L'antenna della discordia

Da pochi giorni alcuni cittadini hanno cominciato ad accorgersi della costruzione di un'antenna poco prima l'ingresso che porta alla spiaggia dei Ripari di Giobbe. Per chi non ne fosse a conoscenza, ecco alcune foto pubblicate il 16 febbraio:

Nello specifico, per chi non avesse seguito la vicenda, la società di telecomunicazioni Iliad sta costruendo un’antenna sorretta da un palo di circa 18 metri di altezza poco prima dell'ingresso della Riserva Naturale Ripari di Giobbe. Ed è bene specificare 'poco prima' perché il terreno, su cui sta venendo sorretta l'antenna proprio in questi giorni, non rientrerebbe nei vincoli della Riserva:


Nelle immagini il verde scuro riguarda l'area legata alla Riserva con i suoi relativi vincoli di costruzione (Zona A1), mentre il violetto-azzurrino l'area sottoposta a vincolo paesaggistico. Il lotto 3503 (quello evidenziato in celeste), in cui Iliad ha deciso di costruire la propria antenna, risulterebbe immediatamente fuori la Riserva.

Inutile dire che la cosa ha suscitato grande clamore a livello mediatico, tant'è che il Comune di Ortona, con un comunicato stampa su Facebook, ha tenuto a ribadire la propria posizione dicendo che "A fronte dei pareri favorevoli degli enti preposti e del rispetto della normativa vigente non ha potuto opporsi".

A parlare di questa vicenda sono stati anche i due consiglieri di opposizione Peppino Polidori e Giorgio Marchegiano, i quali ovviamente hanno espresso forte dissenso sulla situazione che si è venuta a creare.

Ma ricostruiamo gli eventi in ordine cronologico:

  • 2 Aprile 2020

Iliad inoltra il progetto di costruzione dell'antenna al Comune di Ortona. Contestualmente la pratica viene inviata anche alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara (il progetto è situato comunque in area a vincolo paesaggistico, essendo a 200 metri dalla costa). Importante da sottolineare: la Soprintendenza esprimerà poi un parere favorevole. La decisione favorevole alla costruzione sarà poi appoggiata anche dalla ASL e dall’ARTA.

  • 23 settembre 2020

Il Responsabile SUAP (Sportello Unico per le attività produttive) e il Dirigente dell'ufficio tecnico inoltrano una comunicazione al Sindaco di Ortona Leo Castiglione, in qualità di Presidente del Comitato di Gestione delle Riserve Naturali Regionali "Ripari di Giobbe" e "Punta Acquabella", inerente il progetto di costruzione dell’antenna da parte di Iliad in C.da Ripari di Giobbe e si chiede al Comitato prima citato di esprimere dunque un parere. Comitato, che stando anche agli atti recuperati da Marchegiano, non si è mai riunito.

  • 4 febbraio 2021

In ogni caso il Comune di Ortona ha espresso parere negativo a Iliad forte dell'articolo 8 del proprio regolamento comunale per l’installazione di impianti per la telefonia mobile redatto nel 2010, che cita:


  • 6 ottobre 2021

Iliad presenta dunque ricorso alla decisione del Comune di Ortona, presso il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) di Pescara, a fronte anche della decisione opposta data dalla Soprintendenza, che aveva espresso invece un parere positivo alla costruzione.

  • 5 novembre 2021

Il Tar di Pescara accoglie l'istanza di Iliad, chiedendo anche al Comune di Ortona di riesaminare il regolamento per la installazione degli impianti di telefonia mobile. Altro dato importante: il TAR chiede di riesaminare il regolamento comunale in merito (non di abrogare l’art. 8, cosa poi fatta dall’amministrazione).


  • 27 dicembre 2021

Durante il consiglio comunale del 27 dicembre quindi, un po' in sordina, viene discussa la riesamina del regolamento in questione. La decisione dell'amministrazione comunale, esposta dall'Assessore Giambuzzi, è quella di eliminare in toto l'articolo 8 dal regolamento, in modo tale da annullare il vincolo legato alla vicinanza a 150 metri dalle abitazioni.

  • 20 gennaio 2022

Come detto in suo post dal consigliere Marchegiano: "In assenza di qualsiasi intervento oppositivo, il 20 gennaio 2022 si è formato il provvedimento di silenzio-assenso e, di conseguenza, alcuni giorni fa sono iniziati i lavori".

  • 16 febbraio 2022

Un cittadino pubblica una foto sui social della costruzione dell'impianto e la vicenda diventa di dominio pubblico. Ed è proprio questa la stranezza: la vicenda si è sollevata da una foto che mostrava l'evidenza dei fatti, ma a livello politico, sia dall'opposizione che tantomeno dalla maggioranza, la questione sembrava quasi passata in sordina. Di fatto durante la discussione del punto 11 del Consiglio Comunale del 27 dicembre scorso (Regolamento per l'installazione di impianti per la telefonia mobile - Presa d'atto e recepimento del provvedimento TAR Abruzzo Pescara n. 252/2021) dall'opposizione soltanto il consigliere Polidori aveva preso parola per sollecitare la maggioranza a fare qualcosa, come scritto poi in un suo post su fb: "ma avrebbero dovuto fare delle precise prescrizioni. Insomma, il Comune era tenuto a fare una ricognizione ed una mappa dei divieti, cosa che non ha fatto."


Da una parte Marchegiano, con il suo post di pochi giorni fa, ha ragione quando dice che il Comune avrebbe potuto portare le sue ragioni alla Soprintendenza e far valere in ogni caso la sua posizione contraria, dall'altro la sua ricostruzione è forse un po' debole, quasi confusa, perché omette di dire come il Tar si sia espresso contro il Comune di Ortona ed il suo regolamento. Lo stesso Marchegiano ammette di compiere un accesso agli atti solo venerdì 18 febbraio, a giochi ormai fatti, quando la decisione sul regolamento poteva essere discussa molto tempo prima. Giusta comunque la sua proposta per il comune di Ortona di prendere le cose buone fatte dagli altri: "Nel regolamento del Comune di Bologna approvato nel 2021, accanto alla disciplina delle localizzazioni sono previste misure per la delocalizzazione degli impianti esistenti e azioni di risanamento, tutela ambientale e informazione alla cittadinanza. Un modello che la nostra Città dovrebbe imitare nel più breve tempo possibile."


Discorso simile per Peppino Polidori, che forse centra meglio il punto della questione sul redigere delle precise prescrizioni anziché eliminare completamente l’articolo 8, ma in ogni caso sempre fuori tempo massimo.


Ma allora qual è il punto fondamentale di tutta la questione? Sono due:

Da un lato le decisioni di enti preposti che scavalcano e lasciano la Città inerme; dall’altro il sintomo di un modo di fare politica che vuole rincorrere la pancia dell’elettore, ma che nel concreto fa e può fare bene poco: quale sarebbe il modo per ribaltare la decisione di questi enti? Si poteva fare veramente qualcosa prima? Perché se ne parla solamente ora, a cose fatte?


Il comunicato stampa del Comune di Ortona, pubblicato soltanto dopo l’accendersi delle polemiche a metà febbraio ma in ritardo rispetto alla chiusura formale della vicenda con il Consiglio Comunale del 27 dicembre, sembra suonare molto come una “resa”, dove è la stessa amministrazione ad ammettere la propria impossibilità di fermare ormai gli eventi. È evidente come ci sia anche un errore comunicativo: se questa impossibilità di agire era tale e magari fosse stata comunicata diversamente, nei modi e nei tempi, forse l’impatto sociale sarebbe stato diverso.


Sorprende però come la politica si sia “attivata” ormai a giochi fatti: la discussione si è animata da un paio di foto pubblicate sui social dell’inizio dei lavori, mentre ormai tutte le decisioni erano già state prese. C’è veramente bisogno di vedere una antenna di 18 metri di altezza costruita a ridosso di una Riserva per capire che la decisione potrebbe essere un po’ avventata?


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