Via Verde: situazione attuale, sviluppi politici ed opportunità

La radicale, seppur momentanea, diminuzione dei contagi legati alla diffusione del Covid-19, verificatasi nel corso del periodo estivo, ha permesso a tutti noi di godere di momenti di ritrovata normalità. Il basso numero di contagi, il disincentivo e la paura per alcuni di effettuare viaggi fuori Italia ha generato un notevole flusso di turismo all'interno dei confini nazionali. La nuova Via Verde ha rappresentato il fulcro e il motore che ha alimentato e sostenuto l'attrattività del nostro territorio. Un'infrastruttura di quasi 42km che si estende lungo tutta la costa dei Trabocchi, da Ortona fino a Vasto, passando tra spiagge, stabilimenti balneari e riserve naturali.

Ma qual è lo stato dell'opera? Quali sono le prospettive e le opportunità di impresa? Negli ultimi mesi abbiamo condotto una serie di sopralluoghi, ricerche e interviste, le quali, unitamente alle dichiarazioni delle amministrazioni competenti, ci hanno aiutato a tracciare un quadro completo e puntuale sulla situazione generale della Via Verde.


Lo racconteremo nel corso di quest'articolo, volutamente diviso in 3 sezioni: -La situazione attuale del tratto ortonese -Come si stanno muovendo le istituzioni -Le possibilità d'impresa in orbita Via Verde


LA SITUAZIONE ATTUALE DEL TRATTO ORTONESE

11 Novembre 2020 - Lo stato attuale della Via Verde.

Andiamo con ordine. La via Verde si compone di quasi 42 km di tracciato che congiungono idealmente le città di Ortona e Vasto, costeggiando quasi tutto il litorale dei Trabocchi. Il tratto attualmente completato nel territorio comunale ortonese invece, va da poco prima dei Ripari di Giobbe fino ad estendersi dopo San Donato, proseguendo per il colle dell'Acquabella fino al primo trabocco della costa, quello della Mucchiola.


Nel dettaglio, i vari punti del tracciato ortonese, così come descritti sull'itinerario Ciclabile dei Trabocchi dagli amici di Slowride Cicloturismo:

Verso Nord, direzione Francavilla, la Via Verde si interrompe in prossimità dei Ripari di Giobbe, subito dopo il fiume Peticcio. L'obiettivo iniziale del progetto era quello di unire questo tratto con la zona Riccio attraversando il camping, per arrivare sino alla Postilli e congiungersi infine con Francavilla. I lavori si sono però interrotti già da molto tempo proprio per capire come attraversare i Ripari di Giobbe mettendo tutti d'accordo, privati ed enti pubblici.


Pedalando verso Sud, troviamo lo “scoglio” dei parcheggi del Lido Saraceni. Per riprendere il tracciato verso San Vito è quindi necessario attraversare con prudenza il parcheggio e recarsi in prossimità degli stabilimenti balneari, all’altezza del Lido Dea Venere. Poco dietro i parcheggi, un piccolo imbocco sassoso – da fare necessariamente a piedi – congiunge la parte di tracciato ancora in rifacimento.

Questo tratto presenta un terreno ghiaioso ma comunque pedalabile, con uno sguardo privilegiato su tutto il Porto di Ortona e la spiaggia dei Saraceni. Si susseguono poi ben tre trafori lasciati in eredità del vecchio tracciato ferroviario.

L’ultima galleria, quella che curva in direzione Punta Acquabella, è priva di illuminazione e non è aperta ufficialmente al transito. Per percorrerla è necessario aggirare la grata di sbarramento, quando possibile, prestando le dovute precauzioni: luci anteriori e passo lento. Sono circa due minuti di pedalata blanda.


Accade di poter trovare la Galleria Acquabella direttamente sbarrata, è stato così per diverse settimane durante il mese di Luglio. In tal caso, per proseguire verso San Vito è necessario scollinare dalla sovrastante pinetina, il cui imbocco è posto poco dopo l’inizio del tratto con le gallerie. La pinetina è interamente sterrata e in alcuni tratti potrebbe rendersi necessario dover trascinare la bici a mano. Un’altra opzione meno attraente ma sicuramente più agevole è quella di riprendere la Statale in direzione San Donato, circa 1 km di salita, e quindi seguire le indicazioni per le auto che portano alla spiaggia Acquabella. Discesa in picchiata verso il mare e si riprende il percorso ciclabile.

Superata la parte critica appena descritta, si costeggiano le bellissime spiagge di sassi di Acquabella, Ripari-Bardella e Mucchiola. E proprio qui, dopo un breve tratto ancora in sterrato che attraversa anche la foce del fiume Moro, si intravede finalmente il primo Trabocco: è il Trabocco Mucchiola, costruzione con 3 secoli di storia alle spalle (recentemente restaurata), che fa da apripista allo splendido litorale. Siamo ancora in territorio ortonese. Qui inizia poi il tratto asfaltato che conduce a San Vito Marina.

La pista quindi, come abbiamo appena descritto, è tuttora incompleta e non riesce a collegare adeguatamente tutti i comuni interessati. Ad accorgersene quest'estate non sono stati solo i turisti, costretti a fare deviazioni lungo la statale per poter percorrere tutto il tratto da Ortona a Vasto, ma anche le Istituzioni locali, comuni, Provincia e Regione, i quali stanno tentando di coordinarsi per la stretta finale sulla conclusione del tracciato. La nuova deadline sul completamento sembra essere quella della prossima primavera ma, con il riaccendersi dell'emergenza Covid, le priorità per quest'inverno molto probabilmente saranno altre e il traguardo fissato sembra già molto pretenzioso.


COME SI STANNO MUOVENDO LE ISTITUZIONI

Ripercorriamo ora alcune tappe politiche degli ultimi mesi che hanno interessato lo sviluppo della pista.


19 AGOSTO 2020 - Il sindaco Castiglione sollecita un tavolo di confronto sulla conclusione dei lavori della pista ciclopedonale

Una richiesta di incontro urgente sui lavori della pista ciclopedonale – Via Verde è stata inviata il 19 agosto dal sindaco Leo Castiglione al Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, in qualità di ente appaltante dell’opera.

«Purtroppo – sottolinea il sindaco Leo Castiglione – risultano aperte diverse questioni progettuali legate alla pista e soprattutto alle gallerie che insistono sul suo tracciato e che ne compromettono il definitivo completamento entro tempi certi e sicuri. Come Sindaco di Ortona è forte il timore per il completamento del cantiere del tratto di pista che collega la località del lido Saraceni alla riserva naturale regionale dell’Acquabella, per questo ritengo urgente la convocazione da parte della Provincia, stazione appaltante dell’opera, di una riunione che coinvolga gli altri Sindaci interessati dal tracciato San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto a cui possano partecipare i tecnici provinciali e le ditte impegnate nei lavori per la realizzazione dell’opera, per analizzare le criticità riscontrate e le possibili soluzioni, magari anche con il coinvolgimento della Regione».


25 AGOSTO 2020 - Vertice in Provincia sulla Via Verde, i sindaci chiedono maggiore coinvolgimento per velocizzare l'inaugurazione

«Ortona purtroppo è sicuramente il tratto più problematico, così come è stato spiegato dai tecnici della Provincia e dal responsabile dell’Ati che sta effettuando i lavori - sottolinea il sindaco Castiglione durante l'incontro - sia per le gallerie che per l’erosione della scogliera. Su quest’ultima la ditta è già intervenuta, mentre sulle gallerie e in particolare su quella dell’Acquabella ci sono problemi sia per le infiltrazioni di acqua che per la frana del costone sovrastante, dove sarebbe auspicabile e logico realizzare la protezione di contenimento prima dell’apertura della pista. Quello che preoccupa è che al momento non è ancora chiara l’entità economica degli interventi da attuare e per questo ho chiesto di verificare velocemente il budget al fine, se necessario, di cercare ulteriori finanziamenti. Quello che però deve essere chiaro è che non si può pensare di riaprire i tratti terminati e senza problemi lasciando invece da parte gli altri da terminare, l’opera è unica e deve essere riconsegnata ai cittadini nella sua totalità. La promozione della nostra regione viaggia sulla Via Verde e solo il completamento di tutto il tratto porterà benefici a tutti»


5 SETTEMBRE 2020 - ECOMOB al padiglione Becci al Porto Turisitico "Marina di Pescara

Si è tenuto un intenso dibattito per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte della costruzione della destinazione turistica “Costa dei Trabocchi” al Padiglione Becci al Porto Turistico “Marina di Pescara” in occasione di Ecomob, unica expo del Centro Sud Italia sulla mobilità sostenibile e l’ecologia ambientale. Erano presenti attorno ad un tavolo convocato dalla Camera di Commercio Chieti-Pescara, rappresentata dal presidente Gennaro Strever e dal suo Vice Lido Legnini, Mario Pupillo, presidente della Provincia di Chieti; Mauro Febbo, assessore regionale al turismo; Carlo Ricci, direttore del Gal Costa dei Trabocchi; Alfonso Di Fonzo, presidente Polo Inoltra; Giuseppe Di Marco, Presidente Legambiente.


Parla la provincia

Nell'occasione ha preso parola il presidente della Provincia Mario Pupillo che ha ribadito: “la Via Verde è sicuramente un cantiere in ritardo rispetto ai tempi del bando ma le criticità riscontrate sono state tante e molte inaspettate. Grazie anche alla collaborazione della Regione siamo riusciti a risolvere diversi problemi dovuti alla conformità ed allo stato in cui versava il territorio. Ora ce la stiamo mettendo tutta per consegnare la pista alla fine della prossima primavera.”


Risponde la Regione

“A me sembra che questa opera stia segnando la trasformazione della regione Abruzzo” – commenta anche Mauro Febbo, a suo tempo assessore regionale al Turismo: “Stiamo parlando di un progetto che sta riscuotendo un successo forse non prevedibile: abbiamo registrato ben 65 milioni di contatti di persone che, grazie alla ricerca di informazioni sulla Costa dei Trabocchi, hanno finalmente conosciuto l’Abruzzo. Ora dobbiamo essere bravi a completare la pista e a confrontarci tra enti ed istituzioni anche sul tema della manutenzione.”


LE POSSIBILITÀ DI IMPRESA

In questo groviglio di eventi e indicazioni contraddittorie, anche le imprese e le attività commerciali che vogliono investire sulla pista, pur avendo le idee chiare, faticano a districarsi. È innegabile come intorno alla pista ciclopedonale possano nascere, e sono già nate nei tratti di San Vito, Fossacesia e Torino di Sangro, tantissime attività commerciali. Dalla ristorazione al noleggio di bici, passando per i tour guidati con visite dei trabocchi lungo tutto il tracciato.


Il noleggio bici by GreenRoad

Quest'estate presso il Lido Saraceni è stato possibile noleggiare bici elettriche e non per percorrere la pista ciclopedonale. Merito dell'idea e del lavoro va alla ditta GreenRoad, un gruppo di giovani ragazzi che ha deciso di investire sul proprio territorio. Noi di 66026ilblog li abbiamo intervistati chiedendo loro perchè e come mai abbiano deciso di investire su un progetto così, com'è andata in termini di presenze e di noleggi e quali potrebbero essere i miglioramenti da mettere in campo in nome di un "turismo di qualità".

"Il 13 agosto 2020 è la data in cui abbiamo iniziato la nostra attività di noleggio bici "Green Road" al molo di Ortona. Nonostante sia un'analisi di un periodo molto breve, il riscontro ci ha stupito sempre di più, comunque consci di quanto Ortona avesse bisogno di un servizio di questo genere. Ci ha subito colpito la grande affluenza di turisti italiani che ci è sembrata molto maggiore di ogni altra previsione, questo sicuramente provocato in primis dall'effetto del covid. La loro provenienza è stata soprattutto per la maggior parte dal nord Italia, e in piccolissima parte poi dai paesi esteri (Germania Francia, Belgio). Il successo del noleggio è andato in crescendo durante la settimana di Ferragosto. Sapevamo dell'importanza di un servizio di noleggio bici ad Ortona, l'unica città tra quelle in cui passa la pista della costa dei trabocchi (Francavilla, San Vito e Fossacesia) in cui mancava questo servizio completamente. Questo è stato un forte motivo che ci ha spinto a voler iniziare questa nuova esperienza direttamente a contatto con il turista e che siamo fieri stia dando un piccolo contributo ad Ortona. Siamo pronti ad aiutare a valorizzare la nostra Città che è bellissima e che lo può essere infinitamente di più, con una pista che, nonostante le pecche dei pezzi non ancora terminati, è già uno spettacolo che rimane nei nostri cuori e negli occhi dei nostri clienti che rientrano finito il giro."

I tour guidati di "Slowride cicloturismo"

L'esplosione del turismo sostenibile, unito all'afflusso di tantissimi turisti per la prima volta alla scoperta della costa abruzzese, ha sospinto il fenomeno del cicloturismo. Su questa scia, un gruppo di ragazzi appassionati delle due ruote e dei viaggi in bicicletta, ha deciso di costituire una nuova associazione: "Slowride cicloturismo" con l'obiettivo di traghettare turisti, ma anche i locali, alla scoperta della nuova Via Verde e dei dintorni, al ritmo di una "pedalata alla volta".

Grazie a Slowride sono stati organizzati due tour nei mesi di luglio e di agosto che hanno riscontrato un enorme successo e regalato momenti di entusiasmo ai tanti partecipanti. I tour sono stati praticamente gratuiti, con la quota simbolica di 2€ per l'iscrizione all'associazione.

Oltre ai bellissimi scorci e paesaggi offerti dalla Costa dei Trabocchi e le colline sovrastanti, i tour hanno avuto anche il pregio di offrire esperienze enogastronomiche e culturali. All'interno del primo tour è stato possibile visitare il Frantoio di Fattoria Bardella (a pochi metri in linea d'aria dal Trabocco Mucciola) con tanto di degustazione di olii pregiati.

Il secondo tour, invece, è stato impreziosito dalla visita ad uno dei più antichi trabocchi sulla costa Abruzzese, il Trabocco Turchino, con tanto di degustazione di vini e oli locali direttamente sul trabocco.


La nuova "Officine Forti"

Con favorire della mobilità sostenibile c'è stato da maggio in poi un incremento notevole nell'acquisto di biciclette e di conseguenza un aumento di richiesta della loro manutenzione. Da qui la proposta che ha convinto alcuni giovani ragazzi di Ortona ad aprire un centro di riparazioni per le biciclette, la "OfficineForti" nei pressi di via G. Federico, vicinissimo lo spiazzo di porta Caldari. Ovviamente quello che ci auguriamo è che altre attività di questo genere possano e debbano trovare spazio proprio a ridosso della pista ciclopedonale, per consentire magari di sistemare "al volo" ogni tipo di inconveniente ai turisti che si trovano a pedalare sulla Via Verde.


La ristorazione - il nuovo bar all'aperto "Magnolia", all'interno del Parco Ciavocco, punto d'ingresso della città verso la Via Verde.

Per concludere il discorso sulle possibilità di impresa bisogna includere sicuramente il settore della ristorazione. L'apertura del nuovo bar "Magnolia" nella piazzola all'ingresso del Parco Ciavocco potrebbe rappresentare un ottimo esempio per tutte quelle attività che prenderanno come riferimento la pista ciclopedonale. Il Parco Ciavocco infatti, anche se non ancora dotato di un'ascensore o comunque di una risalita facilitata, già con la sua scalinata rappresenta de facto la porta d'ingresso del centro città verso la Via Verde.

Queste elencate e altri tipi di attività saranno fondamentali per lo sviluppo sostenibile della pista in sé e del turismo per Ortona che da adesso in poi dovrà sicuramente guardare alla sua nuova infrastruttura come fiore all'occhiello per il turismo. Il completamento con i tratti d'asfalto e le adeguate strutture ricettive dovrà essere soltanto il primo passo di quello che è il progetto "Via Verde". E poi perché non portare la pista nel centro città?

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