A Salvini, Di Maio e Di Battista. Lettera di un giovane ortonese

30/01/2019

Nella serata di mercoledì 30 gennaio c'è Salvini ad Ortona in piazza della Repubblica. Nella mattinata di domenica 3 febbraio ci sono invece Di Maio e Di Battista al teatro 'Tosti'. Riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenutaci da un cittadino di Ortona che preferisce restare anonimo e di cui salvaguardiamo l’identità, volendosi firmare come "giovane ortonese"

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

Agli Onorevoli

Salvini Matteo, Ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio dei ministri,

Di Maio Luigi, Ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e Vicepresidente del Consiglio dei ministri,

Di Battista Alessandro, già Deputato della Repubblica Italiana

 

 

Vi scrivo a titolo strettamente personale da libero cittadino forte del suo diritto di esprimere il proprio pensiero e libero da ogni legame politico.

 

Cosa verrete a dire nella mia Città natale? Cosa vi porta nella Piazza e nel Teatro di Ortona? Questa strana campagna elettorale vi porta qui, una campagna elettorale rapida e fredda, fatta di frasi fatte e di slogan che sanno di vecchio.

 

Scrivo queste righe non per criticare il vostro operato, non per denigrare le vostre persone, non per sminuire le vostre capacità politiche ed oratorie, non per cercare follower dal like e dall'insulto facile sui social che tanto amate. Vi scrivo per ricordarvi dove siete. Ortona, con tutti i suoi problemi, come tante realtà simili in Italia, non ha tempo per le vostre passerelle. Siete quasi arrivati al primo anno dall’insediamento del vostro governo e ad oggi quello che sento dai media non sembra aver nulla di nuovo, dopo quasi un anno di governo siete capaci di parlare in modo inconcludente di pochi argomenti forse ben più grandi della vostra persona.

 

Vi invito a parlare di cose semplici e per facilitarvi la via non starò qui a parlarvi della storia di Ortona, di come si sia sviluppata e di come abbia attraversato il secolo scorso. Sono cose che spero qualcuno vi abbia almeno presentato su un foglio mentre attraversando l’appennino siete arrivati in Abruzzo. Vi elenco alcune domande alle quali spero possiate rispondere in modo eloquente e senza urlare.

 

Cosa ne sarà dei miei amici che hanno dovuto abbandonare la loro terra, le loro origini, e le loro famiglie per cercare un lavoro all'estero?

 

Che l’Europa, l’apertura delle frontiere e la facilità rispetto ad un tempo di viaggiare non sia per voi una scusa. I miei amici sono emigrati. Alcuni di loro lo hanno indubbiamente fatto per scelta, per poter seguire alcuni sogni è necessario andare via. Ma voglio ricordarvi di tanti altri miei cari amici che sono dovuti emigrare. Ragazzi che hanno dovuto lasciare la loro Regione perché per loro era impossibile realizzarsi qui. Sono dovuti andare via, hanno fatto le valigie bagnandole di lacrime e sono andati in giro per il Mondo alla ricerca di un posto dove poter stare bene, essere indipendenti ed essere invogliati a dare il loro contributo all’espansione e crescita di una nazione non loro. Pizzaioli, Professori, Camerieri, Avvocati, Lavapiatti, Medici, Ingegneri, Architetti, Professionisti, Autisti, Cuochi, Operai... Questi sono solo alcuni dei lavori che svolgono altrove.

 

Cosa state facendo per evitare questa diaspora? Quali certezze date ai giovani di questa nazione e di questa cittadina?

 

Genitori che hanno fatto immensi sacrifici per far studiare i propri figli, uno Stato che ha giustamente investito il pubblico denaro per formare i professionisti ed i tecnici del domani. E voi che fate? Non capite che la quota 100 e il reddito di cittadinanza devono essere solo la punta dell’iceberg? Un iceberg che dovrebbe essere fatto di progetti e riforme che veramente possano far ritornare a crescere i livelli occupazionali di tutte le fasce d’età.

 

Dov'è dunque questa parte sommersa dell'iceberg?

 

Vi chiedo di indicarmi con esattezza e precisione se esiste un programma, una attenta analisi dei costi e dei tempi ed una dettagliata pianificazione delle attività che riporteranno l’occupazione giovanile ai livelli che una Nazione come la nostra deve pretendere e non auspicare.

 

Non vorrei che quello che Voi ci volete far credere sia un grande iceberg si riveli essere, invece, un barcone di ghiaccio. Sapete bene che con il surriscaldamento globale ci vorrà poco tempo per capire quali sono le fondamenta dei vostri ideali.

 

Avete mai provato una delle sensazioni di cui parlo? Avete mai realmente provato cosa significa essere un giovane italiano che vuole un futuro in Italia in questo secolo veloce?

 

Mi sembra, mea culpa, che non riusciate ancora ad intuire come gestire dei disperati che cercano una nuova possibilità per ripartire, se non facendo credere a molti che siano proprio questi fantasmi del mare il male del Nostro Paese. Da questa riflessione mi chiedo e vi chiedo…. Avete allora la capacità politica di gestire intere generazioni di giovani italiani?

 

Ortona 30/01/19

 

Un giovane ortonese.

 

 

 

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