Si spende più dell'anno scorso per le luminarie natalizie ad Ortona?

La risposta è sì. Ma non bisogna farsi ingannare dai numeri perché la vicenda potrebbe non essere così scontata. Cerchiamo di approfondire, mentre cresce la contestazione per una decisione forse "poco illuminata".

Gli addobbi in piazza della Repubblica, Natale 2019

Negli ultimi giorni si è polemizzato molto sui social riguardo la spesa destinata alle prossime festività natalizie. Il comune di Ortona, con la delibera di Giunta n.188 del 17/11/2020, ha stanziato un importo complessivo di 50mila euro, messi a disposizione del CMO (Comitato Manifestazioni Ortonese) per l'organizzazione del Natale.

In particolare, da quanto scritto nel documento di spesa prodotto dallo stesso CMO, di questi 50mila euro ben 40mila sono stati destinati alle sole luminarie che saranno installate "sulle strade del centro, Castello Aragonese, Fontegrande, Caldari e Contrade" e poi in piazza della Repubblica e nei giardini pubblici.

Il rendiconto del CMO per le festivita natalizie 2020

A stridere è il dato messo in confronto con quello dell'anno precedente, quando non ci si trovava nell'attuale situazione d'emergenza. Nel 2019, infatti, per le luminarie erano stati spesi 15mila euro. Non bisogna però farsi ingannare dai numeri. Le due cifre sono equiparabili perché, per quanto ci è dato sapere, nel 2019 grazie alle donazioni elargite da commercianti e vari sponsor, si era raggiunta bene o male una cifra tra i 30 e 40 mila euro, la stessa su cui si sta discutendo oggi. In sostanza, le luminarie che vedremo addobbare la città di Ortona anche quest'anno saranno simili (almeno per investimento monetario) a quelle dell'anno precedente.

Rendiconto CMO festività natalizie 2019

La somma di 40mila euro graverà, però, in maniera oggettivamente diversa sulle casse comunali. Quest’anno, infatti, non potendo chiedere contributi ai commercianti per effetto dell’emergenza Covid, e non ricevendo evidentemente il favore di nessuno sponsor, il Comune ha stanziato di tasca propria, attingendo dal proprio fondo cassa, la differenza che da 15mila ha portato il totale a 40mila: vale a dire ben 25mila euro in più rispetto all'annata precedente.


A quel punto sono piombate addosso all'amministrazione dure critiche da parte dell'opposizione che siede nel Consiglio Comunale cittadino. In primis da Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti, i quali hanno accusato Leo Castiglione e la sua Giunta, definendo la situazione "ridicola e grottesca" e classificando come un "abbaglio" la scelta dell’investimento in luminarie, presa dall'assessore Cristiana Canosa e dal CMO.


Anche il PD di Ortona, con un comunicato, ha vivamente consigliato di dirottare quei 50mila euro verso fondi "per prevenire o intervenire sulla diffusione del contagio, soprattutto negli ambienti più frequentati come le scuole mettendo a disposizione i test rapidi con esito in 15 minuti".


MA GLI ALTRI COMUNI QUANTO PREVEDONO DI SPENDERE?

Doveroso è il classico confronto con i "vicini di casa". Vediamo allora cosa succede in comuni come Lanciano, Francavilla ed altri.


  • Al momento a Lanciano si sta pensando di installare un albero natalizio in piazza Plebiscito a firma dell'artista Filippo Iezzi, autore delle sfere posizionate lungo il corso principale l'anno scorso. I dubbi però sono ancora tanti, anche per via degli alti costi.


  • Nel comune di Francavilla sono in corso le trattative per le luminarie, ma ci si aspetta una cifra inferiore a 40mila euro perché l'assegnazione avverrà per affidamento diretto, che per legge è sempre sotto la soglia dei 40mila euro.


La tipica festa dei Faugni ad Atri, quest'anno cancellata insieme alle festività natalizie

  • A Silvi invece, una raccolta fondi tra privati ha permesso al Comune di non stanziare alcuna somma e di raggiungere, grazie alle donazioni, 8mila euro per addobbi e luci natalizie



Tornando ad Ortona, la decisione di erogare un importo così alto specificamente per le luminarie può essere stata dettata da due motivi: la volontà di creare un ambiente sereno per la Città e i suoi abitanti (come riportato da successivi comunicati stampa e dallo stesso Sindaco e dall'Assessore) o la necessità di rispettare eventuali accordi già presi con gli operatori delle luci, di cui, però, non c'è prova pubblicata, dato che le carte fornite dal CMO non riportano né il nome né il numero delle ditte affidatarie dei lavori.


Al momento, in pratica, dai documenti sommari del CMO non si può dedurre a chi siano effettivamente destinati questi 40mila euro. Un deficit di trasparenza che ha sollevato molti dubbi e polemiche.


In tutto questo c'è quindi da inquadrare il ruolo del Comitato: se da una parte è il braccio operativo del Comune, per quanto riguarda le manifestazioni, e permette all'amministrazione di alleggerirsi di alcuni impegni organizzativi, dall'altro le cifre assegnate devono essere tenute sotto stretta osservazione dalla Giunta, che, dopo aver affidato i soldi delle casse comunali a dei privati (il CMO in questo caso), ne delega il loro utilizzo senza passare per un formale rendiconto amministrativo. Rimangono in un zona d'ombra anche le modalità di affidamento del denaro ai privati o alle aziende partecipanti, che stipulano il contratto finale di lavoro sempre con il Comune e non con il CMO. Non è un caso che molte città dunque si guardino bene dal costituire un organo di questo tipo a scanso di equivoci o fraintendimenti.


SCELTA SBAGLIATA O AZZECCATA? IL 3 DICEMBRE LO SCOPRIREMO.

Le scelte politiche e le relative motivazioni possono essere condivisibili o meno in quanto rientranti all'interno delle sfere della soggettività e dell'arbitrarietà dell'indirizzo politico. Elementi oggettivi e non arbitrari sono, invece, la trasparenza della pubblica amministrazione, imposta dalla legge, e la comunicazione istituzionale. Elementi che, nell'era iper-tecnologica in cui viviamo, ci si aspetta vengano messi in campo in maniera sempre più impeccabile e precisa da parte degli enti pubblici.

In altre parole, il cittadino dovrebbe essere informato sull'utilizzo di ogni singolo centesimo della spesa pubblica, onde evitare polemiche che potrebbero risultare sterili agli occhi di chi le subisce ma che in realtà scaturiscono da lacune istituzionali.


Una delle sfide comunicative di ogni amministrazione pubblica è quella di far comprendere al cittadino il ragionamento alla base delle scelte politiche, attraverso una comunicazione efficace, trasparente e non votata esclusivamente alla rincorsa delle critiche. In questo caso manca una motivazione adeguata dell'impegno di spesa. Era prevedibile che agire come di consueto avrebbe potuto generare malumori, data la sofferente situazione economica e sociale causata dal Covid.

Quindi, se la spesa per le luminarie può sembrare bilanciata per quello che le casse comunali possono permettersi e per il territorio vastissimo da illuminare, allo stesso tempo stona con quello che accade oggi in tutto l'Abruzzo, da pochissimi giorni zona rossa.


Un'ipotesi alternativa circa le motivazioni dell'impegno di spesa per le luminarie potrebbe essere - ripetiamo - che il Comune avesse già siglato da tempo un pre-accordo con uno o più privati e che quindi sia andato in difficoltà nel fare "marcia indietro".


In definitiva, c'è da chiedersi cosa accadrà dopo il 3 dicembre. Se l'Abruzzo sarà in condizione di retrocedere a zona arancione o addirittura gialla, con i negozi aperti e la possibilità di passeggio per il centro urbano, la scelta potrebbe rivelarsi non così sconsiderata. In caso contrario, che al momento sembra essere il più plausibile, la scelta di investire come al solito sulle luminarie e sulle feste natalizie sarà destinata ad alimentare ancor di più lo scontro politico.

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