L'intervista al deputato Camillo D'Alessandro: "Basta bugie a Cinque Stelle, è ora di fare chiarezza". "Le regionali? Vi spiego perché possiamo vincerle"

Deputato alla Camera da pochi mesi con il Partito Democratico, D'Alessandro sull'ospedale di Ortona e la sanità regionale difende l'operato di Silvio Paolucci e riguardo la recente battaglia parlamentare sugli ospedali afferma: "Dal M5S solo norme-bugia". Convinto che alle regionali il Pd possa vincere con un nome come Legnini, dichiara: "il centro-sinistra unito vincerà. Luciani grande risorsa in provincia di Chieti". Il neo-parlamentare si sbilancia anche in giudizi sull'amministrazione comunale di Leo Castiglione e sulla politica ortonese a 360 gradi: "Non vedo nulla oltre l'ordinaria amministrazione"; "Ho stima di Angelo Di Nardo, al di là dei partiti"; "Bene Marchegiano ma vedo contraddizioni sul suo essere civico"; "Quella di Polidori è un'opposizione da marziani"

Camillo D'Alessandro, 42 anni

 

Roma, 24 luglio, Camera dei Deputati. Varcare quella soglia, per ragazzi che amano la politica, è sempre un'emozione. Entrare nel "Transatlantico", disegnato agli inizi del Novecento da Ernesto Basilio, una sensazione indescrivibile. A quel punto incontriamo l'Onorevole Camillo D'Alessandro (42 anni, Pd), col quale avevamo un appuntamento proprio lì. Mettiamo da parte l'entusiasmo e iniziamo a dialogare con lui di politica regionale, sanità e politica ortonese.

 Il "Transatlantico" della Camera dei Deputati

L'intervista

Onorevole Camillo D’Alessandro, a 23 anni consigliere provinciale, a 29 consigliere regionale, ora a 42 deputato. Come si sente?

 

È una sensazione gigantesca! Quando penso agli uomini che hanno fatto la storia dell’Italia repubblicana, che si sono seduti sugli stessi banchi dove siedo io oggi… Beh, considero la cosa un privilegio assoluto ma allo stesso tempo un dovere straordinario, perché per me ricoprire la funzione del parlamentare è la cosa più importante che possa capitarti nella vita. A patto, però, che diventi una cosa importante anche per la tua comunità.

 

L’abbiamo vista protagonista di una battaglia in Parlamento per la sospensione del decreto Lorenzin, che ha “declassato”, come si dice, alcuni ospedali abruzzesi, fra i quali quello di Ortona. A che punto siamo?

 

Nel caso di Ortona non parlerei di declassamento ma di specializzazione e di valorizzazione perché è evidente che l’ospedale di Ortona è un centro di eccellenza a livello regionale. Il decreto Lorenzin ci offriva due strade: far diventare il “Bernabeo” una sorta di contenitore di attività ambulatoriali oppure specializzarlo, cosa che abbiamo scelto di fare anche pagando qualche prezzo. In sintesi, però, Ortona non ha conosciuto il dramma di una chiusura, bensì il suo rilancio.

 

Quindi non sarebbe corretto dire che l’ospedale di Ortona è prossimo alla chiusura?

 

No, affatto! Non si può insinuare nei cittadini la narrazione di un ospedale chiuso. Non è chiuso per niente! Anzi. All’ospedale di Ortona non bastano più i parcheggi per tutta la gente che viene dall’Abruzzo, tant’è vero che si sta pensando proprio di ampliarli. Un giudizio sull’ospedale di Ortona, quindi, non può limitarsi alla chiusura del punto nascite.

 

E il pronto soccorso?

 

In base ad una norma nazionale inderogabile, il pronto soccorso può essere concepito solo all’interno di un ospedale sede di Dea (Dipartimento d’emergenza e accettazione, ndr) e questo non è il caso di Ortona, che prevedrà invece, tra le altre cose, un medico a bordo dell’ambulanza 24 ore su 24.

 

In pratica, cosa cambia?

 

Cambia in base al codice del ‘triage’: se hai un codice rosso vai a Lanciano o a Chieti. Sembra lontano ma portare un paziente in codice rosso nel giusto presidio, cioè quello attrezzato, fa guadagnare minuti fondamentali. In passato, solo una percentuale bassissima di codici rossi veniva trattata ad Ortona, con il rischio di perdere tempo prezioso che può fare la differenza per salvare una vita.

 

Cosa pensa della proposta del M5S, depositata in Consiglio regionale, che riguarda anch’essa la sospensione del decreto Lorenzin?

 

È una “norma-bugia” e noi abbiamo bisogno di verità! Tecnicamente, è una proposta “invotabile”, perché incostituzionale.

 

Cosa è successo con gli emendamenti dichiarati inammissibili dal Governo giallo-verde?

 

Insieme all’On. Stefania Pezzopane abbiamo presentato emendamenti al decreto-legge ‘Terremoto’ sul quale il Governo si è rifugiato sulla scusa dell’inammissibilità, creando una forzatura che grida vendetta. Infatti, abbiamo ripresentato gli stessi emendamenti sotto forma di proposta di legge.

Però alla Camera si sta andando in una direzione diversa …

 

E la cosa mi preoccupa non poco! Soprattutto dopo l’approvazione dell’ordine del giorno a firma dell’on. Colletti (M5S, ndr) sottoscritto anche da molti deputati eletti nel nostro collegio (in Abruzzo, ndr), che impegna il Governo a inserire, nel primo provvedimento utile, una norma che sospenda la Lorenzin ma solo nelle province dove c’è almeno un Comune nel cratere sismico. In questo caso, Ortona, Atessa, Gissi, Casoli e Guardiagrele, rimarrebbero tutte fuori, cioè si avrebbe l’effetto contrario della proposta dei grillini in Regione.

 

Si parla molto di questa sospensione del decreto Lorenzin. Eppure sono norme votate anche dal suo partito, nella passata legislatura…

 

Il decreto porta il nome del Ministro ma è stato scritto anche dal mondo accademico e della scienza medica. Consiste nell’applicazione di norme scientifiche e di buona sanità in tutta Italia e noi, come abruzzesi, ci siamo adeguati a questa impostazione, pagando subito dei prezzi ma garantendo una programmazione sanitaria adeguata nei prossimi anni.

 

Ma come si concilia la sospensione di quelle norme con il decreto-legge ‘Terremoto’, per un ospedale come quello di Ortona che è fuori dal cratere sismico?

 

Secondo voi non ha effetto un terremoto sulla programmazione dei trasporti e sulla programmazione sanitaria generale? Io penso proprio di sì! Quindi la correlazione può esistere. Quello dei grillini è stato soltanto un modo per fuggire dal problema. Ma io mi chiedo: una volta fuggiti, perché in Parlamento stanno facendo tutto il contrario rispetto alla loro proposta di legge regionale? La verità è che mentre a livello regionale si invoca la sospensione di tutto, a livello nazionale si prospetta solo la sospensione parziale.

 

Quelli che ci rimettono, però, alla fine sono i cittadini. Non c’è la possibilità di venirsi incontro tra le parti, con l’idea di mettersi tutti intorno ad un tavolo per provare a giungere ad un compromesso?

 

Per me la risposta è sì, sia quando sono in maggioranza che quando sono all’opposizione. Ma i Cinque Stelle dimostrano che quando sono in minoranza organizzano la distruzione della verità. Quando, invece, diventano maggioranza, sono quelli che accampano scuse straordinarie, restando indisponibili a qualunque confronto. Il caso dell’ospedale è emblematico.

 

Come giudica l’operato dell’assessore regionale alla Sanità Paolucci, firmatario del Piano sanitario regionale?

 

Beh, grazie a Paolucci, siamo riusciti a muoverci nell’ambito delle pieghe del decreto Lorenzin e a dire al Governo di voler specializzare un presidio a livello nazionale come quello di Ortona. Difendo il suo lavoro. Non avrebbe potuto derogare a norme nazionali. Inoltre, ricordo a tutti che il centrodestra ci aveva lasciato una Regione commissariata, e quindi senza autonomia. Noi abbiamo deciso, invece, di uscire dal commissariamento e gestire il rilancio della nostra sanità.

Quindi allo stato attuale che ne sarà dell’ospedale di Ortona?

 

L’ospedale si sta sempre di più specializzando per le eccellenze! La sua riorganizzazione porterà, a breve, l’apertura di un centro di riabilitazione multidisciplinare (chirurgica, fisica, ecc.) che farà diventare Ortona ancora di più un punto di riferimento di eccellenza sanitaria. Ormai l’ospedale generico, cioè quello “sotto casa” che fa di tutto e di più, è in fase di superamento, perché la medicina si muove in questa direzione.

 

Parliamo dell’amministrazione comunale di Ortona. Cosa pensa di questo primo anno di amministrazione Castiglione?

 

Beh, che dire! Mi sembra una buona ordinaria amministrazione, con un Sindaco presente, il che non è scontato. Ma quello che io avverto come indispensabile per Ortona è la necessità di una progettualità extra-ordinaria per la Città. Secondo me, Ortona ha bisogno di una progettualità che la proietti in un panorama più grande, non solo regionale, ma anche nazionale.

 

Da cosa dovrebbe partire quindi l’amministrazione?

 

Io ho provato a dare una mano in questo senso immaginando una Ortona finalmente capace di conquistare il ruolo che le spetta, con il porto per il rilancio industriale ed occupazionale, e con la pista ciclabile per il rilancio sul fronte del turismo. Essere “progettuali” significa, ad esempio, non solo aspettare che venga qualche compagnia e faccia una proposta in merito al bando per il collegamento con la Croazia, ma significa creare agevolazioni, incentivi e fare proposte concrete per attrarre realmente le imprese.

 

Come può un Sindaco, che ha poteri limitati sotto certi aspetti, muoversi così?

 

Nel caso del collegamento con la Croazia, potrebbe invitare gli operatori più importanti esponendo loro un progetto concreto. E nel caso in cui ci si dovesse trovare in difficoltà, potrebbe anche tendere la mano ad un galantuomo come l’ammiraglio Veri, che dispone in questo campo di preziose conoscenze. Bisogna fare in modo di riallacciare rapporti e interessi verso la Città.

 

Magari anche invitando qualcuno dalla Regione? Garantendo, chissà, qualche vantaggio fiscale che il Comune di Ortona da solo potrebbe non riuscire ad assicurare…

 

Il Comune di Ortona potrebbe convocare, ad esempio, la Camera di commercio di Chieti o coinvolgere imprenditori agroalimentari e del turismo, i quali possano promuovere luoghi e prodotti all’interno del vettore di collegamento Abruzzo-Croazia.

 

Per caso teme che possano mancare le idee giuste a questa amministrazione, perdendo così occasioni del genere?

 

Beh, so cosa significa amministrare: sei risucchiato nella quotidianità! C’è la lampadina, la buca, la frana... Tutti problemi da risolvere con rapidità. Fossi nei panni del Sindaco, però, a volte eviterei certi toni. Su qualche tematica c’è stata un po’ di demagogia e questo modo di fare potrebbe andare a suo sfavore nel rapporto con le altre istituzioni.

 

Si riferisce al confronto con il presidente della Provincia Pupillo, quando il Sindaco avrebbe minacciato di chiudere il casello autostradale qualora non fossero stati subito riparati i danni all’asfalto?

 

Se afferma di aver fatto una minaccia del genere è automatico domandarsi perché non chiuda molte altre strade comunali di sua competenza, che sono in condizioni anche peggiori. Non c’è per niente bisogno di certe uscite.

 

Com’è andata allora quella vicenda?

 

Quell’intervento è stato fatto perché la Regione ha finanziato la Provincia e perché c’è stato chi ha lavorato politicamente affinché l’ente provinciale inserisse la questione fra le sue priorità.

Invece, per quanto riguarda la "bretella" autostrada-porto, a che punto siamo?

 

La Regione ha aggiunto, a proposito di quella strada, ulteriori due milioni di euro per il completamento dell’opera. Ora stiamo cercando di risolvere un problema burocratico con il Ministero dei trasporti. In questo, piuttosto, vorrei essere aiutato dai parlamentari abruzzesi del Movimento Cinque Stelle, dato che hanno un loro Ministro in questa sfera di competenza.

 

Ci pare di capire che da parte sua ci sia una forte motivazione a “sollecitare” il Governo sulle tematiche regionali, anche chiamando in causa i colleghi abruzzesi degli altri partiti. È fiducioso?

 

Essere stato in Regione Abruzzo per tre legislature mi permette di avere dalla mia parte una competenza sui problemi del territorio che loro invece non hanno. Per questo sarò a completa disposizione per aiutarli a conoscerli.

 

Che ne sarà del “Master Plan” dopo le regionali, nel caso in cui dovessero andare male al Pd?

 

Una gran parte delle risorse del “Master Plan” non potrà essere toccata perché già impegnata e in alcuni casi si è già progettato e in parte appaltato. Tant’è vero che il mio lavoro non è stato solo quello di aver garantito la dotazione finanziaria al porto di Ortona, ma l’aver fatto in modo che le stazioni appaltanti si sbrigassero a progettare. Nello specifico, dei 54 milioni per il porto di Ortona, 1.7 milioni sono già stati appaltati da parte di ‘Tua’ (ex ‘Arpa’, ndr) per il raccordo ferroviario. Invece, 40.5 milioni sono in corso di appalto per il prolungamento del Molo Sud. Quindi, i fondi sono salvaguardati per la Città, soprattutto se entro la fine della legislatura regionale chiuderemo la partita delle gare d’appalto. Poi è chiaro che il nuovo governo regionale potrà decidere di fare riprogrammazioni sulle parti non vincolate da impegni di spesa.

 

Cosa può dirci riguardo il dragaggio?

 

La sentenza del Consiglio di Stato ci dà molte risposte. La prima risposta la dà ai vari Febbo e Cieri che in questi anni sul dragaggio hanno detto di tutto. L’allora amministrazione ha fatto bene ad appaltare; la commissione ha fatto bene ad aggiudicare; la Regione ha fatto bene a fare in modo che non si andasse oltre il 31 dicembre per non perdere il finanziamento. Bene ha fatto soprattutto Castiglione a non fare subito l’affidamento, altrimenti oggi la Città si ritroverebbe a pagare un contenzioso esorbitante. L’opposizione, fatta prima da Cieri spalleggiando Febbo, insieme all’attuale opposizione del consigliere Polidori, è un’opposizione “da marziani”. Surreale. Sembra gente che non ha mai avuto responsabilità politiche ad Ortona, quando invece il centro-destra ha governato la Città per tanti anni. Febbo, per esempio, quando era assessore avrebbe potuto fare tutte le cose che sta dicendo oggi, dal dragaggio alla bretella. E invece…

 

Parliamo un po’ della politica ortonese. Ad Ortona siete fra i banchi della minoranza: come valuta il lavoro del Pd locale?

 

Siamo all’opposizione ma vogliamo dare una mano, non tanto all’amministrazione, quanto alla Città. Il Pd lavora bene ed io, nella mia veste – regionale prima, parlamentare ora – non ho mai fatto mancare e mai farò mancare una collaborazione istituzionale. Credo vada sempre messa la “palla al centro”.

 

Come vede gli altri colleghi della minoranza?

 

Ho grande stima, al di là delle opinioni politiche personali, di Angelo Di Nardo. Oltretutto, credo sia una grande risorsa per Ortona. Su Giorgio Marchegiano, invece, do un giudizio positivo anche politicamente, nella misura in cui insieme ai suoi è riuscito a rianimare una città politicamente spenta. Un lavoro straordinario. Tuttavia, il lavoro da lui fatto in campagna elettorale oggi sembra non emergere dai banchi dell’opposizione.

 

Eppure, il gruppo di Marchegiano e Cauti è fra i più prolifici in termini di proposte, alcune anche accolte dalla maggioranza…

 

Non mi riferisco a quello. C’è una questione di ambito politico che vorrei porre alla vostra attenzione: se ci si presenta come civici, senza voler fare alleanze di nessun tipo, arrivando forse a perdere le elezioni anche per questo discorso, poi bisogna essere coerenti.

 

Si riferisce a qualche voce che accosta il gruppo di Marchegiano alle prossime elezioni regionali?

 

Se si dovesse candidare alle regionali, cosa che a me farebbe piacere, con una forza civica alleata con il Pd, quale sarebbe la differenza? Quel tanto costruito in nome della terzietà, dell’essere diversi e distanti da tutto e tutti, svanirebbe… Quell’entusiasmo attorno a lui potrebbe diventare delusione! Sarebbe stato più chiaro, semplice e coerente, data la sua storia di militanza attiva nel Pd, dire subito di aver creato un raggruppamento che sicuramente non era di centro-destra e che si configurava in un’ottica di centro-sinistra. Oggi sarebbe tutto più coerente.

 

Le piacerebbe, comunque, avere Marchegiano come alleato alle Regionali?

 

Magari bastasse solo Giorgio Marchegiano per vincere le elezioni regionali (ride, ndr). Credo che tutto quello creato da lui non possa “cadere nel vuoto”. Nonostante le divisioni, e gli errori che lui ha fatto, io farò di tutto affinché sia della partita. Mi auguro che si candidi, e che lo faccia col centro-sinistra, perché persone brave come lui e Di Francescantonio danno un apporto positivo alla politica.

 

Quand’è che si dimette D’Alfonso?

 

Lui pone un tema legittimo: la giunta per le elezioni del Senato, come sempre avviene, assegna un termine entro il quale bisogna optare. Il senatore Luciano D’Alfonso non ha nessuna colpa, non ha fatto nessuna genialata. Tutto sta nelle colpe di chi ha formato un Governo con tre mesi di ritardo. La cosa ridicola, poi, è che l’argomento viene sollevato dal M5S che ha un caso simile di incompatibilità con un sindaco grillino. Guadagnata la convalida da parte della Giunta per le elezioni, sono certo che D’Alfonso si dimetterà all’istante.

Quando pensa che presumibilmente si potrà andare al voto in Abruzzo?

 

Tra dicembre e la scadenza naturale, quindi le europee del 26 maggio.

 

Il prossimo Governatore dell’Abruzzo sarà M5S o centrodestra?

 

È un errore clamoroso fare una previsione per le regionali sulla base dei risultati nazionali. A livello locale scattano altri meccanismi. Mentre a livello nazionale si è vinto sulla base di un voto d’opinione su grandi questioni come immigrazione, lavoro, economia, a livello locale si vince sulla base di un voto “di relazione”. Infatti, ovunque si sia votato in Italia dopo le elezioni politiche, il M5S non ha vinto praticamente mai. Ad esempio, a Teramo abbiamo vinto noi.

 

Non crede che forse si stia andando sempre più verso un voto d’opinione anche livello regionale?

 

Ci sarà sicuramente una parte di voto d’opinione ma un’altra parte, a mio giudizio preponderante, sarà di voto di relazione, cioè quando il candidato scende in campo e chiede le preferenze dirette.

 

Crede che il centro-sinistra abbia chances di vincere le elezioni?

 

Credo che sulla base del lavoro fatto in questi cinque anni e con un candidato Presidente che possa unire il centro-sinistra, noi le elezioni a livello regionale le vinciamo.

 

State pensando già a qualche nome?

 

C’è un dibattito pubblico. Nomi oggi non ne posso fare, però auspico la disponibilità di una importante figura regionale…

 

Si sta riferendo ad una persona in particolare?

 

Un uomo d’esperienza delle istituzioni, che se dicesse di sì, in Abruzzo creerebbe una coalizione che andrebbe bene oltre quello che si possa pensare.

 

È per caso Legnini?

 

Uhm… (apre le braccia, ndr).

 

Chi metterete nelle liste?

 

Credo ci sarà una sorpresa in positivo per Silvio Paolucci. Chiaramente poi alla squadra si aggregheranno anche le liste civiche di coalizione e da queste, anche perdendo qualche voto come Pd, se ne aggiungeranno molti di più come coalizione.

 

Cosa pensa del sindaco di Francavilla, Luciani, che vuole candidarsi Presidente alle regionali?

 

Luciani ha dato la disponibilità a candidarsi alle primarie del Pd ma non nel caso in cui si dovesse candidare Giovanni Legnini, dato l’indubbio spessore della candidatura. Antonio Luciani, indipendentemente dalla sua disponibilità a correre per le primarie, è una delle risorse più importanti che abbiamo in provincia di Chieti.

 

Cosa ci dice sulla vicenda dell’ammiraglio Veri? Voluto fortemente dal Pd candidato sindaco ad Ortona, poi consigliere comunale insieme a Nadia Di Sipio, quindi candidato solo per 4 ore con M5S al Parlamento…

 

Sono stato tra i maggiori sostenitori della candidatura dell’ammiraglio Veri, è innegabile! La coerenza è un problema suo, non mio. Non mi imbarazza quello che ha fatto, dovrebbe imbarazzare lui, non me. Io l’ho scelto sulla base del suo curriculum, delle sue capacità, del suo amore per Ortona… E queste cose restano intatte, niente di tutto questo è stato cancellato da quello che è successo.

 

L’ha più sentito o visto da allora?

 

L’ho sentito e mi ha fatto gli auguri per la mia elezione nel Parlamento.

 

Vogliamo parlare della nomina di Enzo Del Vecchio nel Comitato di Gestione dell’Autorità portuale di Ancona? “È una nomina che ha chiari mandanti politici” come ha detto Leo Castiglione?

 

Sia chiaro, ritengo giusto che Ortona chieda di avere un proprio rappresentante nell’Autorità. Ortona, però, non deve dimenticare che per un lungo periodo ci sono stati due di Ortona e Pescara non ha mai sollevato il problema. Coletti, poi, è stato dichiarato incompatibile e quindi si è resa necessaria la sostituzione. L’approccio che avevano chiesto tutte le opposizioni al sindaco Castiglione era quello di andare in Consiglio comunale e dire alla Regione, semplicemente, di volere qualcuno di Ortona, senza fare nomi. Se si fanno nome e cognome, pensando di averne diritto come amministrazione, si rischia di fare un nome di una parte soltanto.

 

Il risultato però sarebbe stato in ogni caso migliore per Ortona, non crede?

 

Intanto Veri è lì, e anche se si occupa giuridicamente di Pescara ha comunque un occhio di riguardo per Ortona. Se domani Veri decidesse di lasciare, io sarò il primo a dire al prossimo Presidente della Regione di valutare che chi è di Pescara vada su Pescara, riaprendo così la partita su Ortona. Però oggi, a bocce ferme, all’Autorità portuale c’è sia uno di Ortona che uno di Pescara e, paradossalmente, questo crea un equilibrio. Su Enzo Del Vecchio credo che poi, quando gli operatori lo conosceranno, si stupiranno delle sue assolute capacità e disponibilità.

 

Secondo lei chi di Ortona potrebbe candidarsi alle regionali?

 

Il Pd ad Ortona può contare su donne e uomini in gamba. Non faccio nomi oggi perché decideremo quando sarà il caso. Ma i candidati devono sapere che chi vuole essere eletto in Regione deve avere consapevolezza che la base di voti nella propria Città non è affatto sufficiente, ma anzi, rappresenta soltanto una parte.

 

Il Sindaco di Ortona ha detto che il suo modus operandi durante le elezioni sarà quello di ascoltare tutti e starà nell’intelligenza dei candidati saper prendere i voti ad Ortona. Ci proverete?

 

Non credo che il Sindaco si metterà a fare campagna elettorale per qualcuno dei partiti della sua opposizione in Consiglio comunale. Ritengo che alla fine Castiglione farà come per le Politiche: lascerà libero arbitrio a tutti i suoi elettori. Sono convinto, però, che la politica ortonese possa incidere nel prossimo periodo politico regionale, perché questo gruppo del Sindaco è un gruppo oggettivamente civico, nel senso puro della parola. Per questo, credo che lo sforzo che sta facendo quest’amministrazione comunale di parlare con tutti la stia ripagando, perché su tutte le partite a cui ha partecipato ha avuto una mano, da noi in primis. Nessuna appartenenza politica, infatti, negherebbe di parlare con un’amministrazione civica, soprattutto a livello comunale.

 

Siamo alla fine, vogliamo parlare della Zona economica speciale?

 

La situazione non è esattamente quella descritta dal Sindaco nella vostra intervista. Quando mi riferisco ad una amministrazione carente oltre l’ordinario, penso anche all’approccio guidato dalla paura piuttosto che dalla progettualità riguardo alla Zes. Definirei l’approccio dell’amministrazione “minimalista” in tal senso. È stato proprio il Sindaco, fin dal primo giorno, a porre dubbi sulla Zes. Forse avevano il timore di attrarre investimenti incompatibili in termini ambientali ma, a quel punto avrebbero dovuto avere piuttosto il coraggio di chiedere una Zes regolamentata a dovere.

 

Che ne pensa delle tre proposte di perimetrazione elaborate dal “Comitato Porto”?

 

Su questo si è balbettato molto all’inizio. A mio giudizio, tra le proposte ora messe in campo relative alla perimetrazione quella dell’Arap sembra la migliore, non perché quella del Comitato Porto non sia funzionale ma perché quella dell’Arap pone un obiettivo importante: comprendere nella Zes, oltre al porto e l’area industriale, anche tutto ciò che è a destra e sinistra della Marruccina per via della sua ferrovia, la bretella, e tutto il retro-porto naturale. Credo che alla fine sarà la scelta che prevarrà.

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Commenti

Ultime dal blog

Cimitero di Ortona: lo sdegno di un turista, non basta la manutenzione fatta

05/11/2019

Cos'è successo durante il Consiglio comunale del 13 luglio

16/07/2019

Affidata la manutenzione della riserva di Punta dell’Acquabella all'associazione "Agape Cristiana"

16/07/2019

1/2
Please reload

  • Grey Facebook Icon
  • Twitter
  • Instagram
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001
© Copyright 2018 66026ilblog · Tutti i diritti sono riservati ·