Il Montepulciano compie 50 anni e Ortona non se ne accorge. Il comunicato stampa di Angelo Di Nardo

19/07/2018

Di Nardo: "L'immobilismo della politica e delle cantine sono una dimostrazione di mancanza di lungimiranza e di incapacità organizzativa"

 

Nota - Il presente comunicato stampa è pubblicato integralmente ed ha valore di contributo esterno. Il contenuto non è quindi di produzione della redazione di 66026ilBlog

ORTONA, 18 luglio 2018 – Il Montepulciano d'Abruzzo, autentico tesoro e risorsa di inestimabile valore per l'economia del nostro territorio, ha compiuto 50 anni. Peccato che ad Ortona, dove si concentrano numerosi coltivatori diretti, che hanno il pregio di produrre questo vino eccezionale e rinomato in tutto il mondo, nessuno se ne sia accorto.

 

Nessuno o quasi nessuno. Una piccola festicciola per il nostro Montepulciano, in realtà, si è tenuta: è stata chiusa una strada cittadina e a pochi intimi, in larga parte i "soliti" amici degli amici e le "solite" facce, è stato riservato il "privlegio" di festeggiare, seppure in sordina, il primo mezzo secolo del nostro straordinario vino.

 

La città di Ortona avrebbe senz'altro meritato qualcosa di più, con uno sforzo decisamente maggiore sia da parte del Comune che da parte delle cantine locali. Ancora una volta, invece, si è persa l'occasione per promuovere un'eccellenza del territorio, autentico brand identitario della città di Ortona, peraltro nel pieno della stagione turistica.

 

Un evento come il cinquantenario del Montepulicano d'Abruzzo, a mio avviso, avrebbe meritato un ciclo di iniziative di lungo respiro, che si protraesse fino alle settimane clou della stagione estiva, con seminari, workshop, spettacoli, momenti ludici e degustazioni. Un ciclo di iniziative, programmato per tempo, insieme alle forze migliori della città, che coinvolgesse l'intero centro cittadino e che si estendesse, con iniziative mirate, nelle contrade a maggiore vocazione vitivinicola.

 

Evidentemente, invece, l'attuale classe dirigente di Ortona non ha minimamente a cuore la promozione delle tipicità locali e non è interessata a mettere a valore i punti di forza della propria economia. Dispiace dover rilevare come l'immobilismo della politica e delle cantine dimostrino, ancora una volta, che tanto l'amministrazione comunale quanto la classe imprenditoriale vitivinicola locale sono affetti da assoluta mancanza di lungimiranza, privi di qualsiasi capacità organizzativa e concentrati unicamente sui propri ristretti interessi di bottega.

 

 

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