nostra delibera programmatica, che conterrà temi come turismo e sviluppo industriale. Tutto quello che non possiamo fare adesso vogliamo metterlo nero su bianco, in modo tale che i cittadini con le osservazioni sapranno già che dovranno attenersi a quelle linee programmatiche.

 

Entro quando pensate di approvare il Prg?

 

Entro i primi di settembre contiamo di portarlo in Consiglio comunale.

 

Cosa pensi delle tasse versate ingiustamente da molti cittadini a causa del Prg vigente?

 

Purtroppo, abbiamo ereditato questa grave situazione per via di una volontà politica ben precisa, perché il danno poteva essere evitato sin dal 2012, quando a seguito della bocciatura del Tar, si sarebbe potuto fare ricorso al Consiglio di Stato, com’è stato fatto da altre città. C’è stata, invece, la volontà di lasciare la questione “appesa”, procedendo con la stesura di un nuovo Piano regolatore, senza revocare quello precedente e costringendo così moltissimi cittadini a pagare tasse ingiuste. In nessun’altro modo, altrimenti, la passata amministrazione avrebbe potuto prevedere ben 5 milioni di entrate in bilancio dall’Imu. C’è stata una grave scorrettezza politica, perché un modo per esonerare i cittadini da questa tassa c’era eccome! Ora che ci troviamo ancora in questa situazione, cercheremo di venirne fuori nel miglior modo possibile.

 

Come interverrà il vostro Piano per correggere questo problema fiscale?

 

Ci sono cittadini che avranno diritto ad un giusto rimborso e ci adopereremo per renderlo possibile. Sicuramente prevediamo un minor gettito fiscale al momento dell’approvazione e chiaramente un nuovo Prg permetterà anche nuove entrate, compensando così le due cose.

 

#Ospedale Come hai letto la recentissima notizia della “bocciatura” dell’emendamento dei sindaci in commissione parlamentare, di cui i deputati Pezzopane e D’Alessandro si sono fatti portabandiera?

 

C’è poco da dire. Speravamo in tutt’altro ma la Commissione ambiente della Camera ha ritenuto opportuno agire in questo senso, dichiarando l’inammissibilità di questo ed altri emendamenti. A questo punto, mi auguro che in Aula verrà ripresentata la proposta, come ho sentito dire. A quel punto sarà il Parlamento sovrano a prendere la decisione finale e spero che in quella sede si valuterà più attentamente la questione con i nostri parlamentari abruzzesi coesi. Mi piace pensare che questo sia stato un primo round con un esito negativo e che abbiamo perso la battaglia ma non la guerra. È sicuro che come sindaci non demordiamo.

 

Invece pensi possa essere ancora valida la proposta di legge regionale dei Cinque stelle abruzzesi?

 

La proposta dei Cinque stelle, che ho subito sposato, ha sicuramente un fine che potrebbe giovare alla nostra causa, simile al nostro emendamento. Ma il Consiglio regionale non può modificare un decreto legge a livello nazionale, invece la proposta dei sindaci poteva essere lo strumento più veloce per arrivare al risultato. L’emendamento dei Sindaci andava addirittura oltre la semplice sospensione del decreto Lorenzin perché diceva chiaramente, al secondo comma, che entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Regione avrebbe dovuto riprogrammare il piano sanitario a livello locale, ripartendo dall’ascolto del territorio. Si sarebbe riaperto un tavolo di confronto per tutte le parti, Ortona compresa. Spero ci ripensino.

 

#Zes Fra convegni, conferenze e ordini del giorno si è parlato molto di queste zone economiche speciali. Pensi che Ortona possa credere davvero di far parte di una Zes?

 

Forse chi ci ha creduto e che ci crede più di tutti è la mia amministrazione. Gli altri parlano, noi pensiamo a lavorare ed operare. Abbiamo trasformato quest’interesse per la Zes con i fatti, perché abbiamo subito contattato l’Arap (Azienda Regionale Attività Produttive, ndr) e abbiamo subito convocato le commissioni. Devo dire che D’Alfonso era partito a mille all’ora sulle Zes. Certamente non siamo nati ieri ed abbiamo pensato che la mossa fosse legata anche alle elezioni politiche. Infatti, è da un po’ che la stessa Arap, delegata alla perimetrazione della Zes, è stata abbandonata a sé stessa.

 

Qual è quindi, ad oggi, lo stato dell’arte in tema di Zes, per quanto riguarda Ortona?

 

Mi sento spesso con il Presidente dell’Arap Leombroni e, proprio sabato, mentre eravamo riuniti in Consiglio comunale, l’Arap si è riunita deliberando di preparare due o tre ipotesi di Piano strategico includendo i due porti, i relativi retro-porti, più l’aeroporto ed altri nodi logistici. Anche la nostra amministrazione ha ideato un progetto, da sottoporre all’attenzione dell’Arap, che però vogliamo discutere prima nel Comitato Porto.

 

Quali sono le linee generali del vostro progetto sulle Zes da sottoporre al Comitato porto?

Il mio interesse come Sindaco è unicamente quello di garantire il miglioramento dell’economia della Città, senza impatto ambientale, nel rispetto della salute dei cittadini. Oggi Ortona può dire qualcosa, e se vogliamo ampliare il territorio dobbiamo assumerci delle responsabilità, sapendo che ampliare un territorio significa urbanizzarlo, portarci dei servizi. Una cosa è certa: il Sindaco di Ortona crede nella Zes, purché la vocazione della Città rispetti il nostro indirizzo politico.

 

#ElezioniRegionali Durante un’elezione, ad esempio le regionali prossime venture, come si collocherebbe Leo Castiglione e la sua amministrazione?

 

Alle ultime politiche abbiamo lasciato libertà di voto. Sono sempre stato molto chiaro: cavalcare un progetto politico significa identificarsi. Io non mi voglio identificare e questa amministrazione non si identificherà con nessuna appartenenza politica, perché ha l’obbligo di eseguire il compito che le è stato assegnato, cioè quello di amministrare la Città. I voti ad Ortona si prendono realizzando opere, facendo i fatti, non vendendo fumo. Questo i candidati dovranno tenerlo a mente e chi avrà ambizioni di elezione a livello regionale si potrà confrontare con l’amministrazione tranquillamente, come si è fatto per le politiche. Rappresenterò quelle che sono le nostre aspettative e le nostre problematiche, e con i candidati parlerò solo dei temi di Ortona. Non mi schiererò mai direttamente “con Tizio” o “con Caio” perché ho fatto una scelta, che è quella di fare il Sindaco a tempo pieno per cinque anni, cercando di mantenere buoni rapporti con tutti.

 

Il tuo modus operandi sulle ultime vicende legate all’ospedale dimostrerebbe proprio quello che hai appena detto, ma qualcuno politicamente ti ha già criticato dicendo che cambi posizione a seconda della convenienza…

 

Chi dice questo è chi fino ad oggi non ha fatto nessuna proposta, e mi riferisco all’ex candidato sindaco di Forza Italia. Si chiedesse cosa ha fatto il suo partito a livello regionale e nazionale. Le proposte sull’ospedale sono venute dai Cinque Stelle e dal Pd. Non mi è arrivata nessuna proposta da Forza Italia. Come mai? Perché forse lui, mentre predica, facendo soltanto sceneggiate in Consiglio comunale, ignora il metodo che dovrebbe utilizzare ogni consigliere, cioè quello di collaborare con il Sindaco per il bene della Città, soprattutto quando si ha di fronte un'amministrazione civica aperta a tutte le proposte, purché queste non siano strumentali, perché quelle torneranno sempre al mittente. Le proposte serie e propositive, che mirano a portare qualcosa di buono, saranno sempre accolte da quest’amministrazione.

 

#EstateOrtonese2018 Dopo la presentazione del calendario degli eventi, molti cittadini sono rimasti delusi dalla mancanza di grandi eventi e dalle tempistiche in cui è avvenuta la presentazione. Ci sono state problematiche a livello progettuale? E quanto ha inciso sul cartellone estivo la poca disponibilità economica delle casse comunali?

 

Il problema è sempre quello dei soldi. Avete visto, in questo anno, che spesso amministrare significa avere a che fare con imprevisti, com’è stato per il cedimento del ponte in Via Massari, dove siamo intervenuti in 20 giorni e abbiamo ripristinato la viabilità. Quella operazione ha avuto ovviamente un costo. In un bilancio già difficile, che ci porta quasi ogni giorno a verificarne la stabilità, non abbiamo oggi la possibilità di prevedere un budget che possa soddisfare tutti e permetterci di definire un cartellone estivo con molto anticipo, almeno per quanto riguarda quest’anno d’insediamento. Quindi non c’è stato nessun problema progettuale. Inoltre, bisogna capire qual è il reale problema di questa Città: quello di avere una festa patronale a ridosso dell’estate. Questo ci “penalizza” tantissimo e bisogna ripensare le regole della programmazione degli eventi ortonesi.

 

Ti puoi spiegare meglio?

 

Le amministrazioni ortonesi a maggio devono impegnare tempo e risorse per il Perdono, e dopo neanche un mese ci sono da organizzare le manifestazioni estive, e si ha il dovere verso la Città di farsi trovare pronti anche per quelle. L’unica strategia possibile in questo caso è, quindi, la programmazione fatta un anno prima.

 

Quindi state già pensando alla programmazione degli eventi dell’anno prossimo?

 

Il Comitato Manifestazioni Ortonesi ha già ricevuto il mio invito a cominciare a lavorare per l’organizzazione del Natale e, contestualmente, anche per la prossima estate, con il Perdono che dovrà essere “l’anteprima” del cartellone estivo. Per il 2019, quindi, abbiamo delle idee a livello progettuale diverse, anche per quanto riguarda gli eventi. Metteremo a disposizione del Comitato un budget preventivo che loro dovranno utilizzare per tutti gli eventi dell’anno, così da ottimizzare i tempi ed anche i costi, perché sappiamo bene che fare un programma con degli operatori e con delle agenzie per tutto l’anno permette di investire meglio tempo e denaro.

 

#NotteBianca2018 Sulla notte bianca anche in campagna elettorale uno dei vostri punti fermi è stato quello di contrastare il degrado e l’abuso di alcol soprattutto tra i giovanissimi. Come sarà allora questa nuova Notte bianca?

 

La notte bianca verrà presentata a breve come evento a sé stante. Sarà il comitato stesso a presentarla. Vi posso anticipare che sarà una notte bianca ricchissima e che, nella notte del 28 luglio, coinvolgerà tutta la Città. Principio cardine morale della nottata sarà ovviamente, così come lo è stato per il carnevale, combattere l’abuso di alcol ed altro tra i ragazzi. La notte bianca deve tornare ad essere l’evento di promozione della nostra cittadina con orari e atmosfere diverse, quali sono quelle notturne. Vogliamo promuovere Ortona in tutta la sua completezza e in tutto il suo patrimonio culturale storico ed artistico, contornato anche dalle attività commerciali che daranno colore ed allegria a questo evento.

 

Quindi immaginiamo che la notte bianca sia l’evento di punta di quest’estate e che abbia concentrato un impegno di spesa cospicuo rispetto al budget totale…

 

Le cifre precise per evento non le conosco e bisognerebbe chiedere al Comitato stesso. Noi abbiamo cercato e ottenuto la collaborazione di tutte le associazioni sul territorio. Abbiamo fatto del nostro meglio e sicuramente in futuro faremo ancora di più.

 

#Turismo In generale, qual è la tua idea di turismo per Ortona?

 

La mia idea di turismo parte da un distinguo. Altre realtà, come Francavilla, che vivono solo e soprattutto di turismo balneare, non sono neanche paragonabili ad Ortona, che potrebbe puntare sul turismo anche da ottobre in poi. La nostra Città ha una sua identità ed un suo patrimonio culturale, storico, artistico, enogastronomico e paesaggistico, quest’ultimo arricchito oggi dalla pista ciclabile e, storicamente, dalla Costa dei trabocchi. Ad Ortona i turisti devono venire tutto l’anno: per visitare i musei, Palazzo Farnese, il Castello e tutte quelle cose che dalle nostre parti abbiamo soltanto noi.

 

#PoloMuseale A proposito di musei e di Palazzo Farnese… Il Polo museale unico che avete approvato in Consiglio comunale rientra quindi in quest’idea di turismo?

 

Il polo museale, il polo bibliotecario e la Sala della Musica, che resterà giù a Palazzo Corvo, saranno fondamentali. La politica è fatta di decisioni e di assunzioni di responsabilità. Io queste cose le ho messe nel programma elettorale, ed il Polo museale, tranne per problematiche di natura tecnica che potrebbero venire fuori man mano che progetteremo questo trasferimento, si farà, perché siamo certi di dare la risposta migliore al patrimonio culturale della Città.

 

#ParcheggiRiccioSaraceni A cosa è finalizzato il riordino dei parcheggi nei lidi che sta facendo molto discutere?

 

Ho messo tra le priorità del mio programma elettorale il decoro urbano. Ed il decoro urbano non è solamente la pulizia o il verde ma passa anche dal senso di mobilità sostenibile di una città, dal rispetto delle regole, e dall’ordine. Questo è un punto, ma ce ne sono tanti altri, su cui dobbiamo lavorare tanto, perché c’è molta inciviltà, molta mancanza di rispetto delle regole… Pensiamo a tantissima gente che parcheggia ancora sui marciapiedi non permettendo ai disabili di poterci transitare. Queste cose vanno combattute. Conosciamo tutti, ma facciamo finta di non vedere, la situazione che avviene al Riccio ed ai Saraceni durante tutta l’estate, senza tener conto dei frequenti incidenti. Come si fa a far finta di niente? Io i problemi li ho sempre affrontati e vi ricordo ad esempio che nessuno mai era riuscito a spostare i venditori ambulanti abusivi da quel parcheggio (quelli a ridosso del bar “Vanni”, ndr).

 

Quanto pensate di ricavare dai parcheggi? E come intendete investire il ricavato?

 

Sia chiaro. Non abbiamo messo in campo questa operazione per fare cassa. Ma ho un’idea di possibili investimenti su cui lavorare. Ho ordinato che si desse vita a quei parcheggi facendo un investimento di 30 mila euro, che naturalmente porterà degli introiti che ci permetteranno di migliorare la viabilità delle nostre strade partendo dalla segnaletica stradale. Del resto, come già abbiamo fatto mettendo i cartelli che indicano la direzione di accesso “mare” dalla statale. Una cosa di estrema banalità, lo ammetto, ma che paradossalmente mancava nei pressi dei nostri lidi balneari.

 

Secondo te non sarebbe opportuno investire sul potenziamento di un trasporto pubblico capace di connettere tutta la Città?

 

Il servizio urbano attuale è già a tariffa minima, sotto la quale non si può scendere ulteriormente, per motivi di concorrenza. Il trasporto urbano che forniamo noi come Città è invidiabile: abbiamo un bus ogni mezz’ora per andare al mare. Come mi ha riferito anche la ditta “Napoleone”, i pullman sono sfruttati appieno nelle ore di punta ed è sempre pronta una corsa “Bis”. Tutte queste idee però, come la vostra sul trasporto pubblico, devono essere accompagnate dai fatti. Il fatto è che, purtroppo, ci sono spesso famiglie di tre o quattro persone che vanno al mare con più di due macchine diverse e questo non è possibile. Sarò impopolare ma voglio lanciare un segnale forte ai miei concittadini.

 

Ciò che auspichi è quindi una sorta di cambiamento “culturale”?


Esatto, il mio obiettivo a lungo termine è il cambiamento culturale della mobilità nei periodi estivi e non solo. Perché solo così vivremo di più la nostra Città. Le polemiche sterili non finiranno mai, come non basteranno mai i parcheggi, a meno che tutti noi non saremo disposti a riconsiderare le nostre abitudini, il nostro concetto di mobilità.

 

Ma non pensi che un cambiamento del genere andrebbe abbinato ad una serie di progetti che lo favoriscano? State pensando a qualcosa?

 

Stiamo lavorando per riaprire il parcheggio Ciavocco dove ci sarà una vera rivoluzione, perché una volta che ci sarà una nuova disponibilità del parcheggio sarà da rivedere tutta la situazione a Terravecchia. Abbiamo iniziato anche a spostare il piazzale delle linee extraurbane, che non entreranno più a piazza Plebiscito. Sono in partenza i lavori del tratto che dal Parcheggio Ciavocco arriva in Piazza Plebiscito. Toglieremo un po’ di marciapiede sul lato delle mura in modo da allargare la strada; rifaremo tutta la carreggiata mettendola in sicurezza e sarà da lì che entreranno i pullman, verso il parcheggio Ciavocco. E quando i commercianti del Mercato coperto torneranno finalmente nello stabile ristrutturato, sposteremo al Ciavocco anche le linee di trasporto urbane. Questo è il punto di partenza del nostro progetto di riqualificazione di Piazza Plebiscito, che valuteremo, successivamente, se pedonalizzare o meno. Restituiremo alla Città un nuovo spazio pubblico, arredandolo magari con un po’ di verde, e lo intitoleremo alla memoria dei canadesi caduti nella battaglia di Ortona.

 

#MercatoCoperto A proposito del Mercato coperto. A che punto siamo?

 

Potremmo scrivere un libro a riguardo. Si è tanto parlato di questo mercato ma nessuno della precedente amministrazione tra assessori e consiglieri si era accorto che quel progetto era monco; mancava delle cose più importanti, ossia le misure di sicurezza e igieniche. Ecco gli imprevisti di cui ho parlato anche prima: abbiamo dovuto trovare altri 100 mila euro per fare l’impianto di sicurezza che io avrei potuto benissimo impegnare per fare altre cose. E invece no, abbiamo voluto investire su quest’opera per renderla completa e lo abbiamo fatto realizzando anche dei box all’interno, che renderanno il Mercato coperto di nuovo un fiore all’occhiello della nostra Città.

 

#PistaCiclopedonale Collegare la pista alla Città alta dovrà essere l’atto per eccellenza per tenerla in vita. Cosa avete in mente a riguardo?

 

Abbiamo intenzione di inserire nel prossimo piano triennale la spesa prevista per creare una specie di montacarichi che possa risalire dalla pista ciclabile verso il parco Ciavocco, fiancheggiando la scalinata. Insieme al completamento di via della Libertà, che prevedrà anche la rotatoria presso Madonna degli Angeli, speriamo di realizzare un collegamento più efficace fra la Città e la marina, ovviamente attraverso un mutuo importante. Ma vi dirò di più! Vogliamo proporre Ortona come Città ciclabile. L’assessore Totaro sta preparando infatti un progetto sulla ciclabilità dell’intera Città, studiando su quali tratti sia possibile creare un percorso ciclabile.

 

#Ortona2022 Come ti vedi fra quattro anni?

 

Con qualche capello bianco in più sicuramente. Spero di essere ricordato come il Sindaco del fare e non del parlare. In tal senso, mi auguro che questo Consiglio comunale possa produrre il più possibile. Da parte nostra c’è il massimo impegno, nonostante le situazioni da affrontare e le criticità da risolvere siano infinite. Oggi prendere un impegno ben preciso è difficile per un Sindaco, a causa dei mille imprevisti del genere di cui vi ho parlato spesso in questa intervista. Ma non per questo rinuncerò alle tante idee, di cui vorrò sentirmi orgoglioso fra quattro anni.

 

Speri di essere ricordato come “il Sindaco del fare”… Ma speri anche di essere riconfermato?

 

Le persone passano ma le opere restano. Io non ho l’ambizione di essere riconfermato ma l’ambizione e l’obiettivo di amministrare per altri quattro anni, perché in politica esistono i progetti. Ho fatto parte per 15 anni di un progetto che si chiamava centro-destra, poi quel progetto è finito, e non per questo ho smesso di fare politica. Voglio fare il mio dovere per altri quattro anni, e la mia amministrazione deve lavorare ancora per 4 anni. Un altro obiettivo che mi sono imposto è quello di fare crescere i miei amministratori, la maggior parte tutti giovani ed inesperti.

 

Quindi vuoi lasciare un’eredità politica all’interno del gruppo civico che hai creato?

 

Una mia riconferma passerebbe, logicamente, per una mia ricandidatura. Cosa che a sua volta passerebbe attraverso la valutazione dei miei cinque anni di amministrazione. La politica è una missione che bisogna avere dentro di sé e che non deve essere imposta. Come il senso della solidarietà, dell’altruismo, della gratuità. È qualcosa che ti deve appartenere. Dopodiché tutto quello che verrà a me non interessa. Se la nostra realtà civica vorrà puntare su di me per cercare la riconferma di un modo di amministrare, non posso escludere una mia ricandidatura. In caso contrario, vorrà dire che mi godrò la pensione e farò politica, dall’interno dell’associazione – a cui auguro lunga vita – cercando di fare sempre il bene per la Città, mettendomi a disposizione come fanno tanti altri concittadini che si mettono a disposizione nel silenzio, senza vantarsi di nulla, senza far rumore.

La "word cloud" dell'intervista con le parole più utilizzate

 

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