Il caso che fa discutere: il bando "veloce" per i nuovi ombreggi nella zona nord di Ortona. Facciamo chiarezza

13/05/2019

Il 29 aprile è stato pubblicato sull’albo pretorio del comune di Ortona un bando inerente a “concessioni per la posa numerica di ombrelloni” riguardante i tratti di spiaggia nella contrada Foro. Si parla dunque nello specifico di 10 diversi tratti di spiaggia suddivisi ed assegnabili a 10 diversi operatori, e sui quali sarà possibile la posa di ombreggi e/o messa a disposizione di sedie e lettini da spiaggia. Non parliamo quindi della costruzione di nuovi stabilimenti.

 

Restano le polemiche sulla celerità del bando. "Ma in Comune sono pervenute ben 49 domande!", annuncia il dirigente Coccia. Intanto l'opposizione non demorde e chiede che venga fatta chiarezza su queste concessioni.

Al centro delle critiche degli ultimi giorni c’è il ristretto lasso di tempo previsto dall’Ufficio tecnico per presentare domanda: il bando infatti si è aperto il 30 aprile e si è concluso il 10 maggio. In questo articolo riassumiamo quanto detto e successo fin ora, provando a fare luce su alcuni punti che sono sembrati a prima vista “opachi”.

 

Da quanto si legge nell’avviso pubblicato dal Comune di Ortona il 30 aprile, l’obiettivo prioritario del Comune è stato quello di attuare il Piano Demaniale Comunale vigente (risalente al 2011, varato dall’amministrazione Fratino), per la stagione balneare 2019, ed affidare le concessioni balneari (solo per la posa di ombreggi) per la durata di quattro mesi, dal 01 giugno al 30 settembre 2019, a dieci operatori che rispettino i requisiti elencati nel bando.

Il primo problema sollevato è stato quello sul termine indicato entro cui era possibile presentare le offerte: le ore 13 del 10 maggio. Come ha fatto notare il consigliere di minoranza Peppino Polidori in un comunicato sulla sua pagina Facebook, si tratta di un lasso di tempo di soli 10 giorni. “Se proprio il sindaco Castiglione avesse voluto suscitare un vero e diffuso interesse imprenditoriale – ha scritto il consigliere – avrebbe dovuto disporre ‘L’Avviso pubblico’ a gennaio, tutti ne avrebbero preso atto e gli interessati avrebbero avuto tempo, coraggio e oculatezza imprenditoriale per decidere, presentare domanda senza affanni”.

 

Dello stesso parere sono stati anche i consiglieri Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti, che hanno chiesto all’Ufficio tecnico una proroga del termine fino al 17 Maggio (7 giorni in più). “Un termine di soli dieci giorni – hanno scritto nella loro nota  stampa – costituisce inevitabilmente un limite per un'ampia divulgazione del suddetto avviso e, di conseguenza, per una diffusa e consapevole partecipazione di operatori economici ed associazioni interessate”. Ma la proroga non è stata concessa.

 

La risposta della Giunta all'opposizione è arrivata con una nota stampa: "Il bando sulle concessioni demaniali stagionali, con la scelta dei tempi di pubblicazione e delle modalità di applicazione, è un atto che rientra nelle competenze gestionali dell’ufficio attività produttive e del suo dirigente. Tanto che l’amministrazione comunale non ha deliberato alcun atto di indirizzo in tal senso, visto che si tratta di un adempimento che ricorre ogni anno e che quindi rientra nella normale fase di gestione degli uffici".

 

Oltre le perplessità riguardanti le tempistiche, non sono mancate le osservazioni provenienti dal mondo ambientalista. Massimo Pellegrini, presidente della SOA (Stazione Ornitologica Abruzzese), ha fatto presente come il rilascio di concessioni nel tratto di spiaggia antistante alla stazione di Tollo vada ad "inficiare la flora e la fauna sulle ultime fasce di dune presenti sul territorio, dal Fratino al rarissimo Giglio di Mare". Anche l’associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina si è opposta alle concessioni, chiedendo addirittura la revisione del Piano demaniale marittimo.

 

Durante l'ultimo Consiglio comunale sulla questione ambientale è intervenuto il dirigente dell'Ufficio tecnico Milena Coccia. “Al fine della tutela dell’ambiente, come recita l’articolo 7 del Piano Demaniale Regionale, sono state individuate tre zone a maggior tutela: le foci dei fiumi Arielli e Foro e il Parco delle Dune, un parco riconosciuto soltanto a livello comunale. Verranno dati non per attività commerciali ma per culturali, ambientali o ricreative, a fronte non di un canone, ma della tenuta e della pulizia".

La particolare specie dell'uccello Fratino, che nidifica in alcuni tratti della spiaggia del Foro

 

La risposta del Comune di Ortona alle accuse mosse dagli ambientalisti non si è fatta attendere. “Il nuovo Piano Demaniale in fase di definizione e che presto arriverà in Consiglio comunale – hanno spiegato in un comunicato – è stato rivisto tenendo conto delle peculiarità della zona nord e del rinnovato interesse anche turistico per la flora e la fauna di quell’area. Per cui non possiamo accettare queste accuse che vanno indirizzate ad altri. Noi auspichiamo invece di continuare la proficua collaborazione a tutela dell’area promuovendo un turismo sostenibile e a basso impatto ambientale.”

IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 MAGGIO: ISTANZE DEI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE E PARERE DEL DIRIGENTE

 

I “dubbi” ed i “sospetti” dei consiglieri Di Sipio e Marchegiano. La questione, com’era prevedibile, è approdata nel Consiglio comunale del 10 maggio, e nei loro interventi sia il consigliere Nadia Di Sipio che Giorgio Marchegiano hanno più volte usato la parole dubbio e sospetto, accusando l’amministrazione di poca trasparenza.

Il consigliere Marchegiano ha ripercorso alcuni passaggi della procedura che ha portato alla stesura del bando: "Da come mi sono potuto documentare, il lavoro di predisposizione è iniziato intorno al mese di febbraio, e la difficoltà incontrata dagli uffici, che ha fatto slittare le tempistiche, è legata alla necessità di collegamento tra una normativa del Piano demaniale comunale e il Piano demaniale regionale e nazionale. Da quando è partito il lavoro dell’ufficio però, ci saremmo aspettati che dalla componente politica iniziasse un lavoro di sensibilizzazione della Città e di condivisione di quello che sarebbe successo una volta emanato l’avviso pubblico. Niente di tutto ciò è stato fatto, ma c’è qualcosa di più, che inserisce all’interno dell’opinione pubblica elementi di incertezza e sospetto: lascia perplessi che da quando è stato pubblicato l’avviso, il 30 aprile scorso, nemmeno una parola né un accenno è stato fatto da nessun esponente della maggioranza di questo comune".

 

"Può dunque la maggioranza dire di aver svolto appieno il suo dovere? – si è chiesto poi l'ex candidato sindaco – Io credo di no, perché altrimenti avrebbe avuto tutto l’interesse ad informare gli operatori economici e avrebbe avuto l’interesse a far sì che una sana e informata competizione avesse avuto la possibilità di condurci alla scelta dei progetti più coerenti con l’interesse pubblico". Ed invece ci siamo ritrovati ad ascoltare un terribile silenzio da parte della maggioranza, ulteriormente preoccupante per il fatto che da alcuni esponenti di questa maggioranza, in particolare il consigliere Leonzio e il Presidente del Consiglio Rabottini, che fanno parte di quella comunità (del Foro, ndr), non è arrivata una parola o un’iniziativa che potesse fare in modo che più persone possibili conoscessero quali erano le possibilità. Mi chiedo come mai un’amministrazione, che è molto attenta alla comunicazione puntuale e ritmata di quello che avviene in questa Città, abbia ritenuto di restare in silenzio per una vicenda così importante. A queste domande nessuno ha dato risposta ma si è cercato invece di scaricare le responsabilità su organi che rispondono a logiche tecniche".

Le 3 domande del consigliere Peppino Polidori. Durante la prima ora e mezza di comunicazioni, il consigliere Peppino Polidori ha interrogato l’amministrazione comunale sulla questione, ponendo tre domande, alle quali ha risposto parzialmente il dirigente Milena Coccia.

 

Polidori ha dichiarato di voler trasmettere un'interrogazione a risposta scritta con tre interrogativi particolari e ha annunciato di volersi "riservare di interessare la magistratura". Proviamo ad immaginare quali potrebbero essere le risposte a questi interrogativi, anche sulla base di ciò che è già emerso il 10 maggio nell'aula consiliare.

 
1. "Come si possono rilasciare concessioni se mancano per i futuri insediamenti balneari allacci di acqua e fogne, ossia i sottoservizi vitali?"

Trattandosi di concessioni di soli ombreggi, i bagni saranno provvisori e potranno essere installati usando i comuni bagni chimici. La posa di ombrelloni deve rispettare particolari leggi chiamate NTA (Norme Tecniche di Attuazione). Queste asseriscono come non possano esserci installazioni fisse per le concessioni stagionali. Nell’articolo 52 comma 3 della NTA troviamo quanto scritto:
All'interno della fascia dell'arenile potranno essere previste unicamente attrezzature balneari, realizzate in materiali leggeri e smontabili; in assenza dei Piani Particolareggiati Attuativi e/o dei piani spiaggia, gli stabilimenti esistenti potranno subire solo adeguamenti igienici e funzionali.


2. "Perché il Comune e l’Ufficio tecnico non hanno attivato la piattaforma informatica Pec per la gestione della gara e così facendo hanno decretato l’esclusione di possibili richieste da fuori città?"

Dal 18 ottobre 2018, in recepimento della Direttiva 2014/24/EU, la Pec non è più un mezzo per fare le gare elettroniche, ma soltanto le comunicazioni. Si può verificare ciò leggendo il comma 5 dell’articolo 52 del Codice Appalti, il quale chiarisce che «In tutte le comunicazioni, gli scambi e l’archiviazione di informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l’integrità dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione siano mantenute. Esse esaminano il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione». Perché se è vero che la PEC (come idoneo strumento telematico di comunicazione e strumento di scambio di informazioni), garantisce l’integrità dei dati, di certo non può garantire la riservatezza e l’apertura del contenuto soltanto dopo il termine di presentazione delle offerte. I mezzi preposti, come asserito dal Dirigente Coccia, sono la piattaforma del MEPA o quella della CUC, quest’ultima al momento non ancora disponibile per l’utilizzo. Per questi motivi, ed inoltre per mantenere la segretezza del numero di domande pervenute e da chi pervenivano rispetto alle posizioni aperte, si è preferito usare i plichi. La scelta dei plichi inoltre si basa sul Considerando n. 52 della direttiva Ue n. 24/2014, in base al quale «il ricorso obbligatorio a mezzi di comunicazione elettronici ai sensi della presente direttiva non dovrebbe tuttavia obbligare le amministrazioni aggiudicatrici a effettuare il trattamento elettronico delle offerte, né a procedere alla valutazione elettronica o al trattamento automatizzato».

 

3. "A chi il Sindaco ha assegnato la delega al Demanio?"

All’assessore Gianni Totaro, insieme alle deleghe di Urbanistica e Lavori Pubblici. Si può facilmente ascoltare il Sindaco che comunica la rimodulazione delle deleghe dopo la presentazione di Cristiana Canosa ad assessore, il 20 marzo 2018. Ne abbiamo anche parlato nel nostro articolo qui. Potete ascoltare le rimodulazioni delle deleghe in questo video. Lo stesso Totaro è intervenuto in risposta a Polidori durante il Consiglio per specificare la sua delega, trovate il momento esatto qui.

 

L'intervento del dirigente Coccia. Nello stesso Consiglio comunale, il dirigente dell’Ufficio tecnico Milena Coccia ha difeso la scelta del termine di dieci giorni per la partecipazione alla gara: “Hanno partecipato 49 operatori e ci sembra comunque un buon risultato. Il termine di dieci giorni è stato valutato sufficiente anche in proporzione, secondo pareri dell’ANAC e pronunce giurisprudenziali, alla tipologia di documentazione che doveva essere presentata. Ci siamo infatti premuniti di creare un’istanza precompilata e abbiamo chiesto di allegare solo una relazione di poche righe che riguardasse l’offerta dei concorrenti. Il termine dei dieci giorni scaturisce anche dall’esigenza, dati i tempi tecnici, di poter consegnare le concessioni in un termine congruo rispetto all’inizio della stagione balneare, il 1° giugno, e la disponibilità della concessione stessa”.

 

"Non si era mai fatto un bando pubblico – ha concluso l'Ing. Coccia – ma anzi, negli anni precedenti, si era semplicemente effettuata una proroga con concessioni dirette. Per quanto riguarda la pubblicità relativa alla pubblicazione del bando poi, quello che spetta agli uffici comunali è la pubblicazione nell’albo pretorio, tutto il resto ovviamente non dipende dagli uffici tecnici”.

 Ing. Milena Coccia, dirigente dell'Ufficio tecnico di Ortona

 

✍IL PUNTO DEL NOSTRO BLOG. Analizzando quanto successo, è indubbio che la scelta dell’Ufficio tecnico sui tempi per la presentazione delle offerte sia "legale", in quanto rispettosa della normativa di riferimento come il D.lgs 50/2016 (codice appalti). In ossequio ai principi che governano l’attività della pubblica amministrazione, come il principio di trasparenza, buon andamento, parità di trattamento, pubblicità e concorrenza, l’avviso poteva essere magari maggiormente pubblicizzato dai canali di comunicazione istituzionali (sito web e pagina facebook), in modo da poter raggiungere la maggior parte degli interessati (visti i tempi stringenti). Infine, una proroga del termine avrebbe garantito, forse, ancora maggiore partecipazione. Attendiamo a questo punto che l'iter si concluda per avere contezza delle varie aggiudicazioni e per poter tirare le definitive somme sulla vicenda.

 

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