Montebruno: "Ad Ortona non vedo una forza politica più forte della nostra"

20/07/2020

Per la nostra serie di interviste abbiamo questa volta dato appuntamento in videochiamata a Saul Montebruno, consigliere di maggioranza e uno dei più attivi duranti i vari consigli comunali. Abbiamo discusso con lui di come è stata gestita l'emergenza covid da parte dell'amministrazione di alcune scelte difficili prese durante quel periodo. Abbiamo parlato dell'estate ortonese e dell'idea che ha la maggioranza di turismo, di zone da riqualificare e di opere in via di progettazione. Non abbiamo tralasciato ovviamente la parte più "politica" della discussione e abbiamo cercato di capire se il loro gruppo di maggioranza è ancora in ottima salute e Montebruno ci è sembrato molto deciso: "Oggi ad Ortona non vedo una forza politica più forte della nostra" e sulle elezioni comunali del 2022 dichiara anche: "Già oggi saremmo in grado di esprimere due liste civiche".

Ecco l'intervista.

 

Cosa ci siamo persi in questi 7 mesi?

Amministrativamente parlando, l'anno stava iniziando bene e sta continuando in realtà bene. È chiaro però che rispetto ai propositi iniziali, causa Covid alcune cose sono state riviste. Ad esempio, avevamo intenzione di concludere entro aprile l’analisi delle osservazioni del PRG. L’altro argomento di questi mesi è poi sicuramente il bilancio, che per forza di cose ha dovuto subire delle modifiche ma rimane in ogni caso in buone condizioni. In due anni siamo riusciti ad azzerare l’anticipazione di cassa, smettendo così di pagare interessi passivi.

 

Parlando di Covid, secondo te con l'emergenza sanitaria si è rafforzato o indebolito il rapporto cittadini-Istituzioni?

Quando c’è un problema di questo genere le persone tendono a riunirsi, è naturale. Non è un caso, infatti, che il consenso di Conte ma anche quello di Marsilio siano cresciuti. Perfino all’interno della maggioranza abbiamo l'impressione che anche il consenso di Castiglione sia aumentato. Di fronte alle emergenze, quando c’è un punto di riferimento costantemente presente, che comunica ed interviene nei momenti del bisogno, non si può che rafforzare la vicinanza tra Istituzioni e cittadino, che percepisce quantomeno l’impegno nel gestire una difficile situazione.

 

Secondo te com’è stata gestita la zona rossa a Caldari?

Come amministrazione eravamo favorevoli ad attivare la zona rossa già da subito, quando erano venuti alla luce i primi casi. Sia la Regione che la Asl per ben due volte però ci hanno detto di no, non ritenendo il focolaio di Caldari rispondente ai parametri per cui si poteva definire una zona rossa. Secondo chi l’ha vissuta in prima persona, si potrebbe dire che forse con il senno di poi non sarebbe servita, perché gli stessi cittadini di Caldari si sono da subito auto-isolati.

 

Ti senti di attribuire la responsabilità della decisione alla Regione?

Non è nemmeno un discorso di responsabilità della Regione o della Asl, è sempre una scelta di tutela e di prudenza. Non dò colpe a nessuno: né alla Regione, né alla Asl, né tantomeno al Comune o ai cittadini, ci mancherebbe altro. Prendere una scelta in momenti del genere non è affatto facile, e per qualsiasi decisione ci sono sia lati positivi che negativi. Comunque non credo che la Regione Abruzzo abbia gestito male la situazione, particolari problematiche non ne ho viste. Anzi, le misure economiche messe in campo a livello regionale mi sembrano che addirittura vadano a sopperire a molte mancanze da parte dello Stato, e mi riferisco ad esempio ai contributi per la zona rossa e alle mascherine inviate. Non ho nulla da recriminare a nessuno, tranne a chi non ha perso occasione neanche in quei momenti per fare polemica.

 

A proposito delle varie polemiche in quel periodo... Come rispondi alle critiche mosse all'amministrazione dopo la manifestazione del 4 maggio indetta dai commercianti per la restituzione simbolica delle chiavi dei locali commerciali al Sindaco, con tanto di Dama?

Premetto che non era una manifestazione organizzata dal Comune, ma al tempo stesso era una manifestazione a cui l’amministrazione non poteva mancare. Erano state fatte le dovute comunicazioni alle forze dell’ordine, le quali avevano accolto la richiesta essendo poi presenti sul posto per controllare eventuali assembramenti. Quindi la decisione di autorizzare la manifestazione non spettava al Comune. Detto questo, si può discutere sul fatto che i commercianti avrebbero potuto delegare qualcuno per consegnare le chiavi. Ma non rendere partecipe il Sindaco di un evento così sentito forse avrebbe ottenuto un effetto molto più spiacevole. Possiamo poi parlare della presenza di Margherita D’Austria per la consegna delle chiavi, ma giudicare se sia stato giusto o meno non compete a me.

 

Di chi è stata la decisione di far sfilare la dama?

La decisione è stata presa da chi ha organizzato la manifestazione, non dal Comune. Ho seguito alcune riunioni in videoconferenza dei commercianti e tra di loro è emersa quella volontà. Non sta a me giudicare, è chiaro che la scelta di usare la Dama in quella maniera sia stata forte e provocatoria e forse io non l’avrei fatta. Quello che per me è stato giusto è che il Sindaco sia sceso giù in piazza a ritirare le chiavi, che non sia rimasto chiuso nel palazzo.

 

L'amministrazione ha stanziato circa 226mila euro dal bilancio per far fronte all’emergenza. Avete intenzione di prevedere altre forme di sostegno in futuro, considerando anche alcune proposte della minoranza?

In realtà nel pacchetto di questi 226mila euro c’erano anche delle proposte venute da una parte della minoranza. Abbiamo cercato di trovare una soluzione condivisa con chi è stato propositivo. Ma c’è sempre qualcuno che vuole strumentalizzare e fare polemica.

 

A chi ti riferisci?

Va fatta una distinzione nella minoranza tra chi cerca di fare proposte e chi invece si limita ad attribuire colpe. Non ho nessun problema nel dire che in quel pacchetto i contributi al Centro Antiviolenza sulle Donne vengono da una proposta del consigliere Laura Iubatti e che le borse di studio per i premi di laurea erano una proposta di Marchegiano e Cauti, come anche l’azzeramento del pagamento dell’occupazione dei banchi del mercato coperto. È chiaro ovviamente che non potevamo accogliere tutte le proposte.

 

Quali sono secondo te le misure più importanti messe in campo dall'amministrazione?

Sicuramente l'abbassamento della TARI, la tassa per l'occupazione del suolo pubblico (TOSAP, ndr), la sanificazione dei locali e i 20 mila euro per i test sierologici a Caldari. Stiamo comunque valutando altre iniziative.

 

E per il commercio?

Gli stessi commercianti hanno preferito far ripartire le attività e le manifestazioni piuttosto che ricevere piccolissimi contributi, visto che non abbiamo la forza economica come Comune di aiutarli, ad esempio, a pagare gli affitti dei locali, in modo da ricreare quel circolo di introiti grazie agli eventi previsti nel cartello estivo.

 

Riguardo il cartellone estivo, Ortona è stata tra i primi comuni in Abruzzo a presentare un programma di eventi, c’è però qualcuno che pensa sia stato un po’ troppo azzardato e precipitoso…

Abbiamo individuato due piazze principali dove tenere i vari eventi, quella di San Tommaso e quella del Teatro Tosti, che più si adattano ad essere chiuse e gestite. I posti sono limitati e su prenotazione. Un’alternativa purtroppo non c’era e avevamo bisogno di questa reazione altrimenti la Città sarebbe morta economicamente piuttosto che di virus. Chi in Consiglio comunale fa riferimenti al grandissimo Luciani (sindaco di Francavilla, ndr) deve pensare che Francavilla non ha toccato un centesimo dei fondi stanziati per le manifestazioni, come a dire “qui non ci si ferma”. Ed è la stessa cosa che avrei fatto io qui, non avrei toccato neanche un euro dei soldi che avevamo preventivato per gli eventi, perché la nostra è un’idea che si sta sviluppando negli anni, e man mano saremmo cresciuti di livello. È chiaro che in questo momento va fatto tutto in maniera diversa, con più attenzioni e sicurezza, però basta fare un giro per il corso il sabato sera per rendersi conto che di movimento ce n'è comunque. Allora tanto vale fare eventi! ditemi voi se quella è una situazione prudenziale in vista di un eventuale ritorno del covid.

 

Quei fondi che avevate preventivato per quest’estate e che non sono stati utilizzati, saranno ricollocati comunque negli anni successivi?

L’idea di fondo è che nel bilancio di previsione annuale si immetta una cifra che per tutto l’anno copra la programmazione degli eventi che si decide di fare. Negli anni precedenti il Comune non aveva la capacità di programmare delle cifre importanti, dovendo pagare un’anticipazione di cassa negativa di 1,5 milioni di euro. Si andava avanti a mano a mano con variazioni di bilancio. Per la prima volta, quest’anno, dopo aver sistemato i conti, eravamo riusciti a fare un bilancio di previsione importante. Poi purtroppo è successo quel che è successo. Adesso abbiamo rinegoziato i mutui per le casse Comunali grazie a un decreto del governo Conte che fa fronte ai problemi di liquidità, riuscendo così ad avere un milione di euro circa di disponibilità in più. Quei soldi però serviranno per coprire le minori entrate, per cui molto dipende da quanto incasseremo con IMU e TARI. Quando avremo contezza dell’impatto che avrà tutto questo sul bilancio sarà possibile fare i conti anche per il prossimo anno.

 

Sempre in tema di manifestazioni, parlando di Perdono, c’è la possibilità che venga recuperato a settembre-ottobre?

Recuperare Perdono mi sembra difficile perché purtroppo la coperta è corta. Poi sono dell’idea che quando una cosa è passata, soprattutto una festa patronale, ha poco senso recuperarla solo per il gusto di festeggiare. Abbiamo comunque in mente uno o due grandi concerti di fine estate che sono ancora in trattativa, per cui non posso dirvi di più.

 

Parliamo dell’ospedale di Ortona. Vi siete battuti molto affinché l’ospedale non diventasse un presidio Covid. Perché?

Ci siamo opposti soprattutto su sollecitazione del reparto di senologia oncologica, di chi lo dirige e di chi lo ha diretto, ossia il Prof. Cianchetti. Per quanto possa essere stato martoriato nel corso degli anni, il nostro ospedale un’eccellenza ce l’ha e va preservata. Sarebbe stato un rischio troppo elevato conciliare entrambe le cose, seppure separate da percorsi diversi. Inoltre, istituire un centro Covid avrebbe significato spostare quel reparto fuori dell’ospedale, in un’altra sede, ed è chiaro che un reparto di eccellenza unico in Italia è molto appetibile. A mio parere se quella struttura fosse uscita dall’ospedale non sarebbe più rientrata.

 

Ma perché Ortona ha subito questa decisione? Non c'era la possibilità di intervenire prima?

Perché la riorganizzazione dei reparti aziendali è un qualcosa che spetta alla ASL e alla Regione. Noi eravamo andati ad una riunione in cui si era stabilito che l’ospedale Covid sarebbe stato istituito ad Atessa e che la lungodegenza sarebbe stata spostata ad Ortona, tant’è che era già in corso il trasferimento del reparto. Il giorno dopo, a nostra insaputa, sono state cambiate le carte in tavola.

 

Ti riferisci alla decisione presa dal Comitato Ristretto dei Sindaci?

Esatto. Ortona era presente nel Comitato ma dopo le dimissioni di d'Ottavio non si è pensato di sostituirlo. Di conseguenza quel posto è stato preso da altri.

 

E come ci si può rientrare adesso?

Non possiamo deciderlo autonomamente. Mi viene da pensare che ci sia la volontà di non mutare la situazione e quindi di non farci rientrare. Ma il problema è a monte, non dovevamo uscire. A livello regionale purtroppo Ortona non ha mai contato molto. Quando è stato il momento di prendere decisioni importanti è sempre stata messa da parte.

 

Perché avviene questo secondo te?

Ortona purtroppo è collocata male sul territorio. È troppo vicina sia a Chieti, che a Pescara, che a Lanciano. A livello elettorale è un bacino troppo facile da aggredire. A Ortona infatti hanno sempre preso voti personaggi esterni alla Città e non è un caso. Anche la divisione interna a livello politico non ha mai permesso di esprimere un candidato unitario.

 

A proposito di elezioni, se dovessi pensare alle prossime Comunali, come le immagini?

Mi pare che qualcuno si stia già organizzando. Guardando invece il Consiglio Comunale la situazione è quella di una maggioranza granitica, cosa che sembra quasi dare fastidio ai più, probabilmente troppo abituati alle divisioni e ai tanti show fatti in passato dalle varie maggioranze. La nostra situazione dovrebbe essere la normalità: così come in tutte le famiglie si discute e si litiga ma poi, quando si va all’esterno, ci si presenta con la linea unitaria, come maggioranza si fa quadrato e si va avanti.

 

Quindi il progetto civico va avanti?

La nostra natura civica ci ha avvantaggiati tre anni fa e credo sarà così anche tra due anni, per questo rimarremo tali e già oggi saremmo in grado di esprimere due liste civiche. A tutto questo si aggiunge anche Cristiana Canosa, che ha deciso di entrare nel nostro progetto.

 

Come vedi i vostri attuali avversari dell'opposizione?

In Consiglio comunale sembrano essersi formati due schieramenti, uno composto da Marchegiano, Cauti e Iubatti, probabilmente uniti da una certa ideologia politica, e l’altro formato da Polidori, Di Nardo e Schiazza, tenuto insieme solo dall’odio verso questa maggioranza ma vuota di contenuti politici. Oggi ad Ortona non vedo una forza politica più forte della nostra.

 

Tre anni fa la spinta civica a livello elettorale è stata molto forte. Ultimamente sembra esserci però un deciso ritorno dei partiti anche a livello locale, soprattutto del centro destra. Pensate sia il caso di aprirsi a collaborazioni con qualche partito?

Non siamo i 5 stelle e non abbiamo i No assoluti. Riteniamo che siano i contenuti a fare la differenza, anche se ad oggi fare un ragionamento così è molto difficile. La squadra va allargata, anche per una questione fisiologica di persone che escono e persone nuove che entrano. Noi comunque abbiamo uno zoccolo duro da dove ripartire. E posso garantirvi che la nostra forza e la nostra coesione a livello locale sono avvertite anche in Regione.

 

Attualmente in che area politica ti collochi?

Il mio background è lo stesso del Sindaco, cioè una militanza nel centro destra. Io con lui ho un rapporto quasi fraterno e insieme abbiamo creato l’associazione che oggi è Il Comune delle Idee. Una domanda che sinceramente non gli ho mai fatto è per chi votasse. Non ho al momento un punto di riferimento a livello nazionale anche per il caos politico che c’è, e sinceramente ho poco interesse ad averlo.

 

Tornando ad Ortona, quella attuale è la Giunta definitiva o ci saranno altri cambiamenti?

Non dipende da me e se fosse dipeso dal Sindaco certamente non avremmo cambiato neanche in precedenza. Il Sindaco chiede sempre un impegno a tempo pieno e se questo viene meno, come è successo per alcuni motivi personali, il cambio in Giunta è una conseguenza naturale. È avvenuto per Roberta Daloiso, per Valentina Ciampichetti, per Gianni Totaro e per Francesco Falcone. Ognuno ha fatto la propria scelta.

 

E invece riguardo le dimissioni di Leonzio?

Il caso di Leonzio è il tipico esempio di quella politica che grossa parte della minoranza ha messo in atto in questi tre anni. Si divulga una notizia, senza sapere se sia vera o meno, e chi viene colpito da quella notizia è obbligato a difendersi. Ma non dovrebbe essere così. È chi accusa che dovrebbe provare il motivo dell’accusa stessa. Leonzio dal 2007, in maniera regolare, stava costruendo il proprio stabilimento e ristorante. Per 30 anni, di anno in anno, su quel pezzo di spiaggia le concessioni sono state sempre date alle stesse persone in virtù della concessione passata. Due anni fa, finalmente, il nuovo Dirigente comunale ha deciso di redigere un bando per le aree individuate, tra cui l’area davanti allo stabilimento di Leonzio. Perché quindi da cittadino Fabrizio non avrebbe potuto partecipare al bando avendo tutti i requisiti richiesti?

 

Leonzio, come Roberta Daloiso, sono stati tra i più votati della vostra coalizione. Ora però, con le dimissioni, la loro fetta di elettori non è più rappresentata. Può essere sacrificata una tale quantità di voti? Non rischiate di perdere consensi?

Per noi ovviamente è stata una perdita politica importante. Fabrizio e Roberta nei loro territori avevano preso moltissimi voti, ma il fatto di essere usciti dal Consiglio non preclude che non continuino a collaborare con noi, anzi. Detto ciò comunque la zona Foro e Postilli non smettono di essere seguite dalle nostre attenzioni, primo perché c’è Simona Rabottini, attuale presidente del Consiglio e residente in quel territorio, secondo perché noi sul territorio siamo sempre molto presenti, ovunque.

 

Parlando della zona Postilli-Riccio, voi come maggioranza che idee avete per il suo sviluppo?

Adottando questo PRG abbiamo fatto la scelta di approvare un piano elaborato dalla precedente amministrazione, per evitare di cestinare tutto il lavoro già fatto. Allo stesso tempo abbiamo però incluso le nostre idee con una maxi-osservazione d’ufficio e in questa è presente anche l’idea che abbiamo per il territorio Postilli-Riccio. Vorremmo concedere, a chi lo ha richiesto, le attrezzature turistiche permanenti, come aree di sosta per camper e parchi attrezzati, favorendo così le possibili nuove attività. Il tutto sempre in accordo con le norme ambientali per uno sviluppo non impattante, con materiali ecosostenibili e con altezze delle strutture fino ad un massimo di 3,5 metri. Questa è l’idea di sviluppo che abbiamo per quella zona.

 

E la questione dell’uccello Fratino?

L’uccello Fratino va tutelato perché quell’area è oggettivamente un’area di pregio e anche le dune vanno protette. Io poi sono contrario a ogni tipo di fanatismo e gli eccessi non mi sono mai piaciuti, chi vuol capire capisca.

 

Spesso vi dicono che inaugurate solo quanto messo in cantiere dall’amministrazione d’Ottavio. Come rispondi a questa critica?

Questo sicuramente è un segnale di quanto ci voglia per inaugurare alcune opere. Non abbiamo problemi a dire che abbiamo inaugurato opere messe in cantiere dalla passata amministrazione come il mercato coperto. Bisogna precisare però che abbiamo dovuto rifinanziarlo per includere le porte antincendio ed i bagni, che mancavano, altrimenti non avrebbe visto alcuna inaugurazione. Non abbiamo nessun problema a dire che alcune opere le abbiamo ereditate ma questo non significa che noi non ne abbiamo fatte o non le faremo.

 

Per esempio, cosa avete fatto?

Nelle contrade abbiamo realizzato oltre 300mila euro di asfalti e ne faremo altri; è partito il progetto per ristrutturare i vicoli del corso; abbiamo stanziato un milione di euro per il colle di Costantinopoli; abbiamo consolidato il colle di Santa Lucia; faremo a breve la rotonda in via Madonna degli Angeli; sta partendo il progetto per completare la pista ciclabile; stiamo per estendere l’illuminazione pubblica in posti dove ora non esiste; è in corso il rifacimento dello Zambra; stiamo sistemando la sala Eden. Così anche il Decoro Urbano: l’orientale rimesso a nuovo con panchine e fiori, l’illuminazione degli archi sotto l’orientale e la pulizia in generale della Città, tutte piccole cose che negli scorsi anni sono mancate. Questa è l’ordinaria amministrazione che non si è mai fatta e che oggi è diventata straordinaria, "epocale", come l’abbattimento della cabina elettrica antistante al porto.

 

E come siamo messi con quelle opere che ormai potremmo definire “grandi incompiute” come dragaggio, bretella autostradale e parcheggio Ciavocco?

Per quanto riguarda il dragaggio, di recente Marsilio si è impegnato in un crono-programma che ci auguriamo venga rispettato, il quale delinea il 2024 come meta per il completamento dell’escavazione dei fondali marini del Porto di Ortona.

 

Tra due anni quindi le campagne elettorali insisteranno ancora su questi argomenti?

Tra due anni la campagna elettorale sarà tra chi ha iniziato un progetto con tante opere che naturalmente non potranno essere concluse, e tra chi farà la solita polemica. Cinque anni in fiondo non sono molti se ci pensate. Guardiamo Francavilla: lì il vero boom è avvenuto nel secondo mandato di Luciani. I primi Cinque anni di fatto servono per impostare tutto quello che poi si raccoglierà nel secondo mandato, talvolta anche anche a causa della burocrazia.

 

E la bretella A14-porto?

Abbiamo persino chiesto di ottenere l’autorizzazione come Comune per poter far partire noi i lavori, ma a quanto pare non è possibile. È la Provincia che dovrà mettere in moto il cantiere. Ci sono state ovviamente le solite dichiarazioni d’intenti, ma se dovesse essere il solito fumo negli occhi saremmo anche disposti ad incatenarci all’uscita dell’autostrada pur di vedere aprire quel cantiere.

 

Durante uno degli ultimi Consigli Comunali è stata vagliata un’osservazione per poter costruire sulla zona a ridosso del colle di Costantinopoli, presentata da parte del gruppo imprenditoriale che fa capo a Walter Tosto. Ci puoi dire di più? E che idea di sviluppo avete voi per quella zona?

Di certo l’idea di sviluppo non può essere quella dell’abbandono che c'è sempre stata. Il progetto di Walter Tosto comunque non c’entra niente con quanto descritto nell’osservazione. Nello specifico, con quella osservazione è stato richiesto di destinare quell’area ad allargamento della zona adiacente dedicata al progetto vero e proprio, probabilmente per destinarla a parcheggi o qualcosa di simile. Per noi quell’opera non è realizzabile in quanto posizionata sotto un pezzo di costone a rischio frana, anche per questo abbiamo bocciato l’osservazione. Niente di più. Ben diverso è il progetto di Walter Tosto vero e proprio, cioè la realizzazione in quell’area di residence alti anche fino a 26 metri, cosa per noi impensabile. Ma qui parliamo di un progetto ormai vecchio che ad oggi non esiste. Il nuovo progetto, se si farà, dovrà obbligatoriamente passare per il Consiglio Comunale.

 

Qual è la vostra idea per quanto riguarda le Riserve Naturali di Punta dell’Acquabella e Ripari di Giobbe?

Le nostre Riserve vanno tutelate al 100%. Sui Ripari di Giobbe c’è sempre stata una certa attenzione edificatoria, mi riferisco alle molte richieste di costruire la propria villetta. Noi con il PRG abbiamo cercato di porre un freno: abbiamo detto stop all’edilizia privata residenziale perché vorremmo destinare la parte rimasta ancora inedificata alle strutture turistico-permanenti. Agendo così non vi nascondo che ci siamo fatti molti nemici, perché abbiamo scelto di bocciare tantissime osservazioni, ma andiamo dritti per la nostra strada con la nostra idea a tutela delle riserve ortonesi.

 

Una volta terminato il tratto di Ortona della pista ciclopedonale, come te la immagini?

Uno degli interventi che andrà sicuramente fatto è il collegamento della pista alla Città, con una scala mobile o un ascensore in prossimità del Parco Ciavocco. È quello il primo elemento necessario, perché noi strutturalmente non siamo una Città di mare, siamo relativamente lontani dalla costa. Non siamo San Vito, né Fossacesia né Francavilla.

 

Ma non pensi si possa fare turismo intorno alla pista ciclabile?

In quella parte, proprio con il PRG, stiamo concedendo la possibilità di creare attrezzature turistiche lungo la pista a chi le ha richieste. Sarà cosi, ad esempio, tra San Donato e Ripari Bardella e anche lungo la Postilli-Riccio. Ma non solo. Tutto dipenderà infatti dalle proposte che arriveranno.

 

 

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