Polidori: "Ambiente, leggi e leggerezze così il piano di assetto naturalistico diventa lo specchio di un mondo dove le regole e le sanzioni sono capovolte"

30/11/2018

"È quanto accade ad Ortona, ma temo che sia così ovunque", commenta il consigliere di minoranza Peppino Polidori dopo la riunione della terza Commissione Consiliare  per discutere sull’adozione del Piano di assetto naturalistico delle riserve di punta dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe, che ha visto la presenza dei tecnici estensori del documento: un architetto e un ambientalista entrambi di nomina regionale.

"Ortona secondo le intenzioni dei due tecnici, ma anche secondo il buon senso dei cittadini — argomenta Polidori —,  deve tutelare le sue aree naturali identificate sulla costa dell’Acquabella a Ripari di Giobbe fino a Punta Ferruccio. Nella Zona A, di riserva integrale, (dove secondo la legge e secondo le indicazioni dei due tecnici), non sarebbe possibile nemmeno al cittadino comune accedervi a piedi senza autorizzazione, in quanto si potrebbero cagionare danni alla flora e disturbo alla fauna".

"Alla mia domanda se i due tecnici avessero visitato le zone in questione e cosa avessero visto — prosegue l'avvocato —, la risposta è stata sicura e onesta, ossia ci sono cantieri in ogni dove per le gallerie delle ferrovie per gli accessi alle suddette gallerie a cui si aggiungono sui colli e sui declivi i lavori della ciclopedonale. Insomma cantieri con camion, ruspe, pale meccaniche, bulldozer. Alla mia domanda su “Come si possa conciliare questo con i presupposti di tutela dei luoghi, fauna e flora compresa?”, la risposta è stata corale dei tecnici “finiti i lavori saranno ripristinati luoghi come erano”, con l’aggiunta brillante dell’assessore, che a suo giudizio gli ortonesi devono anche ringraziare le Ferrovie perché i lavori delle gallerie stanno “consolidando i colli”".

"Che morale trarne? Penso che ciascun lettore si sia fatta una idea di come vanno le cose. Tuttavia la mia riflessione è stata questa: un semplice cittadino non può attraversare un’area protetta perché arreca disturbo anche a piedi e in silenzio, mentre enti come le Ferrovie o ditte appaltatrici aprono cantieri decennali con ruspe e camion, lavori che modificando radicalmente i luoghi, ma possono farlo tranquillamente senza darsi nemmeno la pena di spiegare quali opere stanno realizzando, con quale impatto ambientale e con quale tempistica. Questo mio ultimo quesito è rimasto senza risposta. Ritengo che l’Amministrazione Comunale stia perdendo un’altra occasione per far arretrare il tracciato ferroviario e promuovere così la rinascita economica e turistica della Città. La tutela delle aree naturalistiche arriverà in Consiglio Comunale oggi, riferirò quello che ho già detto in Commissione, vedremo che risposte daranno il Sindaco e la sua maggioranza".

 

 

 

 

 

 

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