Regionali Abruzzo: Intervista a Luigi Annecchini, candidato ortonese di CasaPound

07/02/2019

Luigi Giuseppe Annecchini, 31enne di Ortona, padre di famiglia e lavoratore. Diplomato nel 2006 presso l’Ipia “G.Marconi” di Ortona, è un programmatore di macchine a controllo numerico nel settore metalmeccanico. Da tempo attivo come militante di “CasaPound Italia” a Lanciano, è candidato al Consiglio regionale per lo stesso movimento politico, nella lista circoscrizionale di Chieti. Ecco l’intervista 

 


Annecchini, quali sono, secondo lei, le priorità che andrebbero affrontate in Abruzzo?

 

Prime fra tutte la casa, i servizi sociali, e il diritto alla salute. È fondamentale la creazione di posti di lavoro per lo sviluppo dell'economia locale e la ricostruzione dei territori danneggiati dalle catastrofi naturali. Inoltre, il nostro territorio necessita di più sicurezza e un deciso stop dell'immigrazione incontrollata.

 

E per quanto riguarda Ortona?

 

Per quanto riguarda la mia Città, credo che il punto nevralgico sia il porto, che ad oggi non viene valorizzato ed utilizzato con la massima efficienza, a discapito dell'economia locale. Bisogna risollevare il commercio e rilanciare il turismo: essendo Ortona una realtà marittima, questa è una priorità. 

 

Il vostro è un partito di destra. Cosa vi diversifica con il centro-destra a tal punto che non siete nella stessa coalizione?

 

Non ci collochiamo in nessun schieramento di questo tipo, categorie superate e apparenti ad una vecchia politica. “CasaPound Italia” ha deciso di intraprendere una strada senza compromessi, seguendo unicamente la propria coerenza, senza padrini e padroni, con l'unico obiettivo di difendere l'Italia e gli italiani.


Come si spiegano secondo lei la disaffezione rispetto alla politica e il progressivo calo di partecipazione dei giovani?

 

La politica è una materia che ha abbandonato per prima i nostri genitori e le vecchie generazioni, trasmettendo così una sfiducia ai loro figli perché traditi più volte da false promesse e falsi ideali. “CasaPound Italia” riparte proprio da lì, dona una nuova speranza a giovani e meno giovani ed è l'unica realtà che sia riuscita a riunire persone di qualunque età, da nord a sud, sotto un'unica bandiera, il tricolore, e la fierezza di essere italiani.


Come può questo territorio tornare ad essere “fertile”, per i giovani che vogliono restare e non andare via, rispetto ad occupazione e possibilità di iniziative imprenditoriali?

 

I giovani abruzzesi devono tornare a credere nella propria nazione e nella propria Regione, ovviamente con l'ausilio delle istituzioni per quanto riguarda l'occupazione, la casa e i servizi sociali. Non bisogna fuggire dal nostro territorio ma contribuire a farlo risorgere.


CasaPound non ha possibilità di vittoria per quanto riguarda la presidenza. Chi preferirebbe vincesse tra M5s e un centrodestra a traino leghista?

 

Fino a prova contraria saranno gli elettori a decidere e non ci diamo assolutamente per sconfitti. In ogni caso, auspichiamo che chi sarà alla presidenza manterrà l'impegno preso con gli elettori e avrà a cuore gli interessi degli abruzzesi.

 

 

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